In Calabria chi vuole salvarsi deve inchinarsi all’oscuro “Sancta Sanctorum”

Dom, 12/05/2019 - 16:00

Ma che sta succedendo in Calabria?
Montesquieu aveva immaginato una democrazia retta da tre “Poteri” nettamente separati tra di loro. Ma il potere “politico” (legislativo) non esiste più! Non ha legittimazione popolare a meno che qualcuno non ritiene che sia tale un segno di croce che ogni cinque anni mettiamo sulla scheda elettorale.
I partiti politici, che la Costituzione aveva immaginato come pilastri della democrazia, si sono liquefatti o sono stati sequestrati.
L’esecutivo, a qualsiasi, livello, è espressione di tale vuoto.
Resta il potere giudiziario. E sarebbe gran bella cosa se i magistrati facessero i “Giudici” (per come da concorso) con discrezione, circondati dal silenzio e dalla quiete, operando non con la scimitarra, arma prediletta degli ayatollah e dai mullah, ma con il travaglio della coscienza, con la preparazione professionale, con la riflessione e la moderazione necessaria. Il rispetto per la vita umana e per la Costituzione.
Ma non è così o meglio non è sempre così!
Nell’Italia di oggi c’è tanto odio e livore come nella Germania alla vigilia del nazismo. Contemporaneamente in Calabria si staglia la fosca ombra di “Potere ” (impazzito) che non accetta regole e non si ferma dinanzi a nulla.
Una “falange” di ben noti personaggi che si atteggiano a giganti e di “politici nani” s’è scatenata per la conquista d’un potere assoluto e spesso personale. Pretendono ubbidienza e spirito di subordinazione e a loro volta, sono servili e subalterni a poteri più forti di loro in una logica di desertificazione e colonizzazione della Calabria .
Si muovono come un’orda di cavallette del pensiero unico che si trasforma in potere reale e distruggono ogni forma di libertà, di vivacità culturale, di dignità istituzionale!
Quanti vogliono salvarsi, siano essi politici, giornalisti, amministratori, impresari, poliziotti, carabinieri o magistrati debbono inchinarsi dinanzi a questo oscuro Sancta Sanctorum!
Ho le mie idee sul potere giudiziario anche se ritengo che la “Legge uguale per tutti” in una società in cui le disuguaglianze sociali ed economiche sono enormi sia una mera finzione.
La legge non è mai stata e non è uguale per tutti e tuttavia ho grande rispetto per i magistrati che svolgono il loro ruolo con scrupolo e serietà consapevoli che non spetta a loro cambiare la società. Il giudice non può essere un capopopolo.
In quest’ottica ho forti dubbi su molte vicende giudiziarie e su strumenti di natura repressiva che hanno interessato la Calabria in questi anni e oggi i miei dubbi sono diventati più forti dinanzi alle inchieste che in questi giorni hanno interessato Oliverio e che hanno – oggettivamente - un sapore kafkiano.
Ognuno è libero di avere le proprie idee sul governatore calabrese. Libero di combatterlo con le armi democratiche ma due richieste di arresto nell’arco di pochi mesi senza un regolare processo, senza alcuna prova concreta di reato è qualcosa che mi sconcerta.
Fino a un certo punto!
Queste cose già succedono nell’Egitto di Al Sissi, e forse nella Turchia di Edgard e la Calabria assomiglia sempre più a questi paesi in cui la gente viene schiacciata dal potere. Da quanto ne so nell’Europa civile non sono consentite queste deroghe all’habeas corpus e, forse, neanche in Lombardia o in Emilia.
Il 7 maggio il volto di Oliverio ha girato l’Italia come simbolo di una Calabria corrotta e irredimibile. Eppure erano passati solo pochi mesi da quando la Corte di Cassazione aveva annullato il suo confino a San Giovanni in Fiore perché infondato.
Vi sembra normale tutto ciò? Non lo so, sono invece certo che se oggi ha riguardato Oliverio e altri 20 (che possono essere simpatici o antipatici) domani potrebbe accadere a ognuno di noi.
A volte ho la strana sensazione che sia in corso una specie di sfida all’OK Corral tra un “Potere” armato fino ai denti e i singoli cittadini disarmati che rifiutano di mettersi sotto tutela e non si inchinano a baciare il sacro anello.
Resta da stabilire le responsabilità della “politica”. Che sono enormi!
Se fosse rimasto uno straccio di Politica autentica avrebbe innalzato “barricate” in difesa della Democrazia, della Costituzione, delle Istituzioni, della dignità della persona umana e della Calabria intera.
Invece i politici nani aprono bottegucce pensando alle prossime elezioni. E tali negozi si somigliano tutti.
Offrono tutele e privilegi e cercano privilegi e protezione! I destini della Calabria spariscono dinanzi agli interessi di bottega.
Che dirvi?
Una cosa è certa: è questa scellerata schiera a fornire le migliori armi ai golpisti.
Dovremmo avere la forza di cacciarli via perché la Calabria ha bisogno non di un cambio di nomenklatura ma di un’autentica alternativa all’attuale sistema. Fuori dalle regole di un gioco truccato!

Autore: 
Ilario Ammendolia
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