Don Nuccio Cannizzaro dimissionato a mezzostampa

Ven, 21/12/2012 - 16:51
Don Nuccio Cannizzaro dimissionato a mezzostampa

Non facciamoci illusioni. Il segreto istruttorio è un segreto di Pulcinella, la terzietà del giudice una chimera,  le intercettazioni il fondo di San Patrizio da cui magistrati, carabinieri, poliziotti, finanzieri, non avendo tempo - suppongo - per distinguere  ciò che c’entra con la dialettica processuale e ciò che le è assolutamente estraneo, attingono e spargono la polverina che appesta pregiudicati e incensurati, vite sbarrate e vite in libera circolazione. È, questo, un dato oggettivo. Ma non basta questa constatazione. È venuta l’ora in cui è  necessario anche da parte nostra  seppellire ogni viltà e ogni timore.  A nulla varrebbe il pozzo di San Patrizio se non ci fosse una stampa soprattutto locale in cui prestano servizio giornalisti piccolo-borghesi, che, secondo Gaetano Salvemini, “ avvezzi, fin dai primi anni, a sentir magnificare «la raccomandazione» come il solo mezzo per andare avanti […], non vedono nella vita se non un gioco di protezioni, uno scontrarsi di simpatie o di antipatie capricciose. Per essi non esiste una scala di valori morali obiettivi. Il merito consiste nell’avere un protettore potente. Sarebbero capaci  di presentarsi innanzi a un possibile patrono, in ginocchio, strisciando la lingua per terra”. Così è, e a  noi resta solo il tormento di stabilire se il patrono sia il capitano dei carabinieri o il magistrato, o l’uno e l’altro insieme. Poiché la stampa dominante ha come destino d’essere dominata così come i giornalisti senza voglia di una osservazione diretta della realtà sono destinati a rotolare tra le carte giudiziarie, offerte generosamente. Sono sicuro che senza tribunali  e procuratori la stampa locale, nella misura di tre quarti,  chiuderebbe per  mancanza di notizie e di lettori. E, invece, Dio la assiste, grato  per l’opera di  purificazione delle sue chiese, come insegna il caso di Don Nuccio Cannizzaro, messo alla gogna dal capitano dei carabinieri, Valerio Palmieri, che, in sede di dibattimento processuale,  gli mette in bocca per delibata intercettazione una frase disonorante, subito ripresa con gaudio dal corrispondente reggino de «il Quotidiano». Ma che novità. I preti non servono a salvare l’anima nostra, ma servono a fare vendere di più.
Aveva la frase del capitano  una qualche relazione con lo svolgimento del processo?  Nient’affatto. E per ciò io qui dico quello che doveva dirsi e non è stato detto: che il Pm d’udienza doveva stoppare il capitano. Non l’ha fatto.
E gli avvocati che ci stanno a fare se non insorgono contro l’oltrepassamento del diritto? Si mettono sull’attenti a fronte delle sfasate dichiarazioni di un capitano dei carabinieri e ammutiliscono di fronte alla risonanza del corrispondente de «il Quotidiano», che bisogna tenere buono onde avere qualche rigo di citazione? Bravo il vescovo Mondello. Si inginocchia dinnanzi a Dio, e a nessun altro.  Infatti, respinge le umane, generose, affrettate dimissioni di don Nuccio Cannizzaro, dimissionato a mezzo stampa.

Autore: 
Roderigo di Castiglia
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