100 anni fa il primo numero de “Il Gazzettino Rosso”

Ven, 01/05/2020 - 09:00

In Calabria, a fine Ottocento e nei primi anni del Novecento, contestualmente alla diffusione dei primi circoli e delle prime sezioni socialiste, vennero pubblicati i primi periodici che dei circoli e delle sezioni costituirono, oltre che “la voce”, anche un valido mezzo di propaganda al fine della diffusione delle idee socialiste. Tra i primi periodici socialisti che vennero pubblicati nella provincia di Reggio Calabria ci furono: “La Luce” a Reggio Calabria, “La Frusta” a Melito Porto Salvo, “La Falce” a Palmi.
Nel circondario di Gerace, i neocostituiti movimenti socialisti e i circoli della sinistra anarchica diedero alle stampe i loro periodici, attraverso i quali diffondere l’ideale socialista e le loro idee sui problemi politici e sociali dell’epoca, con l’analisi del contesto politico e sociale del paese in cui operavano.
Tra i primi periodici pubblicati nel circondario geracese ci furono: “Il Socialista”, numero unico che uscì a Gioiosa Jonica nel 1902; “La Pietra Infernale”, numero unico che uscì a Gioiosa Jonica nel 1904, il cui direttore, il socialista Francesco Montagna, l’anno successivo pubblicò “Il Grido del Popolo”, periodico tra i più longevi, uscito a Siderno dal 1905 al 1908; “La Fiaccola”, voce dei socialisti di Roccella Jonica, che venne pubblicato nel 1908 a cura di Filippo Minici, che ne fu il direttore; “La Protesta”, pubblicato a Siderno nel 1910, a cura del Fascio Operaio “Francisco Ferrer”.
Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, oltre a far venir meno il dibattito politico, provocò la chiusura di molte sezioni del partito socialista a causa delle chiamata alle armi di numerosi giovani, che delle sezioni erano “il motore” trainante.
Nel 1917, in provincia di Reggio Calabria, erano attive solo sei sezioni socialiste: Reggio Calabria, Brancaleone, Santo Stefano d’Aspromonte, Palmi, Siderno e Caraffa del Bianco.
Il dopoguerra, accanto al rifiorire della vita sociale e politica, registrò la riapertura di molte sezioni socialiste e la costituzione di altre ex novo.
Nel circondario di Gerace, nel 1919, erano attive le sezioni socialiste di Brancaleone, Siderno, Sant’Agata del Bianco, Caraffa del Bianco, Canolo, Mammola, Gioiosa Jonica, Roccella Jonica, Ferruzzano, Bivongi e Pazzano, alle quali si aggiunsero nel 1920 le sezioni di San Luca, Staiti e Bruzzano.
La notevole attività di propaganda politica svolta dalle stesse e dai socialisti del circondario geracese, tra cui spiccavano i nomi di Francesco Malgeri, Vincenzo De Angelis, Nicola Palaia, Eugenio Bova, Luigi Macrì, Giuseppe Pedullà, Nicola Del Pozzo, Salvatore Cupido, Giovanni Sculli e molti altri, spinse gli stessi a costituire una Federazione Socialista Circondariale Jonica, con lo scopo di coordinare l’attività politica di tutte le sezioni del circondario.
La Federazione Socialista Circondariale venne costituita al termine di una riunione dei massimi esponenti del Socialismo jonico che si tenne a Siderno il 25 marzo 1920. Alla stessa, presieduta dal dottor Francesco Malgeri, di Grotteria, e con segretario Galea Giuseppe di Siderno, intervennero: Nicola Palaia di Gioiosa Jonica, Luigi Macrì, e Fonte, in rappresentanza del Circolo giovanile socialista di Siderno, Giuseppe Pedullà per la sezione socialista di Siderno, il predetto Francesco Malgeri per la sezione di Grotteria, Salvatore Barone per la sezione di Gioiosa Jonica, Eugenio Bova, Daniero e Coluccio per la sezione di Roccella Jonica, Lopresti per il circolo giovanile socialista di Roccella Jonica, Macrì per Mammola, Vincenzo De Angelis per Brancaleone, il professore Fiorenza per la sezione di Pazzano, Aurelio D’Amico per il circolo di Canolo e i rappresentanti della sezione socialista di Bivongi.
Nel corso della riunione, su proposta di Nicola Palaia, venne altresì approvata la pubblicazione del settimanale “Il Gazzettino Rosso” quale organo ufficiale della costituenda Federazione Socialista Circondariale.
Così, in occasione del 1° maggio 1920, Festa del Lavoro, uscì il primo numero, in quattro pagine, naturalmente su carta rossa, stampato dallo Stabilimento Tipografico Calabrese Riso con sede in Siderno.
A partire dal numero 21 del 3 ottobre 1920 la stampa del settimanale socialista venne affidata alla tipografia Domenico Serafino di Siderno, anche se gli ultimi numeri risultano nuovamente stampati dalla tipografia Riso.
“Il Gazzettino Rosso”, che usciva ogni Domenica, per i primi sette numeri ebbe come gerente responsabile Giuseppe Pedullà, che fu nel 1913 tra i fondatori della sezione socialista di Siderno; dal numero 8 fino al numero 51, l’ultimo pubblicato, il direttore del periodico fu Nicola Palaia.
Nel Gazzettino Rosso gli articoli di prima pagina venivano quasi sempre firmati da Nicola Palaia e da Francesco Malgeri, i cui articoli, in ogni caso, sono presenti in tutti i numeri pubblicati.
Francesco Malgeri, corrispondente di Grotteria, si firmava anche con lo pseudonimo Franco Geri, mentre Palaia in alcuni articoli si firmava Vindice.
“Il Gazzettino Rosso” aveva la seconda pagina il più delle volte dedicata alla rubrica “Vita Sidernese” e la terza e metà della quarta pagina dedicate alla rubrica “Dalle Sezioni e dai Comuni”, che ospitava tutti gli articoli inviati dalle sezioni socialiste e dai comuni del circondario. Alla pubblicità era riservata metà della quarta ed ultima pagina.
Nel primo numero del periodico, uscito, come detto, a Siderno, il 1º maggio del 1920, venne ripreso il problema annonario del Comune di Siderno con un articolo nella rubrica “Cronaca Sidernese”.
La situazione sociale e politica, nel corso del 1920, non migliorò, né a Siderno, né nei paesi limitrofi, tanto che nel mese di luglio si verificarono tumulti popolari a Mammola, Grotteria, Siderno, Roccella, Bianco, dei quali diede puntualmente notizia “Il Gazzettino Rosso”.
Fu sempre “Il Gazzettino Rosso”, nel numero 19 uscito il 19 ottobre del 1920 a trattare il problema della fame pubblicando il seguente articolo:

