“Estate 2020, le richieste per salvare l’economia balneare calabrese”

Mar, 05/05/2020 - 17:30

L’estate 2020 è oramai alle porte, il settore turistico-balneare però non sa ancora come affrontare una stagione che si preannuncia difficilissima. Giuseppe Nucera, ideatore de ‘La Calabria che vogliamo’, avanza una serie di richieste alla Regione Calabria e alle singole amministrazioni. Si tratta di misure che permettono la sopravvivenza di un settore messo a dura prova dall’emergenza Covid-19.
“Il settore turistico in generale e le Imprese balneari sono stati messi in ginocchio dall’emergenza Covid 19 e lo stesso Governo ha riconosciuto questo settore come uno dei maggiormente colpiti.
Vista l’eccezionalità dell’emergenza sanitaria nazionale, visti i provvedimenti straordinari che vengono promulgati a favore delle imprese produttive, viste le richieste poste in essere nell’ ultimo documento approvato all’ unanimità dal coordinamento per il demanio delle Regioni, Assobalneari Calabria, l’associazione di categoria rappresentativa del comparto balneare, chiede alla Regione Calabria, per quanto di competenza, l’azzeramento dell’imposta regionale del canone di concessione per l’ anno 2020.
Le imprese balneari hanno già perso l’attività dei mesi di aprile e maggio e si preparano a una estate difficilissima tra maggiori costi dovuti ai DPI, alle sanificazioni e alle nuove modalità con cui dovrà essere fornito il sevizio ricettivo, fermo restando che manca ad oggi una data ufficiale di partenza della stagione balneare 2020 che ci auguriamo possa partire almeno entro il 15 giugno.
Inoltre -prosegue l’ex Presidente di Confindustria RC- in considerazione delle distanze di sicurezza da tenere tra gli ombrelloni e gli accessi, Assobalneari Calabria chiede che l’area in concessione agli stabilimenti, fronte mare, sia aumentata in via eccezionale per l’anno in corso, ove non contrasta con altre concessioni attigue e gli spazi lo consentano.
Infine, chiede alle amministrazioni comunali calabresi la proroga delle concessioni demaniali al 2033 (come previsto dalla legge dello Stato) e dare sicurezza ai gestori degli stabilimenti balneari che attendono per avviare gli investimenti necessari. 
Mi auguro possa arrivare -conclude Nucera- una risposta affermativa per la stessa sopravvivenza delle imprese turistico ricettive della Calabria”

UFFICIO STAMPA LA CALABRIA CHE VOGLIAMO

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