“I calabresi di buon senso danno il benvenuto al Capitano Ultimo”

Dom, 01/03/2020 - 17:30

Vivo in Calabria da ormai sette anni, da quando ho scelto, io che sono nato in Romagna da genitori Romagnoli, di trasferirmi in questa meravigliosa regione che oggi ho l’impressione di amare e apprezzare più di tanti calabresi e, soprattutto, di alcuni opinionisti.
Ancora oggi rimango basito leggendo certi articoli sui fatti che riguardano la Calabria: penso ad esempio a quanto pubblicato da Ilario Ammendolia domenica scorsa.
Come ormai tutti sanno, in questa fase di definizione della nuova giunta regionale, la presidente Jole Santelli ha annunciato che il “Capitano Ultimo” sarà destinato all’assessorato all’ambiente.
A chi non conosce la storia di questo eroe nazionale, ricordo che il “Capitano Ultimo” non solo è la persona che creò e coordinò il gruppo scelto di Carabinieri Crimor, che riuscì nel 1993 ad arrestare Salvatore Riina (allora il latitante più famoso e pericoloso d’Italia), ma soprattutto, che dall’anno 2000 è vice comandante del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, presso il quale ha svolto importantissime indagini su discariche e altri reati ambientali. Un ruolo svolto con la stessa serietà, rigidità e professionalità dimostrata negli anni della lotta alla mafia siciliana.
Quando ho letto della sua decisione di accettare il ruolo di assessore all’ambiente in Calabria ho pensato che finalmente qualcosa stesse cambiando in questa regione e mi aspettavo che la notizia fosse accolta da tutti con unanime soddisfazione, a prescindere dal credo politico. Invece sono partiti incredibili distinguo per i più disparati motivi: chi non condivideva la scelta perché non è calabrese, chi perché non ha il coraggio di mostrare il suo volto (dimenticando che vive sotto scorta non perché ha scritto un libro copiando gli atti della Procura ma perché ha materialmente arrestato importanti mafiosi), chi perché non è un politico eletto (definendo questa scelta una sconfitta della politica). E, infine, l’opinione che più mi ha lasciato l’amaro in bocca: definire la scelta del “Capitano Ultimo” un messaggio sbagliato sulla Calabria perché segnale che nella nostra regione l’unico problema sia la ‘ndrangheta, ragion per cui questo assessore sarebbe stato scelto per una questione di immagine e con quello scopo.
Mi chiedo: che c’entra la ‘ndrangheta? Appurato che resta un problema della nostra terra, che ci piaccia o no, stiamo contestando la scelta per l’assessorato all’ambiente di una delle persone più competenti e integerrime sui temi ambientali (settore nel quale opera da vent’anni); un po’ come quando furono scelti i medici Sirchia o Veronesi per guidare il Ministero della Salute.
Collegare il “Capitano Ultimo” ad altro non ha alcun senso, se non arrampicarsi sugli specchi per denigrare la scelta di una parte politica. “Ultimo” è invece una risorsa per tutti i calabresi, senza se e senza ma, che sia una giunta di destra o di sinistra a sceglierlo. E dobbiamo essere fieri e onorati che ha scelto di portare la sua professionalità ed esperienza proprio alla nostra regione (che di problemi in materia di ambiente ne ha tantissimi), invece di scegliere giunte regionali di realtà più importanti.
Per cui mi sento di dare, a nome dei calabresi di buon senso, il benvenuto al “Capitano Ultimo”, che spero presto di avere ospite nella nostra splendida Locride.

Riccardo Angelini

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