CREATIVE CITIES: Il CST della Locride contro l’abbandono del territorio

Lun, 22/05/2017 - 19:54

Il patrimonio immobiliare dell’”abbandono”: ex-uffici, ex-scuole, ex- stazioni, ex-abitazioni, “ex qualcosa” che hanno perso da tempo la propria funzione per diventare esempi di non- luoghi. Un fenomeno che non distingue i piccoli dai grandi centri urbani, tanto al Nord quanto al Sud Italia.  Possono ancora avere un ruolo?
Questi sono stati i temi affrontati giorno 10 maggio presso il Convento dei Minimi di Roccella Jonica durante l’incontro, promosso dal Centro Servizi Turistici della Locride (associazione di promozione culturale che gestisce il portale turismolocride.it) e dal Rotaract Club di Locri (impegnata nella valorizzazione del patrimonio culturale del territorio), e rivolto in particolare ai giovani. Appuntamento dedicato al pensiero ispirato e creativo, alla ricerca di strategie efficaci contro l’abbandono dei luoghi senza più funzione, della propria terra, della speranza. 
La rigenerazione urbana creativa ha il compito di dare un altro senso ai vuoti strutturali. Dalle periferie delle città e dalle “città- periferia” possono nascere nuove centralità; così come per i borghi semi-deserti si può pensare ad un altro futuro.  Tutto ciò attraverso lo sfruttamento della creatività e partendo dai bisogni delle comunità, gli spazi abbandonati si candidano così, a diventare luoghi di lavoro e di azione sociale per dare dimensione e opportunità ai giovani.
Proprio con il racconto dell’esperienza di due giovani catanzaresi, Vincenzo Costantino e Eddie Suraci, founders di Altrove, è cominciato l’incontro. Due ragazzi calabresi che come tanti altri sono stati costretti ad emigrare Altrove per studiare e cercare una strada per il loro futuro. Strada che li ha portati a trovare il loro Altrove in Calabria.
Altrove è un progetto nato a Catanzaro nel 2014 con l’obiettivo di rieducare al concetto di bellezza in contesti urbani trascurati e abbandonati al degrado sia estetico che sociale.  “Ripartiamo da Catanzaro, che è diventato il nostro Altrove; la nostra missione è quella di vedere le persone camminare per strada alzando lo sguardo e accorgersi del bello e del brutto che le circonda.” Dicono i due ragazzi. Vincenzo ed Eddie successivamente hanno affidato ad un breve video il compito di raccontare la loro esperienza a Catanzaro.
La formula pensata per questo appuntamento è stata volutamente destrutturata ed ha permesso agli ispiratori, creativi e  “rigeneratori”, che a vario titolo possono essere considerati dei talenti nel proprio settore, di raccontare le loro esperienze permettendo anche il confronto tra la realtà calabrese e alcune best practices dal mondo.
Dopo il racconto dell’esperienza dei ragazzi di Altrove, la parola è passata a Don Ampelio Cavinato, missionario e parroco di San Nicola di Caulonia. Don Ampelio è stato un missionario che ha operato in Africa per tantissimo tempo e dopo una vita in giro per il mondo ora la sua missione è nella Locride, contro l'abbandono di questa frazione.
Un’altra storia di strategia innovativa ed interessante contro l’abbandono delle tradizioni, della cultura è quella che racconta Maria Olimpia Squillaci. Olimpia è una linguista all’Università di Cambridge, ma soprattutto è una delle poche persone nativa parlante Greco Calabrese, che a Bova e in tutta l’area Grecanica sta scomparendo. Olimpia sta lavorando proprio per contrastare questo fenomeno: ha fatto richiesta a Cambridge per un dottorato sul contatto linguistico tra greco di Calabria e dialetto calabrese e la richiesta è stata subito accolta.
“L'università del Regno Unito è molto attenta alle varietà dialettali italiane e subito hanno accettato la mia proposta. Sto vivendo un'esperienza bellissima e anche i miei colleghi sono entusiasti di questo mio progetto, grazie al quale sono arrivata a comprendere a fondo il nostro dialetto e la sua matrice greca.” Questo dice la linguista di Bova che, con un’energia incredibile, continua:
 “In estate organizzo corsi di greco calabrese a Bova e arriva gente da tutto il mondo per seguirli. Ma io invece penso ai giovani dell’area grecanica, che abbandonando la lingua. Con essa perdono anche la propria identità.” Olimpia conclude affermando “La mia è una missione. E sono ottimista: possiamo recuperare la lingua perduta".
Dopo il racconto delle esperienze calabresi, ha preso la parola Evert Verhagen. Evert Verhagen è project manager e consulente di numerosi progetti internazionali dedicati alla rigenerazione urbana. Un 'creativo' per natura, uno studioso di dinamiche economiche ma soprattutto un ispiratore.  Gira il mondo per lavoro e questa volta si è fermato nella Locride, nuova tappa del suo lungo viaggio di ricerca iniziato in Olanda.  Durante il suo intervento Verhagen ha spiegato inizialmente quali sono i vari processi che portano i luoghi ad essere abbandonati e a perdere la loro funzione. Ma successivamente ha fatto capire come, con la giusta intuizione e creatività, quei luoghi da anni abbandonanti posso prendere nuova vita attraverso processi di rigenerazione ed essere centrali per la vita quotidiana dei cittadini. Molti sono stati gli esempi portati da Evert Verhagen, di opere di tutto il mondo, come il Cultuurpark Westergasfabriek di Amsterdam, che da area industriale dismessa è stata trasformata in preziosa riserva naturale e culturale all’interno del perimetro cittadino. Un modello di successo di rigenerazione del territorio.
All’interno dell’atrio del convento, ha avuto spazio anche l’installazione fotografica di Reggio Zenitale a cura di Lidia Errante e Luca Pitasi. E’ proprio Luca Pitasi a spiegare come Reggio Zenitale sia un progetto con l'obiettivo di far acquistare all’osservatore un altro punto di vista sulle cose, più distaccato e di più ampia visione. Per abituarci a guardare non solo "al piccolo e al vicino" ma anche oltre, verso nuovi orizzonti.
L’incontro è stato moderato da Annamaria Crupi, Presidente del Centro Servizi Turistici Locride e da Maria Lorenza Crupi, Presidente del Rotaract Club Locri. Dal tavolo sono partite anche due proposte per il territorio. La prima riguarda l’invito alla ripiantumazione dei gelsomini lungo le coste della Locride. A questo proposito si sta già lavorando per avviare una campagna di comunicazione per la piantumazione di questo fiore che rappresenta il territorio della Riviera e che testimonia un pezzo di storia che ci appartiene. La seconda riguarda l’arte di strada, ovvero l’intenzione di portare l’Altrove anche nella Locride.
All’appuntamento è seguito un aperitivo durante il quale i partecipanti hanno potuto degustare un nuovo drink(Bergamotto , altri frutti di stagione e spezie locali), esempio di creatività e di km zero anche in ambito food.  Infatti il Tiche Bar di Roccella Jonica ha presentato il “Greetings from Locride", un nuovo drink pensato apposta per l'occasione. Gli ospiti hanno così deliziato gli occhi grazie all’esposizione di Reggio Zenitale e il palato col nuovo cocktail. Ci attendiamo il prossimo appuntamento “ispirato”!

Autore: 
Domenico Pelle
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