Con una cima magica ci tenevi legati alla cultura

Dom, 01/10/2017 - 13:00

Poi, d’improvviso, mi dicono che è venuta la morte e ti ha piallato le gambe, il sorriso, la paura. E ripeto il tuo nome e mi emoziono. E prendo tra le dita tutti i nostri ricordi, e mi schiarisco la voce per coprire il pianto, e ho voglia di mettermi al sicuro dal dolore, di smetterla di tremare. E mi do spiegazioni spirituali, e cerco scappatoie pur di non scoprire l’inganno della vita. Se poi a morire sei stato tu, mi si spacca il cuore: l’Uomo che mi ha avviato alla conoscenza e alla curiosità, come un fratello maggiore. Taurianova la ricordo, indifferente e piatta, al momento del tuo arrivo. Ci guardavi come fossimo anime da mettere all’asciutto. E ci facevi ascoltare le voci e i segnali di pensieri diversi: un poeta in mezzo al deserto. Quanti ne hai salvati, dall’assedio della criminalità; per ognuno aprivi un libro, un giornale o l’immagine di un film.
Ci hai fatto vivere un tempo illustre con il centro servizi culturali, la radio, la televisione, i cineforum, il teatro. Negli anni settanta, e poi ancora oltre. Come avessi una cima magica ci tenevi legati alla cultura, e alla tua umanità.
E io, ti seguivo al passo. In quell’ambiente pesante fatto di ignoranze e arroganze. Non sapevi riposare, e volevi rivoluzionarci liberarci dall’amarezza delle nostra terra. Dopo di te Taurianova non ha più saputo riaprire quella parentesi. Sei stato il taglio forte, in una comunità persa, addormentata. Dio ha fissato a oggi le lancette del tuo tempo, e da fedeli dobbiamo accettarlo. Da uomini, invece, cerchiamo di far cadere le pietre e le tombe, di avere una speranza che la risurrezione sia cosa vera. E ci danniamo non comprendendo perché avviene la morte.
Io mi ribello nell’unica forma possibile, piangendo. E non so più davvero chi invocare per farti proteggere nell’altro mondo.
Addio Mimmo.

Autore: 
Michele Caccamo
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