100 anni fa la storica vittoria socialista a Siderno

Gio, 09/07/2020 - 13:00

La situazione sociale e politica già delicata che si registrò nel dopoguerra, si fece ancora più “esplosiva” nel corso del 1920, sia a Siderno, che negli altri paesi limitrofi, tanto che nel mese di luglio si verificarono tumulti popolari a Mammola, Grotteria, Siderno, Roccella, Bianco, dei quali diede puntualmente notizia Il Gazzettino Rosso nel n. 11, uscito il 18 luglio 1920.
A Siderno, il 9 luglio del 1920 ci fu una sommossa popolare, nel corso della quale centinaia di persone assaltarono il municipio con una fitta sassaiola, che continuò contro negozi e case private. Il grande negozio di panneria, vestiti, coperte ed altro di Francesco Fedele, posto sul corso principale del paese, venne letteralmente saccheggiato. Dell’evento rimase anche un detto popolare che recitava: Avanti popolo, sona ‘a zumbara, rivoluzione glia capillara.
Il periodico socialista Il Gazzettino Rosso, nel numero del 18 luglio 1920, si interessò della sommossa di Siderno, dandone  notizia con l’articolo La solenne protesta del popolo sidernese contro gli affamatori.
Le tensioni sociali del dopoguerra non fecero altro che frantumare ulteriormente la società. La crisi sociale sempre più dilagante costrinse molte persone ad emigrare. Da Siderno, nel 1920 partirono ben 539 persone, per la maggior parte con destinazione Stati Uniti (New York), Argentina (Buenos Aires); di questi emigranti 328 erano contadini, 30 muratori, 40 casalinghe e 33 tessitrici.
Il 5 settembre del 1920 ci furono le elezioni amministrative che videro trionfare a Siderno una lista minoritaria di solo otto candididati: la lista Rossa del partito socialista.
La vittoria socialista del 5 settembre del 1920 aveva radici lontane, da ricercarsi principalmente nella fervente attività politica e sociale dei movimenti operai di fine Ottocento e dei primi anni del Novecento, sfociata nella costituzione della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Siderno nel 1874, della Società Operaia di Previdenza Michele Bello e di varie società cooperative, del Circolo Operaio Francisco Ferrer Ma, un importante contributo fu dato dalla sezione socialista di Siderno fondata il 7 luglio 1913.
Dopo i tragici anni della prima guerra mondiale, nel corso della quale, per molteplici motivi, l’attività politica venne ridotta all’essenziale, la sezione socialista riprese il suo operato politico-sociale e la lotta politica.
I socialisti, attenti ad ogni atto amministrativo giornaliero dell’amministrazione Campoliti e, successivamente, del commissario prefettizio Fucci, non tralasciarono mai di far conoscere ai cittadini sidernesi ogni errore amministrativo.
La costituzione della Federazione Circondariale Socialista, proprio a Sidern, diede forza all’azione politica dei socialisti sidernesi, che si avvalsero anche delle pagine del Gazzettino Rosso per la lotta politica.
La sezione socialista guardò fiduciosa alla competizione amministrativa del 5 settembre 1920, forte delle sue idee e dei suoi programmi, presentando i seguenti candidati: Agostino Salvatore-contadino, Congiusta Domenico-ferroviere, Galea Francesco-meccanico, La Torre Francesco-falegname, Luciano Carlo-contadino, Macrì Luigi-ferroviere, Squillace Greco Giuseppe-orefice, Surace Francesco-ferroviere.
Le condizioni di vita in quegli anni erano difficili: la fame, la disoccupazione, le malattie avevano trascinato la popolazione all’esasperazione ed avevano accentuato l’emigrazione.
La lotta politica della sezione socialista, di cui era stato confermato segretario Ciccio La Torre e che contava 60 iscritti, partì sin dai primi mesi del 1920 al grido di Bandiera Rossa.
Il 27 giugno 1920, giorno di Domenica, la sezione socialista organizzò un comizio di protesta contro le autorità comunali di Siderno per le gravissime condizioni a causa della mancanza degli approvvigionamenti alla popolazione sidernese.
I comizi elettorali furono aperti mercoledì 25 agosto 1920 da Giuseppe Galea in piazza Portosalvo, al cui intervento seguì quello del professor Nicola Palaia che parlò per circa un’ora. Del comizio venne fatto un resoconto dal Gazzettino Rosso uscito il 5 settembre 1920 con l’articolo Comizi elettorali socialisti.
La sezione socialista si impegnò a fondo anche se gli avversari politici non erano più i democratici liberali vicini a Campoliti, che non presentarono neanche la lista, bensì i democratico-radicali e i socialisti riformisti ex compagni di sezione ed ex alleati nelle elezioni comunali del 1914.
A questo primo comizio fecero seguito altri comizi: uno giovedì 26 agosto 1920 nel rione Sbarre, presieduto da La Torre, Carbonaro e Palaia; un altro venerdì 27 agosto in via Bello; un altro sabato 28 agosto nel rione Santa Caterina; altri ancora, domenica 29 agosto e lunedì 30 agosto in via dei Colli ed in piazza Portosalvo, presieduti sempre da Nicola Palaia, che proseguì la campagna elettorale nei giorni di martedì, mercoledì e giovedì.
