Coldiretti chiede la modifica dei disciplinari di produzione integrata

Lun, 02/05/2016 - 18:10
Molinaro: il divieto vada esteso anche per le attività extra-agricole e più controlli fitosanitari sui prodotti importati

La Coldiretti Calabria, in merito ai disciplinari di produzione integrata 2016 previsti dalla Delibera Regionale 84/2016, che hanno previsto un elenco di principi attivi, e in particolare il “Glyphosate”, un diserbante ormai ritenuto dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro "probabile cancerogeno per l'uomo" condivide la posizione dell’AIAB Calabria, medici per l'ambiente Isde-Italia e Apicoltori professionali della Calabria (Aprocal) che chiedono una revisione dei disciplinari. Coldiretti Calabria, come sollecitato, condivide le preoccupazione e, dichiara il Presidente Regionale di Coldiretti Molinaro, è doveroso evidenziare che non c’è stato un confronto preventivo in chiave tecnica nella stesura dei disciplinari. La Regione Calabria – aggiunge – con l’obiettivo di essere una regione a “Glifosato zero”deve quindi provvedere alla modifica dei disciplinari proprio perché, la Calabria si deve qualificare sempre di più quale territorio vocato al biologico e a produzioni di qualità eco-sostenibili, visto che è la seconda regione per superficie destinata a livello nazionale e che riserva importanti risorse alla produzione integrata e biologica. Il principio della precauzione – prosegue – è sempre utile e pertanto bandire l’uso del “Glysofate” lo riteniamo un atto di maturità che gli agricoltori, sempre di più attenti alla sicurezza alimentare, accettano volentieri. Chiediamo che comunque, l’uso del principio attivo venga vietato anche per attività extra-agricole quali ad esempio la manutenzione di marciapiedi, scarpate ferroviarie in zone urbane, ghiaini di giardinetti, selciati ed altro….nonché, in una situazione di forti importazioni low cost, vengano accentuati i controlli da parte della rete fito-sanitaria, poiché è necessario che il divieto riguardi coerentemente anche l'ingresso in Italia e in Europa di prodotti stranieri con residui di “glifosato”.
Ufficio Stampa Coldiretti Calabria

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