Destituzione Messineo: l'opinione di Paolo Fragomeni

Dom, 20/07/2014 - 14:57

Il Pd non è nuovo a polemiche interne, e la sezione di Siderno non fa eccezione. La sospensione provvisoria di Messineo ha destato perplessità e contrasti sia all’interno che all’esterno del partito. Dei due “supporter” di opinioni differenti, Paolo Fragomeni (pro) e Maria Teresa Fragomeni (contro), entrambi invitati da questa testata, M.T. Fragomeni, attuale segretaria della sezione di Siderno, ha declinato l’invito.
Con grande compostezza e signorilità, Paolo Fragomeni ha risposto alle domande di Antonio Tassone, partendo dall’annosa questione dei disaccordi interni che ormai caratterizzano la vita del Partito Democratico e in fondo ne rappresentano l’essenza.
Fragomeni: prima di rispondere vorrei chiarire un concetto. Nell’affermare che Messineo è stata sospesa da “un tribunale da strapazzo”, volevo riferirmi all’estemporaneità del ruolo giudicante e alla “sentenza”, inconsistente nelle motivazioni, e non certo alle persone e alle professionalità che rappresentano. Venendo alla domanda credo ci sia una fondamentale differenza del modo di intendere la politica all’interno del Pd sidernese. Riflettiamo: alla terza tornata elettorale persa, consecutivamente, sarebbe dovuto scattare in ognuno un desiderio di riesaminare atteggiamenti, proposte politiche, azioni, comunicazione ecc. Ma si è preferito evitare perché ciò avrebbe richiesto decisioni dolorose, ma necessarie.
Non ci si può eternamente consolare raccontandoci la favola “che in fondo, non abbiamo vinto, ma neanche perso”.
Nasce da qui lo scontro interno, quindi la sospensione di Messineo ha ragioni squisitamente politiche. Non è vero, come afferma la segretaria M.T. Fragomeni, che io nutra astio verso di lei: vorrei ricordare che le ho anzi dato il mio leale appoggio, ritirando la mia candidatura in occasione dell’ultima campagna amministrativa proprio per non creare lacerazioni interne e garantire l’unità del partito. I dissapori nascono da una diversa analisi del vissuto,  e c’è chi l’ha presa sul piano personale con scarsa propensione al confronto. Nel caso di Messineo c’è da dire che non ha offeso nessuno, non si è dissociata dalla linea nazionale del partito, non ha mai infranto norme statutarie , perciò non si comprende neanche cosa le venga rimproverato e come possa esserle sospesa la tessera. Vorrei ricordare anche che fa parte della direzione regionale del PD e, a voler essere capziosi, spetterebbe alla rispettiva Commissione farsi carico della questione.
Messineo è tra le migliori espressioni del partito negli ultimi anni, dotata di grande senso di onestà intellettuale e spirito di servizio civico. L’evento è preoccupante in sé, e perché crea un precedente pericoloso per la democrazia interna: mi stupisco molto di come mai in tanti non abbiano compreso la gravità dell’accaduto,  a meno che -da parte di qualcuno- non ci sia la subdola volontà di “far fuori” un’intera componente ritenuta scomoda all’interno del PD sidernese.
Una scoraggiante premessa ad una campagna elettorale che ci porterà al voto la prossima primavera, laddove sarebbe richiesto il massimo dell’unità e della coesione, specialmente sapendo che nonostante le ultime vicende politico-giudiziarie, il centro-destra non è affatto sconfitto e si sta già riorganizzando.
Ritengo che un atto di buona volontà da parte della Commissione di Garanzia e del Direttivo sia quello di porgere le scuse a Messineo per l’improvvido gesto, ritirandolo.
In caso contrario ci penserà la Commissione Regionale a cassare l’atto, ma a quel punto sarà troppo tardi per ricucire lo strappo.
 

Autore: 
L.Z
Rubrica: 

Notizie correlate