“La lunga marcia” ricorda Pasquino Crupi a Bova Marina

Sab, 06/07/2019 - 17:20
Riceviamo e pubblichiamo

Le infrastrutture e i trasporti, elementi sui quali la Filt-Cgil sta accendendo i riflettori condividendo con la cittadinanza esperienze, analisi e proposte attraverso la cosiddetta “La lunga marcia”, perché strategici nel favorire flussi sociali, economici e culturali, sono ataviche problematiche dell’irrisolta Questione meridionale. Toccando Bova Marina lungo il percorso a piedi iniziato a Reggio lo scorso 4 luglio e che si concluderà il 10 a Caulonia Marina, è stato automatico, oltre che doveroso, ricordare il compianto intellettuale e politico meridionalista e socialcomunista Pasquino Crupi. La Filt l’ha omaggiato venerdì sera nella locale piazza Stazione. Un omaggio che non è stato nostalgico, sebbene siano state evocate le sue battaglie politiche e culturali e ricordi personali come quello del segretario regionale Filt Nino Costantino, che ha raccontato come Crupi si rifiutò di fare la prefazione alla pubblicazione della sua tesi perché contrario all’argomento del “Compromesso storico” fra Pci e Dc, e come quello del dirigente Filt Antonio Calabrò, che ha raccontato come il professore formasse capannelli di persone pendenti dalle sue labbra a bordo del treno sulla tratta Bova Marina-Reggio. E che, in ogni intervento, in connessione con il pensiero del professore, è stato molto attuale, considerato che si è parlato della nefasta “autonomia differenziata” fra le regioni; di un negativo approccio legalitario verso il Mezzogiorno attraverso gli scioglimenti dei comuni, a fronte di minori investimenti per lavoro, sviluppo e welfare; di un affondamento della Questione meridionale che sta negando speranza agli abitanti del Sud e demolendo l’intero Paese. Così come di altre questioni come l’assenza di classe dirigente e partiti, anche tirando le orecchie a quelli di sinistra. E, ovviamente, di infrastrutture e trasporti, come ha fatto Costantino, che ha sottolineato il crescente divario Nord-Sud, evidenziandolo in un’alta velocità che si ferma a Salerno, in un’età media del materiale rotabile calabrese di 19 anni ben più vetusta dei 10 lombardi, in un binario unico non elettrificato che penalizza la fascia ionica fra Melito e Taranto, e come hanno fatto gli altri relatori, legando i due temi, ad esempio, al porto di Gioia Tauro, che non riesce a crescere nonostante le potenzialità, e al turismo, che rendono quello calabrese non competitivo rispetto ad altri territori nonostante le tante bellezze. Ma, inevitabilmente, appassionate parole sono state spese per la grandezza di Crupi, celebrato come l’8 luglio lo sarà il dirigente sindacale e politico di Virgilio Condarcuri nella tappa di Siderno: «Passando da Bova Marina non avremmo potuto non fermarci a parlare del grande Pasquino Crupi, dei suoi valori, delle sue idee e della sua tenacia» (Costantino), «Uno dei più prestigiosi intellettuali calabresi, vulcanico e fuori dai luoghi comuni, dall’aspetto burbero e con una grande propensione verso gli altri» (Calabrò), «Mio padre e figure come Condarcuri hanno combattuto per la nostra terra fino all’ultimo e le hanno dato lustro» (il figlio Vincenzo), «Ha lasciato tanto nel nostro cuore e nella nostra testa, è morto solo fisicamente e il suo pensiero è vivo» (l’intellettuale Ilario Ammendolia), «Bisogna cogliere il suo spirito ribelle, se fosse ancora qui, soffriremmo e combatteremmo insieme a lui» (il sindaco di Bova Marina Saverio Zavettieri), «Si batté per lo sviluppo della Calabria e contro la sua criminalizzazione» (l’ex presidente di Confindustria Reggio Andrea Cuzzocrea) e «Grande meridionalista, sempre in prima linea politicamente e culturalmente» (il coordinatore regionale Inca Gigi Scarnati).

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