A sorpresa la lista del Partito socialista di Siderno detta lista rossa, composta soltanto da otto candidati appartenenti al socialismo massimalista, ottenne una affermazione travolgente e vide tutti gli otto candidati eletti alla carica di consigliere comunale con la maggioranza dei suffraggi e con i seguenti voti: Macrì Luigi-ferroviere, voti 538; Congiusta Domenico- ferroviere, voti 529; Surace Francesco Paolo-ferroviere, voti 522; Latorre Francesco segr. sez. socialista, voti 516; Galea Francesco-meccanico, voti 514; Squillace Giuseppe-orefice, voti 511; Luciano Carlo-contadino, voti 496; Agostino Salvatore-contadino, voti 494.
La lista di opposizione detta Minestrone era così composta: Francesco Antonio  Falletti voti 543, Francesco Pisani voti 538; Michele Macrì voti 530; Reale voti 512; Luigi Brugnano voti 509; Mangano voti 507; Giuseppe Sanci voti 506; De Leo voti 504; P. Macrì voti 499; L. Diano voti 498; G. Speziale voti 497; Carbonaro voti 496;
G. Diano voti 494; Bombara voti 493; Fragomeni voti 490; Gazzaniga voti 490; Nicola Ruso voti 488.
Comunque, dato che la lista rossa era una lista minoritaria, il Comune di Siderno fu amministrato dalla lista minestrone dei socialisti riformisti e dei democratico-radicali, aderenti all’associazione nazionale Combattenti e ad altri movimento politici, che nonostante avessero perso le elezioni, avevano in consiglio la maggioranza con 21 consiglieri contro gli otto socialisti.
Oltre al Comune di Siderno, i socialisti conquistarono i Comuni di Roccella Jonica, Ferruzzano, Brancaleone, Gioiosa Jonica e Martone (in questi ultimi due paesi però rimasero in minoranza).
L’eccellente risultato riportato alle elezioni dai socialisti sidernesi venne esaltato con un articolo contenuto nel Gazzettino Rosso uscito il 12 settembre 1920 del seguente tenore:
La Vittoria di Siderno - La Sezione di Siderno chiude il suo primo anno di vita con una superba vittoria. I primi compagni, veri apostoli dell’Idea, hanno afferato, prima che contro la Borghesia, la loro forza su sè stessi, in una costante educazione di anime che ha finito con l’imporsi alla popolazione desiderosa, dopo inganni e debolezze infinite, di trovare in chi riporre la sua fiducia e le sue speranze.
La fede ardentemente e sinceramente professata dimostrò ancora una volta di quanta attività e di quante energie siano capaci i figli del Popolo quando li muova il forte proposito. Non vi fu strada o piazza o casa in cui non vibrò sincera ed insistente la voce socialista per i dieci giorni della lotta in cui si svolsero con il massimo ordine e con la più grande efficacia ben venti comizi con un totale di cinquanta discorsi poderosi. Gli elettori non guardarono agli uomini, non si preoccuparono delle persone e, senza distinzione di nomi, votarono per il Partito Socialista.
Così ha avuto luogo quella disciplinata ed eloquente compattezza per cui il più oscuro ed il più noto dei candidati ebbe quasi lo stesso numero di voti.
La Sezione Socialista da questa lotta esce ingrandita: essa si è rivelata nel paese matura e preparata a tutte le responsabilità e soprattutto capace a dirigere le forze locali meravigliose che mancavano fin qui di ogni obiettivo pratico e di ogni proposito concreto per il bene pubblico.
In Siderno fino a ieri non vi erano che dominatori per eredità sopravvissute con la massa, ubbidiente e schiava per abitudine e competitori per rivalità di dominio contro i primi con un seguito di sinceramente ribelli ad ogni oppressione e ad ogni strazio della cosa pubblica.
Il Partito Socialista combatté i primi illuminando la coscienza pubblica sul danno e sulla indegnità di permettere che continuino [...] della giustizia, del popolo, degli interessi pubblici e dall’altra tutte le gradazioni della Borghesia con gli asserviti ad essa. Ed è finita la commedia dei giochi politici ed amministrativi: è finita soprattutto la menzogna con la quale quelli che per noi sono ogni peste paesana, riuscivano in tutte le occasioni di far credere buone le proprie intenzioni per il bene del paese.
Intanto noi non ci lasciamo cogliere dagli entusiasmi del successo e comprendiamo che un’improvvisa situazione nuova, determinata dalla nostra forza in atto, non può avere efficacia se non alimentata e mantenuta da un nuovo e più intenso lavoro di educazione. Il nostro lavoro comincia oggi. I consiglieri socialisti si metteranno all’opera ed il partito lavorerà ancora, sempre, con maggiore volontà e con più sicurezza di propositi, preparandosi all’urto delle forze avversarie che certamente si raccoglieranno per tentare con rinnovata violenza una riscossa contro il Popolo. Ci troveranno in ogni modo preparati ed intanto registriamo la vittoria che è grande e santa vittoria.