Pane, pane! Serpeggia nel popolo del Circondario un malcontento represso che da un momento all’altro degenererà in violenta protesta. E’ necessario aspettare il fattaccio? A Gerace, la città più borghese della Provincia, a Gioiosa, a Martone, a Roccella, a Siderno corre il proposito di una agitazione efficace per ricordare al Governo che non siamo dei coloni da dimenticare sempre e non sapremmo veramente dopo cominciato fin dove si potrebbe giungere.
I Commissari, nella preparazione elettorale, si moltiplicano in distribuzioni larghe di pasta e di grano come avvenne a Siderno, ma dopo la lotta pare godano dell’irresponsabile ultimo scorcio di ozio per preparare la rivolta futura, disinteressantosi perfino di ciò che è a portata di mano agli uomini di buona volontà.
E non è bene, nè umano, nè prudente. La Sezione Socialista di Siderno annunzia già con pubblico manifesto l’allarme lanciato alle autorità perchè provvedano secondo le promesse fatte con i seguenti telegrammi e la sezione ferrovieri di Roccella a mezzo dell’On. Filesi ebbe la sotto riportata risposta del sottosegretario ai consumi dopo l’o.d.g. già pubblicato dal Gazzettino. E’ così che i commissari preparano la normalizzazione dei paesi che lasciano? E non potrebbe per avventura riuscir amaro il viatico che dopo tutto vorremmo fosse ospitalmente cortese?

