C’era una volta l’estate jonica

Lun, 12/08/2013 - 11:17

C’era una volta l’estate jonica. Era fatta di mare cristallino e sterminate spiagge bianche gremite di bambini, giovani e adulti. Per i tedeschi, gli americani e gli australiani la Locride era l’ombelico del mondo. Era qui che sventolava la bandiera gialla di cui parla Gianni Pettenati nel suo celebre brano. Non si disperdeva al vento un solo attimo durante le 24 ore della giornata.  Il “Vamos a la playa” era un comandamento che tutti rispettavano sin dalle prime ore del mattino,  mare e sole, sole e mare. Giri in Vespa nel pomeriggio, tornei a calcetto, corteggiamenti alle foresteri e per finire la serata una lampada al Tam Tam.
Stiamo parlando degli anni ’80, un’epoca lontana che per quest’estate 2013, ormai quasi agli sgoccioli sarà un “amacord”. Bei tempi, forse da rispolverare.
Dopo l’autunno, l’inverno e la primavera, il polmone della Locride torna a far sentire il suo respiro con l’inevitabile arrivo della stagione estiva. Un lungo letargo ed i “giovani moderni” del posto hanno rianimato questa striscia di terra. Un’esplosione di colore, di musica, di voglia di divertirsi. Poco importa se i turisti non rispondono all’appello, condizionati dalla crisi del Mezzogiorno o dal buco dell’ozono. I giovani della Locride ci sono, sono presenti dal tramonto all’alba.
Il calar del sole è la tempesta che segue la quiete, infatti dopo una giornata trascorsa a letto come se non dormissero da secoli, mare e sole, il cervello si riattiva. WhatsApp e Facebook diventano incandescenti. Sui social network rimbalza la domanda quotidiana «Ma che mi metto stasera? Questo è il dilemma!». Un consultorio giovanile che però ti fa uscire vittorioso dalla crisi. Antidoti per non apparire antiquato? Colori rigorosamente fluo, zeppe di almeno 15 cm, capelli piastrati… e smartphone a portata di mano.
Dalle 23, 00 in poi dai paesi inizia l’esodo verso le vie marine, scambiate spesso per piste di Formula1. Sorta di altoparlanti rintonano dalle auto il tormentone estivo “Mi Mi Mi” dei Serebro. Questo vale per i maschietti. Le fanciulle invece preferiscono invece le tradizionali sfilate sul lungomare, tappa in qualche chiosco. Ma poi indistintamente ragazzi e ragazze mirano tutti allo stesso obiettivo: l’entrata alla disco. Ore di attesa, code interminabili, possedere la tessere è come avere “la chiave di San Pietro” la porta del Eden è la soglia della disco. Una volta entrati il Paradiso è assicurato.
Fiumi di vodka, mojito, capirosca con abbondante ghiaccio sono un toccasana per il divertimento. Musica techno, commerciale, dance e house, questa la colonna sonora di queste serate. Bracciali, orecchini, maglie fluo sfavillano nella penombra. Una standing ovation sulle note del brano “La la la” dei Naughty Boy.
Genitori in attesa, a letto o i più resistenti fuori dai locali, tra sbadigli e occhi semichiusi implorano il cielo affinché al più presto il sole risorga.

 

Autore: 
Ilaria Ammendolia
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