La vittoria di Siderno fu persino esaltata nel corso di una seduta del Parlamento Italiano dal deputato socialista Giacomo Matteotti che additò la sezione socialista di Siderno come esempio da seguire, definendo Siderno, la Molinella del Sud.
Il nuovo Consiglio Comunale di Siderno fu composto dai seguenti consiglieri: Agostino Salvatore fu Domenico (L.Rossa), Antico Giuseppe di Vincenzo, Brugnano Luigi fu Domenico, Carbonaro Vincenzo fu Antonio, Congiusta Domenico fu Giuseppe (L.Rossa), De Leo Antonino fu Domenico, Diano Luigi di Vincenzo, Diano Giuseppe di Francesco, Falletti Francesco fu Simone, Fragomeni Saverio fu  iuseppe,Figliomeni Santo Agostino di Francesco, Galea Salvatore di Saverio, Galea Francesco di Domenico (L.Rossa), La Torre Francesco di Bruno (L.Rossa), Leone Vincenzo fu Nicola, Lombardo Michele fu Nicola, Luciano Carlo fu Domenico (L.Rossa, Macrì Luigi di Vincenzo (L.Rossa, Macrì Pietro di Francesco, Macrì Michele fu Francesco, Marra Michelangelo di Giuseppe , Pedullà Giuseppe di Vincenzo, Pisani Francesco fu Angelo, Romeo Francesco fu Vincenzo, Romeo Francesco fu Fortunato, Reale Luigi fu Raffaele, Sanci Eduardo di Giuseppe, Squillace-Greco Giuseppe (L.Rossa), Speziale Giovanni di Giuseppe, Sorace Francesco fu Nicola (L.Rossa)
Come primo atto dopo la vittoria, la sezione socialista di Siderno pensò bene, al fine di una più equa ed onesta distribuzione del grano e per evitare una ennesima sommossa popolare, di inviare una serie di telegrammi ai vari organi amministrativi predisposti a ciò.
Il nuovo Consiglio Comunale di Siderno si riunì per la prima volta mercoledì 22 settembre 1920, alle ore dieci antimeridiane, alla presenza di 26 consiglieri su 30. Il gruppo socialista al completo fu il primo a prendere il posto nell’aula gremita da numerosi cittadini.
Risultato legale il numero degli intervenuti venne eletto il nuovo sindaco nella persona di Francesco A. Falletti e la nuova giunta; da codesta elezione si astenne il Falletti e tutto il gruppo socialista.
Il 24 ottobre di quell’anno ebbe luogo la prima seduta consiliare autunnale. Dopo una breve relazione del sindaco vennero nominate le varie commissioni comunali: Commissione Comunale elettorale - Membri effettivi - Reale Luigi, Romeo Francesco, Diano Giuseppe, La Torre Francesco;  Supplenti: Pisani Francesco, Figliomeni Santo, Simonetti Rocco, Carbonaro Vincenzo; Revisori conti: Diano Luigi, Macrì Luigi, Macrì Pietro; Commissione per l’esame reclami avverso tasse: Caridi avv. Domenico, Audino Agostino, Prati prof. Filiberto, Gallucci Luigi; Commissione annonaria: Carbonaro Salvatore, Figliomeni Giuseppe, Simonetti Rocco, La Torre Giuseppe, Surace Giuseppe, Muià Carlo, Della Mura Nicola, Condemi Luigi, Romeo Francesco, Crupi Giuseppe; assessore supplente per Siderno Superiore: Antico.
La vittoria socialista venne salutata con un ironico sonetto dell’agrimesore Antonino Caridi del seguente tenore:

