€uro-Scuola: Emergenza finita?

Dom, 30/04/2017 - 16:23
Quasi un mese fa gli studenti dell’Artistico e dell’IPISIA di Locri si sono visti chiudere la scuola dai Carabinieri all’esito dell’operazione €uro-Scuola. Agli studenti, shockati dalla notizia che criminalità e imprenditori senza scrupoli avevano lucrato sulle loro vite, è stato dato il colpo di grazia con la comunicazione che avrebbero potuto anche non terminare l’anno scolastico. L’impegno dei dirigenti e della Città Metropolitana ha scongiurato questo pericolo, ma l’emergenza rimane.

Era un venerdì mattina come tutti gli altri. L’aria gradevolmente tiepida della primavera, unitamente al pensiero che la settimana stesse volgendo al termine e che le vacanze di Pasqua fossero ormai prossime, avrebbero reso quella giornata di scuola meno pesante per i tanti studenti pronti a entrare in aula.
Invece, quella mattina del 7 aprile scorso, per 194 giovani di due differenti scuole di Locri non ci sarebbe stata lezione.
Alla vista dei Carabinieri che sbarravano l’ingresso del Liceo Classico “Panetta” e dell’Istituto Professionale di Stato Industria e Artigianato (IPSIA) sarà certamente scappato un sorriso a più di uno studente; un’inaspettata giornata di vacanza non si disdegna mai. Eppure, una volta tornati a casa e compresa la gravità della situazione, lo sconcerto, la preoccupazione e persino la rabbia saranno certamente stati i sentimenti dominanti in tutti coloro che, incolpevolmente, si sono ritrovati a vivere un calvario che solo questa settimana pare avere finalmente avuto una traballante conclusione.
All’esito dell’indagine €uro-Scuola, che ha convinto gli inquirenti a chiudere le strutture scolastiche, si è scoperto che la criminalità aveva lucrato non solo sulla costruzione degli edifici, ma anche su concessioni e canoni di affitto con il bene placido di addetti ai lavori, ingegneri, architetti e persino un ex consigliere provinciale.
Senza entrare nel merito della vicenda giudiziaria, in questo mese abbondantemente sviscerata dalle testate giornalistiche locali, quello che ci preme oggi è focalizzare la nostra attenzione sul disagio che hanno vissuto (e che probabilmente continueranno a vivere) innanzitutto gli studenti e i docenti e, in seconda battuta, i dirigenti scolastici e tutto il personale delle scuole coinvolte loro malgrado in questa incredibile vicenda di cronaca.
Già nella giornata del 7 aprile, dimostrando di riservare grande attenzione alle notizie che provenivano dalla costa jonica, gli organi competenti della Città Metropolitana avevano dichiarato di voler concentrare tutti i propri sforzi nella rapida soluzione del problema, preoccupati principalmente di assicurare la continuità scolastica e non arrecare danno agli studenti. Nonostante una prima riunione si sia effettivamente svolta lo scorso 13 aprile, tuttavia, non sono state illustrate immediatamente le conclusioni cui si è giunti durante quella seduta né sono stati presi nell’immediato provvedimenti in grado di venire incontro alle soluzioni di emergenza attuate dai dirigenti scolastici, che si sono visti costretti a stipare come sardine i ragazzi in locali di fortuna.
«Il plesso si è premurato immediatamente di far rientrare i ragazzi a scuola sfruttando tutti i locali disponibili sia del Liceo Classico sia dell’Artistico di Siderno, vagliando tutte le possibilità che avevamo a disposizione - ci ha spiegato la dirigente scolastico del Liceo Artistico Giovanna Maria Autelitano. - Ma ci rendiamo conto che la situazione non è ideale né per i ragazzi né per i docenti che, stando così le cose, non possono usufruire adeguatamente dei laboratori. Abbiamo estremo bisogno di una scuola e, benché comprendiamo l’importanza che l’indagine venga chiusa e che si facciano tutte le verifiche del caso, abbiamo chiesto fin dalla prima ora soluzioni immediati, che ci venga detto se possiamo rientrare nei nostri locali o quanto ancora dovremo attendere affinché ne vengano predisposti di nuovi».
«La situazione è indubbiamente complicata - ha aggiunto la responsabile dell’Artistico di Siderno, Giovanna Panetta - L’intervento più immediato che abbiamo avuto la possibilità di mettere in atto onde evitare di danneggiare la didattica degli studenti interessati è stata quella di accogliere sei classi nella struttura di Siderno, assicurando sì la continuità didattica, ma solo in via emergenziale, considerato che quelle vissute da studenti e docenti non sono certo le condizioni adeguate a svolgere in maniera puntuale i programmi scolastici. Le classi ospiti, infatti, sono obbligate a fare lezione nei nostri laboratori, ottemperando solo il maniera provvisoria alle esigenze degli insegnanti e questo, ovviamente, comporta un grosso sacrificio non soltanto per i ragazzi che prima facevano lezione a Locri, ma anche per quelli di Siderno, costretti a ospitare in una struttura pensata per dieci classi un numero di studenti quasi pari al loro. Per queste ragioni, giustamente, gli studenti hanno organizzato delle manifestazioni di protesta e altre ne organizzeranno fino a quando non si tornerà alla normalità per assicurarsi che venga tenuta alta l’attenzione sulla problematica».
La situazione è pressoché identica anche all’IPSIA, dal quale il dirigente scolastico domanda a gran voce un tempestivo spostamento degli strumenti indispensabili ad affrontare la didattica.
