106: Tra Reggio e Melito imperano degrado e abbandono

Lun, 03/07/2017 - 19:20

Le cunette lungo la Ss 106 a partire da Reggio Calabria sono colme di sterpaglie e residui stradali, (buste con spazzatura, bottiglie di plastica, fichi d’india e pale, contenitori metallici, rami di alberi, ecc.).  In  alcuni  tratti la  vegetazione  arbustiva  e arborea presente nelle scarpate e nei terrenti sovrastanti la Ss 106 propende sulle banchine, interessate anche da terriccio,  e sulla carreggiata determinando, tra l’altro, un serio pericolo per la circolazione stradale, qualora dovesse spezzarsi un ramo d’albero. Possibili incendi si possono sviluppare lungo le scarpate.
Si richiama l’attenzione nel tratto di strada alla prog.va km.ca  16+00, tratto ricadente in parte nel territorio di Reggio Calabria e in parte nel territorio di Motta SG, ove le cunette a margine della strada sono prive di protezione, di conseguenza in caso di uscita del veicolo dalla carreggiata può portare al ribaltamento dello stesso. Nel suddetto tratto il limite massimo di velocità consentito è di 90 km/h.
Nella cunetta lato monte, oltre ai rifiuti e rami secchi di alberi, sono stati depositati alcune vetuste tubazioni idriche, sono presenti alcune pietre, qualche mattone e porzioni di cemento, contenitori metallici, mentre i rami degli alberi sovrastanti la Ss 106 propendono pericolosamente sulla carreggiata. 
Ricordiamo che nella serata dello scorso 28 giugno sul  lungomare  di Reggio Calabria  si  è sfiorata la tragedia  giacché  un grosso  albero improvvisamente è crollato distruggendo una Mercedes, sfiorando numerosi passanti e automobilisti in transito.
Si richiama quanto segnalato con la nota del 19 febbraio 2016 ovvero che è prassi consolidata durante lo sfalcio d’erba lungo la strada statale lasciare i rifiuti prodotti da tale intervento ai bordi della strada,  il vento li disperde lungo la strada, nelle abitazioni e aree private e durante le piogge i rifiuti galleggiano sulla strada statale.
E’ incomprensibile che tale evidente stato di degrado ambientale e di pericolo concreto e grave non sia riscontrato dal personale ANAS  e  di  tutti coloro  preposti a garantire la sicurezza stradale.  Eppure  le tragedie che si registrano quasi giornalmente dovrebbero servire a tutti noi da insegnamento. Si invitano gli Enti competenti a disporre la pulizia delle  cunette, lo sfalcio, pulitura e taglio dell’erba lungo le scarpate, la  potatura  degli  alberi  i cui rami propendono pericolosamente sulla strada, eventualmente con ordinanza sindacale qualora ricadenti su proprietà private,  e a munire le cunette con sistemi di protezione. Con riferimento a quest’ultima richiesta pur tenendo conto di quanto comunicato dalla spettabile ANAS con PEC del 18 gennaio 2016 “miglioramento margini tratto stradale SS 106 ” in merito alla nostra segnalazione del 07 gennaio 2016 ovvero che in prossimità del km. 16+200 non possono essere installate barriere di sicurezza laterali in quanto la larghezza della sede stradale non consente,  insistiamo acchè si trovino possibili soluzioni da porre in essere a salvaguardia della circolazione stradale. Il pericolo è serio.
Ricordiamo che stiamo parlando, in particolare, della corsia lato monte della Ss 106 ove in data 18 gennaio 2015 si è registro il tragico incidente stradale con due morti e tre feriti durante il quale l’auto è andata a sbattere contro lo spigolo del cavalcavia, altro incidente mortale ove ha perso la vita un militare si è registrato negli anni passati nella corsia lato mare Km 16+I.  Prendiamo atto che a seguito di segnalazione della scrivente associazione si è provveduto a mettere in sicurezza gli angoli esposti dei viadotti al km 16+II contro i quali poteva impattare frontalmente un veicolo, tuttavia rileviamo che l’intervento ha riguardato soltanto gli angoli frontali dei tre cavalcavia nelle direzioni di marcia, sarebbe stato opportuno mettere in sicurezza anche gli angoli opposti   atteso che non si può escludere che un veicolo possa invadere la corsia opposta finendo contro gli spigoli. 

Vincenzo CREA
 Referente unico dell’ANCADIC
e Responsabile del Comitato spontaneo “Torrente Oliveto”

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