Comune di Siderno condannato a risarcire l’associazione “Barbie e Ken”

Dom, 06/10/2019 - 17:20

A inizio anno il presidente dell’associazione Barbie e Ken ha presentato come di consueto al Comune di Siderno la domanda di concessione delle aree demaniali sul lungomare cittadino per aprire il suo chiosco per la vendita di cornetti caldi. La domanda è stata tuttavia accolta “con riserva” dal settore 5 del Comune, in quanto mancava la dichiarazione sostitutiva sia per il presidente sia per la vice presidente dell’associazione.
Per regolarizzare la propria posizione, il 10 giugno i titolari hanno presentato la documentazione richiesta non immaginando, tuttavia, che questa avrebbe indirettamente determinato l’esclusione definitiva dal bando al quale chiedevano di poter essere ammessi “in quanto la residenza dichiarata dal presidente è contrastante”.
Il cambio di residenza del presidente dell’associazione nel periodo intercorso tra la presentazione della prima domanda e la dichiarazione presentata circa sei mesi dopo, infatti, era stata per il Comune una ragione sufficiente per negare l’apertura del chiosco, un niet al quale l’associazione “Barbie e Ken” non si è voluta piegare presentando così ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale.
Il primo atto del TAR, che ha ovviamente infuso fiducia ai rappresentanti dell’associazione, è stata la sospensione dell’esclusione, che ha garantito che il chiosco rimanesse aperto durante l’estate nell’attesa che la prima riunione di settembre desse un parere definitivo sulla vicenda. Oggi, che con la fine della bella stagione il Tribunale è rientrato a pieno regine, il collegio tanto atteso ha dato pienamente ragione all’associazione, obbligando per di più il Comune ha pagare 2mila euro di spese processuali.
“L’amministrazione – si legge infatti nella sentenza – si è determinata a escludere l’associazione Barbie e Ken sulla base dell’erroneo quanto irragionevole presupposto che il presidente ha indicato nella dichiarazione sostitutiva dei familiari conviventi una residenza diversa da quella dichiarata nella domanda di partecipazione”. Una scelta che rende il comportamento adottato dal dirigente dell’ufficio 5 del Comune di Siderno “effettivamente illegittimo” perché soffermatosi su una difformità tra le dichiarazioni “più apparente che reale”, e certo non in grado di rappresentare “una irregolarità né formale né sostanziale” ai fini della concessione dell’area demaniale “non potendo impedire” all’Amministrazione di “eseguire ogni tipo di verifica”. In pratica, un comportamento viziato da “eccessivo formalismo” che ha “ingiustamente penalizzato” l’associazione, meritevole adesso del giusto risarcimento.

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