Carlo Tansi: “Voglio che lo tsunami arancione si allarghi a tutta la Calabria”

Dom, 18/10/2020 - 13:00

Il risultato del ballottaggio di Crotone alle ultime Elezioni Amministrative ha rappresentato un ribaltone destinato a fare la storia della politica. La vittoria a sorpresa di Vincenzo Voce, infatti, ha inferto un duro colpo ai partiti e fatto tornare alla ribalta “Tesoro Calabria”, il movimento fondato da Carlo Tansi per le Regionali. Abbiamo sentito l’ex capo della Protezione Civile regionale per commentare questo risultato e scoprire quali altri assi può giocare contro quella che definisce la “vecchia politica”.
Quali sono stati i fattori che hanno contribuito all’impronosticabile vittoria di Voce?
Innanzitutto la credibilità di tutti i candidati. Spesso l’aspirante sindaco è un bel personaggio attorno al quale ruotano i protagonisti della vecchia politica. La gente attorno a Voce, invece, era tutta nuova. Anche il comportamento di “Tesoro Calabria” ha contribuito: il movimento non è sceso a compromessi anche se, vista la legge elettorale che garantiva un seggio racimolando il 4% delle preferenze all’interno di una coalizione, gli sarebbe convenuto. Invece abbiamo continuato a lottare contro un sistema consolidato, un comportamento che oggi paga anche in virtù del momento storico che stiamo vivendo, dato che il lockdown ha impoverito le famiglie calabresi rendendole più consapevoli di quali siano le vere necessità e convincendole a non credere più nelle promesse fantozziane delle politica.
Ritiene che questa “seconda giovinezza” di “Tesoro Calabria” sia stata possibile anche per le condizioni favorevoli incontrate a Crotone?
Dopo le Regionali il movimento è scomparso dai radar per questioni personali e per il lockdown. Oggi che entrambe le problematiche si stanno risolvendo abbiamo reso evidente il nostro impegno a Crotone, dove abbiamo stimolato una voglia di riscatto che, per la verità, si percepisce anche a Cosenza o Catanzaro. C’è una voglia diffusa di civismo, perché i partiti hanno perso credibilità e la gente cerca proposte concrete, come ha dimostrato l’esito delle elezioni non solo di Crotone, ma anche di Dipignano, Scalea e di tante altre realtà sparse in tutta la regione, in cui i cittadini hanno scelto sindaci appartenenti alla società civile e senza condizionamenti da parte dei partiti. Il modo migliore di far capire che si è “rotta le scatole”.
Ha accennato a diversi centri, ma tutti della parte centro-settentrionale della regione. E il reggino?
Si divide in due parti: la Locride, che ha risposto in modo positivo alla nostra proposta anche perché abbiamo candidato persone come Giuseppe Gervasi, Ettore Lacopo, Luigi Scaramuzzino… e la città di Reggio Calabria, che ci ha ignorato, forse per nostra inesperienza. Ma le soddisfazioni come Crotone ci dicono che la politica con la P maiuscola esiste e, se diamo la giusta strutturazione al movimento possiamo raggiungere gli obiettivi anche nel reggino tirrenico. Intanto cominciamo con il consenso che riscontriamo sui social perché, al di là di pochi giornali, lo spazio concessoci non è molto.
Ha dichiarato che Crotone spezzerà le catene delle caste”, ma quali saranno le difficoltà da affrontare per ergersi a modello e non cadere nelle tentazioni della vecchia politica?
Quando ho diretto la Protezione Civile ho dovuto gestire un covo di malaffare. Circondato da persone capaci, assunte attraverso le selezioni pubbliche e senza favoritismi, e dagli elementi validi presenti nella struttura regionale, sono tuttavia riuscito a effettuare un repulisti e a “ricostruire”. Voce ha cominciato a fare lo stesso affidando gli incarichi alle persone giuste e componendo una lista in cui è rispettata alla lettera la parità di genere. Un’ulteriore difficoltà è però rappresentata dal fatto che, se i sindaci passano, negli uffici tecnici certe “incrostazioni” rimangono. Si tratta di uno dei più grandi limiti della legge sullo scioglimento dei Consigli Comunali, che defenestra i primi cittadini lasciando che la macchina amministrativa continui a camminare sempre grazie ai medesimi soggetti. Eliminare questi ultimi lasciando solo le brave persone che non hanno rapporti con la vecchia politica è l’unico modo per cambiare davvero le cose.
Quale ritiene che sarà il futuro di “Tesoro Calabria” e, per estensione, il suo impegno per il territorio?
Su Crotone non ho avuto e non voluto alcun incarico né politico né tecnico. La mia funzione è mettere insieme una squadra che permetta allo “tsunami arancione” di Crotone di allargarsi a tutte le città della Calabria. Non sarò, pertanto, mai candidato a sindaco, ma cercherò di essere un coordinatore che possa riuscire ad apporre una o più bandierine arancioni in tutti i centri della nostra regione.
Un desiderio che speriamo anche noi di vedere realizzato, anche solo con l’auspicio che ciò possa riuscire ad alzare l’asticella generale del mondo politico calabrese e a migliorare, di conseguenza, le sorti della nostra regione.

Autore: 
Jacopo Giuca
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