Il periodico socialista sostenne tutti i socialisti del circondario in tutte le lotte sociali intraprese, specialmente in quelle per i diritti dei contadini calabresi. A tal proposito significativo fu l’articolo del professor Nicola Palaia pubblicato in data 23 gennaio 1921.
Nel numero 8, uscito il 20 giugno 1920, la prima pagina riportava l’articolo dal titolo “Notte tragica”, relativo all'uccisione del giovane operaio Salvatore Vinci, avvenuta a Mammola durante una manifestazione.
Nel periodo delle elezioni amministrative del settembre-ottobre 1920, Il Gazzettino Rosso scese in campo e informò i lettori delle liste socialiste nei vari comuni e dei programmi che i loro rappresentanti proponevano all’elettorato.
Nel numero 18, con l’articolo di prima pagina “La vittoria di Siderno”, il periodico celebrò la grande vittoria alle elezioni comunali sidernesi della lista rossa, esaltando gli otto socialisti che avevano trionfato nelle elezioni amministrative, facendo il pieno dei voti. Con altri articoli esaltò anche le vittorie socialiste nei comuni di Canolo, Staiti, Caraffa, facendo ricorso per l’occasione anche a dei simpatici sonetti.
A fine 1920, quando ormai si prospettava con il Congresso di Livorno la probabile rottura dell’unità dei socialisti, “Il Gazzettino Rosso” affrontò il problema con più articoli, tra cui uno molto significativo di Nicola Palaia, dal titolo “Preparando il Congresso”.
Del congresso livornese, che sancì la scissione del Partito Socialista e la nascita del Partito Comunista d’Italia, “Il Gazzettino Rosso” ne diede notizia con un articolo uscito nel numero 35 del 20 febbraio 1920 dal titolo: “Il Partito Socialista Italiano ed il Partito Comunista”.
Con la costituzione dei primi Fasci di Combattimento anche in Calabria, dopo le prime violenze commesse dalle squadre fasciste, “Il Gazzettino Rosso” le denunciò subito e apertamente. Lo fece con un primo articolo uscito nel numero 36 del 6 marzo 1921 e con un altro, più concreto, firmato da Francesco Malgeri, dal titolo “Ecco il Fascismo!”, riportato nella prima pagina del numero 37 del periodico rosso, uscito il 13 marzo 1921.
Il problema del Fascismo e dei rapporti tra il Fascismo e il Socialismo venne trattato anche con articoli ironici, come quello pubblicato nel numero 41 uscito il 17 aprile 1921, a firma del notaio socialista Luigi Misuraca.
“Il Gazzettino Rosso” cominciò a dare fastidio sempre di più, tanto che il 9 giugno del 1921 il suo direttore, Nicola Palaia, venne vigliaccamente aggredito in piazza Portosalvo a Siderno, dinanzi al caffè dell’Unione, dal farmacista Castagnaro e dai suoi sostenitori. La notizia dell’aggressione venne riportata nel numero 48 del periodico, mentre nel numero 49 vennero riportati i numerosi attestati di stima ed affetto ricevuti dal Palaia in seguito all’occorso.
L’ultimo numero del “Gazzettino Rosso” uscì il 6 settembre 1921. Dopo questa data ci risulta che non fu più pubblicato e ciò fu dovuto non tanto a dilagare del Fascismo, che nel 1921 in Calabria contava solo poche sezioni, quanto alle conseguenze della scissione socialista dopo il Congresso di Livorno, che fece sì che molti collaboratori del Gazzettino Rosso, come Eugenio Bova e Francesco Malgeri, aderendo al Partito Comunista d’Italia, si distaccassero da Nicola Palaia, che rimase socialista, il quale, alla fine dell’anno 1921, si trovò solo a portare avanti un periodico di una Federazione che si era ormai smembrata, per la nascita nella Calabria jonica di sezioni del PCd’I.
I rapporti del Gazzettino Rosso con gli altri partiti politici furono molto freddi. Con i cattolici furono conflittuali anche per il forte anticlericalismo praticato dalle sue pagine dai socialisti jonici. Vivace fu la polemica con il Partito Popolare.
In conclusione, si può dire che “Il Gazzettino Rosso” fu un periodico che fece epoca, per le battaglie portate avanti con coraggio e indirizzate sempre per la difesa e per il riscatto delle classi sociali più deboli, per lo sviluppo della Calabria e, naturalmente, per l’affermazione del Socialismo e dell’ideale socialista.

Autore: 
Domenico Romeo
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