Classifica Sole 24h: la parola ai Reggini!

Lun, 18/01/2016 - 11:46

L’ultimo posto della classifica delle città più vivibili riservato a Reggio Calabria è una ferita più che aperta: grondante di sangue. Vuoi per l’orgoglio di un popolo che bene o male ha sempre dovuto lottare nel turbine di guerre, terremoti, pestilenze; vuoi per la rabbia di una popolazione che non ha queste grandi responsabilità dirette, se non i peccati dentro le urne elettorali. Ma al di là delle considerazioni sociologiche o politiche del caso, è bene vedere come la gente la pensi riguardo questa classifica, se è meritata, o se è vero è che solo un “borsino politico dei grandi quotidiani”, come ha recentemente dichiarato il primo cittadino reggino Giuseppe Falcomatà. La parola, dunque, va ai reggini. Ne abbiamo intervistati un paio.
“Il discorso è molto complicato - ci dice Giovanna - Il problema è che la giustezza o l'infelicità di questa classifica dipenda da come si sceglie di leggere la situazione attuale di Reggio, quindi da un fattore soggettivo. Se dovessimo valutare la città dal punto di vista pratico di vivibilità, direi che è stata immeritata, nel senso che esistono dei seppur piccoli segnali di inversione di tendenza e forse, rispetto all'immane disastro e abbandono vissuto fino a non molto tempo fa, il piccolo barlume di speranza sarebbe stato quantomeno da premiare, perchè è anche così che si incentivano i cambiamenti e si attivano i circoli virtuosi. Se dovessimo invece leggere quanto accaduto in una prospettiva di lungo periodo che coinvolga le possibilità del singolo, l'atmosfera in cui il singolo ha la possibilità di crescere, di evolversi a Reggio Calabria, direi che è stra meritata. Quello che voglio dire è che se ci dovessimo basare sui piccoli segnali di concretezza, piccoli, minuscoli, ma comunque esistenti, forse direi che esistono, in Italia, posti peggiori. Se invece dovessimo valutare una panoramica che consideri anche il ventaglio di possibilità del singolo di evolversi, sperimentare, rinnovarsi, allora direi che è stra-meritata.”
Ben più “cattivo” Mario: “La classifica? Meritata. Non esistono scuole, non esistono mense nelle scuole primarie, non esistono istituti che procurano un inserimento lavorativo in azienda, strutture sanitarie precarie - se voi aveste un parente gravemente malato lo fareste curare a Reggio? - , non esiste occupazione giovanile, non esiste la meritocrazia dei manager comunali, mezzi pubblici inesistenti. E leggo di reggini indignati. Forse sono un po’ ciechi.”
“Nessun borsino politico. La situazione di Reggio è una situazione precaria e sotto gli occhi di tutti, inutile nasconderselo. E poi il Sole24h si è basato su indici ben precisi, senza divagazioni di carattere politico ecc. Certo, fa un po’ specie pensare che non ci siano stati ex aequo ma più che indignazione questo dovrebbe suscitare una spinta di orgoglio per ripartire”, ci dice Giuditta.
Un po’ controtendenza Francesco: “Trovo questa classifica francamente un po’ ridicola. Reggio è una città che ha i suoi problemi ma non penso abbia niente in meno rispetto ad altre città del meridione. Anzi, rispetto a una Potenza o a una Messina, per esempio, la trovo molto più vivibile. Reggio è una città che sta pagando la fama dell’ex governatore che ne fu primo cittadino.”
E Anna non è da meno: “Reggio non merita l’ultimo posto. È una città che sotto certi punti di vista può offrire tanto e offre tanto. Ok, alcune cose non funzionano ma rispetto ad altre città del Sud abbiamo un aeroporto, due università, di cui una è tra le più rinomate del Sud, abbiamo il terzo museo più importante della Magna Grecia. Non è Reggio ad essere invivibile. È la mentalità dei reggini che non vive.”

Autore: 
Antonio Cormaci
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