“L’emergenza sanitaria ha fatto ritrovare unità ai sindaci”

Dom, 22/11/2020 - 09:30

Poche ore prima della “marcia su Roma” abbiamo intervistato, attraverso la nostra Web TV, Pasquale Ciccone, sindaco di Scilla, e Pierpaolo Zavettieri, primo cittadino di Roghudi. Al centro della nostra chiacchierata, ancora disponibile sulla nostra pagina Facebook, l’importanza della manifestazione di giovedì, la situazione politico-sociale della Regione e il dramma dei commissariamenti.
Cosa rappresenta questa manifestazione?
C:
È una manifestazione importante, innanzitutto perché tutti i sindaci della Calabria hanno trovato un accordo su qualcosa e questo è un fatto nuovo, che può far ben sperare. Purtroppo doveva arrivare questa emergenza per farci capire l’importanza della sanità. E il Governo deve sentire i territori per fare scelte oculate.
Z: La Calabria questa volta è vittima. A Roma abbiamo inteso protestare contro questo sistema che ci toglie dignità, che dobbiamo riacquistare.
Quanti i sindaci presenti?
Ciccone:
Sicuramente tanti.
Z: Da Reggio Calabria circa 70 sindaci, una grande percentuale. L’obiettivo è rappresentare la Calabria nel modo più lineare e dignitoso possibile.
Il Governo ha cercato di sgonfiare questa manifestazione?
Z:
Sì, ha cercato, ma questo è un problema importante per la nostra terra e quindi va affrontato.
Da anni che si parla del problema della sanità ora dopo lintervista a Saverio Cotticelli si è mosso qualcosa?
Z:
Credo quella sia stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo, ovviamente con quella intervista folle si è aperto un velo che era nascosto dietro un atteggiamento istituzionale. Essere nelle mani di questi signori vuol dire essere nelle mani di nessuno. Da qui deve nascere la voglia di fare qualcosa per il nostro territorio.
La lotta territoriale è più importante di quella politica?
C:
Certamente, oggi dobbiamo per fora difendere i territori non guardando al colore politico. Siamo un popolo abbandonato da tutti e la presenza dei sindaci a Roma è importante, perché è ora che il governo nazionale pone la sua attenzione sui problemi della Calabria.
Tutti parlano di Cotticelli. E i tre commissari dellASP di Reggio Calabria?
Z:
Sì, sarebbe bene parlarne, perché non hanno agito in quelle che potevano essere le istanze del territorio. Hanno scelto di non avere il dialogo con i sindaci. Il mio giudizio non è positivo sui commissari, che non possono rappresentare bene le esigenze del nostro territorio.
A questo punto non andranno fatti gli investimenti sugli ospedali di Siderno, di Melito, di Gerace?
C:
Credo che questo sia uno dei nodi della questione eppure, per fatti formali e burocratici, ancora non è possibile, ma in una guerra tutti gli spazi possono essere usati. Sostengo che noi dobbiamo combattere e farci ascoltare.
Cosa si prova a vedere sciolto il proprio comune?
C:
Io ho subito lo scioglimento nel 2018, nel momento in cui Scilla stava risplendendo. È stata vissuta come un’ingiustizia da tutto il paese. Siamo rientrati in comune e ci troviamo in una situazione da terzo mondo.

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