A giuoco fatto
Sortì la palla di colore rosso,
Color che fa i tacchin montare in bestia,
Che, persa la ragion, ti danno addosso,
Ma senza alcuna più arrecar molestia;
Non arrecano più molestia alcuna,
Chè tramontando va la lor fortuna.

Se non fosse così già il gran padrone,
A cui si soglion regalare allori,
Altero rotearebbe il suo bastone
Fra battiman di schiavi e servitori;
Ma la peste fatale socialista,
Guardate un pò, lo scuote e lo rattrista.

Nessuno avria creduto che in Siderno,
Mentre il listone si poneva in mostra,
Potesse scaturire tanto inferno,
Dall’inattesa e disprezzata giostra.

Al sorger del sol delle giustizie
Quel listone piombò nella mestizia
E seco trascinò nell’obiezione
I soliti compari impenitenti
Ma il responso dell’urna è tal lezione
Che afferma aver costoro corroso i denti.
E tu, libera Dea della riscossa,
Intona il canto di Bandiera Rossa!

I socialisti si fecero subito portatori e difensori degli interessi delle classi povere e popolari contro i soprusi che già in passato si erano registrati.
L’alacre attività politica della sezione socialista iniziò a dare fastidio, tanto che alcuni “presunti avversari politici”, non avendo argomenti civili e democratici per contrapporsi alle continue affermazioni e successi socialisti, diedero fuoco con atto vile alla sede della sezione socialista di Siderno.
Nei tre anni durante i quali sedettero sui banchi del Consiglio Comunale, i socialisti non rimasero inerti ed inattivi, bensì il più delle volte furono proprio loro a portare avanti dei programmi e a determinare alcune scelte amministrative in accordo con la maggioranza.

Autore: 
Domenico Romeo
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