«L’indagine ha privato quattordici classi di Locri dei locali presso cui fare lezione - ci ha spiegato Gaetano Pedullà - Non appena abbiamo appreso la notizia dalle forze dell’ordine ci siamo immediatamente attivati per sistemare i ragazzi nella nostra sede di Siderno, dove attualmente stiamo ospitando sette classi mentre la restante metà, grazie all’impegno delle istituzioni, siamo riusciti a spostarla nei locali vacanti del Geometra, in via Turati. Ovviamente si tratta di una situazione estremamente provvisoria, che si è limitata a mettere un tetto sulla testa degli studenti.
 Scarificando le ferie di Pasqua il personale ha provveduto a portare nelle nuove sedi i banchi e le sedie necessarie a fare lezione ma, in qualità di istituto professionale, ciò di cui davvero abbiamo bisogno sono i laboratori, per spostare i quali è già stata avanzata richiesta alle autorità. In attesa che la vicenda giudiziaria faccia il suo corso e che le nostre richieste vengano accolte, comunque, continuiamo a lavorare per dare almeno una parvenza di normalità ai ragazzi, le vere vittime di questa triste storia. La Città Metropolitana ha dimostrato buona volontà, ma non ci ha ancora fornito soluzioni che ci permettano di assicurare la continuità scolastica. Proprio per questa ragione, la mattina del 26 aprile, ho inviato una comunicazione agli uffici scolastici Regionale e Provinciale e alle altre autorità competenti per comunicare loro ciò di cui abbiamo più urgente bisogno».
Nel documento di due pagine, reperibile anche sul sito istituzionale dell’IPSIA, viene sottolineato proprio quale danno provocherebbe al corretto svolgimento dell’attività didattica il mancato trasferimento dei laboratori e si domanda altresì che questa condizione di precarietà venga risolta al più presto. La preoccupazione più grande di Pedullà, infatti, è che si torni alla normalità in tempo per gli esami di maturità o, almeno, con l’inizio delle vacanze estive, in modo da assicurare la presenza di un istituto a chi vorrebbe intraprendere la carriera scolastica professionale il prossimo anno e che, restando così le cose, potrebbe optare per altri istituti o, peggio, decidere di interrompere gli studi.
Dal canto suo Demetrio Marino, delegato all’edilizia scolastica della Città Metropolitana, assicura che il momentaneo silenzio delle istituzioni non è sinonimo di immobilismo.
«Abbiamo attivato tutte le contromisure necessarie a far fronte alla chiusura degli edifici non appena ne abbiamo avuto notizia dai media - ci ha spiegato il consigliere. - Abbiamo avviato le pratiche per l’istituzione di un tavolo tecnico con i dirigenti scolastici e la magistratura e il sindaco Falcomatà ha avanzato subito la richiesta di dissequestro dei due immobili, per la quale stiamo aspettando risposta dal curatore giudiziario. Naturalmente siamo vincolati ai tempi tecnici delle verifiche che devono essere condotte sulle strutture, a cominciare da quelle di vulnerabilità sismica, indispensabili per garantire la sicurezza degli studenti.
Grazie alla sinergia con i dirigenti scolastici abbiamo garantito la continuità alla didattica e, anzi, ritengo che il problema dei locali, soprattutto nel caso dell’IPSIA, sia stato in buona parte risolto, considerato la messa a disposizione dei locali del “Pitagora” di Siderno. Nel caso dell’Artistico, invece, la questione è indubbiamente più complicata ma, una volta terminate le indagini relative alla vulnerabilità della struttura, gli studenti potranno rientrare immediatamente nelle proprie aule e confidiamo che questo possa accadere già il prossimo 2 maggio. Per quanto riguarda invece lo spostamento dei laboratori dell’IPSIA, invece, siamo vincolati dall’oggettiva difficoltà di spostamento di tutti i materiali, ma abbiamo già stilato una una tabella di marcia che ci garantirà di effettuare i traslochi in tempo per l’avvio degli esami di maturità, soddisfando così la richiesta del dirigente scolastico».
Nella giornata di venerdì, intanto, si è svolta una riunione con il provveditorato regionale e i dirigenti della Città Metropolitana utile a vagliare le alternative qualora gli edifici non dovessero risultare a norma. Già quando ci ha rilasciato le sue dichiarazioni mercoledì scorso, Marino ci aveva assicurato che la soluzione alternativa c’era e che si attendeva solamente l’accordo di tutte le parti coinvolte per poterla rendere effettiva.
A quasi un mese di distanza dal suo tribolato incipit, dunque, la disavventura dei 194 ragazzi di Locri, sulla carta, sta finalmente per volgere al termine, ma è innegabile che la situazione di emergenza non sia rientrata del tutto e che la condizione di precarietà vissuta da studenti e insegnanti sia ben lungi dall’essere totalmente archiviata.
La nostra paura (e quella della dirigente Autelitano, che ha pregato noi giornalisti di mantenere alta l’attenzione su questa delicata vicenda) è che, come spesso accade nel nostro Paese, ci si ritenga soddisfatti della soluzione di ripiego, legittimando così la politica, che tende troppo spesso a magnificare i suoi piccoli provvedimenti facendoli passare per grandi conquiste, a compiacersi di sé stessa ritenendo di aver adempiuto al proprio dovere.
Attendiamo con fiducia al 2 maggio per scoprire la migliore sistemazione dei ragazzi dell’Artistico e alla fine dell’anno scolastico per vedere come si concluderà la vicenda dei laboratori dell’IPSIA.
Nel frattempo, consigliere Marino, la preghiamo di continuare a impegnarsi per il futuro di questi ragazzi come (e anche un po’ più di come) ha fatto fino a oggi.

Autore: 
Jacopo Giuca
Rubrica: 

Notizie correlate