E… rezioni regionali

Dom, 20/10/2019 - 11:30

Questa estate sono stato ad Africo Vecchio dove ho avuto il piacere di ascoltare una bella persona della Calabria, il professore Lombardi Satriani, noto antropologo che, riferendosi alla sua frequentazione con Pasquino Crupi, spiegava un concetto di vita per lui fondamentale, “noi siamo le persone che incontriamo”, nel senso che le persone che si incontrano nella propria vita ti fanno diventare l’uomo che sei. Pensavo a queste parole mentre mi accingevo a scrivere sulle prossime elezioni regionali.
Le prossime elezioni regionali sono alle porte, ormai manca poco. Secondo norma dovrebbero essere tra il 24 novembre e il 26 gennaio, ma si parla insistentemente del 15 dicembre come data possibile; in ogni caso la decisione spetta al Presidente Oliverio, ma la data dovrebbe uscire già la prossima settimana. Le elezioni in Calabria sono un evento importante e unico nel suo genere, perché più di tutte le altre competizioni elettorali riescono a coinvolgere tantissimi cittadini. Il motivo è semplice: si vota su base provinciale e ogni lista porta 7 candidati, se le liste sono 30, come previsto, ci sono circa 210 candidati solo nella provincia di Reggio Calabria, quindi almeno cinquanta/sessanta sono nella zona della Locride, quindi il coinvolgimento è quasi totale. Nel titolo abbiamo sostituito la L con la Z perché abbiamo pensato più appropriato questo termine rispetto a quello classico, dal momento che vediamo in giro molte proposte che non ci convincono, molti personalismi, molti narcisismi, molte teste di… che si lodano e si autoincensano. Spiegata la scelta del titolo che poteva sembrare volgare ma invece vuole essere rappresentativa, passiamo alla situazione di questa settimana. Analizziamo allora chi sono gli uomini che aspirano a candidarsi a presidente della Regione Calabria con le rispettive coalizioni. I candidati ufficiali sono 4, due outsider e due politici navigati, ma sicuramente ci saranno altri perché mancano ancora i candidati di molti partiti. Il primo candidato è Carlo Tanzi, geologo che, dopo un’appariscente presidenza della protezione civile regionale, si è dimesso in polemica con tutti, Oliverio in testa. Poi tra i candidati è spuntato Peppe Nucera, ex presidente di Confindustria Reggio Calabria, che sta portando avanti una battaglia per la “Reputazione Calabrese”, perché quando si parla di investimenti in questa regione spuntano sempre le notizie negative. Tutti e due sono nuovi della politica e sono accompagnati da liste civiche. Veniamo invece alle candidature pesanti, o meglio alle candidature annunciate e non appoggiate. Sì, perché gli altri due, sia Mario Oliverio che Mario Occhiuto, sono candidati da mesi ma con continue guerre interne. Mario Oliverio, presidente uscente, ha già comunicato un percorso programmatico che svolgerà nel mese di ottobre e novembre con 7 liste di centro sinistra che lo accompagnano in questa nuova esperienza, mancano all’appello PD e Articolo 1. Qui la vicenda è veramente drammatica perché si ripete lo scontro con Roma, si ripete la storia che le scelte per la Calabria si fanno nella capitale. Non c’è verso, ci sono due ottusi, Graziano e Oddati, che hanno deciso a nome di  Zingaretti di non ricandidarlo. Inoltre, come se non bastasse, il PD aspetta le elezioni dell’Umbria per vedere se la gente apprezza la nuova unione con i 5 stelle. Poi ci sono i 5 stelle, per i quali propone la sua candidatura una ragazza, la Nesci, che ancora dovrebbe studiare bene la situazione in Calabria e invece ha la faccia tosta di proporsi come candidata alla presidenza della regione, come se poi non ci fosse un domani. Mentre il candidato possibile alla fine dovrebbe essere Pippo Callipo, re del tonno, che è riuscito a far nominare sottosegretario la Orrico che era la sua di segretaria. Altro discorso invece va fatto a destra. Da molti mesi gira la regione Mario Occhiuto con lo slogan “il sindaco della Calabria”, l’architetto porta in giro la sua positiva esperienza di sindaco di Cosenza, con l’appoggio di Forza Italia da sempre, mentre non riesce ad avere quello di Fratelli d’Italia e della Lega. La Lega è uno dei casi limite di questa terra, perché hanno inviato qui, per il partito che fu del “tengo duro” di Bossi, un uomo con il cognome di un formaggino, Invernizzi, che da commissario continua a dettare legge sul futuro della Calabria. Sicuramente la prossima settimana si aggiungeranno altri nomi all’elenco ma siamo sicuri che saranno anche loro delle grandi teste. Per me, che seguo la vita politica calabrese, la situazione sta diventando sempre peggiore perché il tempo stringe e le soluzioni proposte hanno tenuto poco in considerazione la volontà del popolo, le scelte si fanno sempre in altri posti. La mia perplessità, infine, mi porta a ritenere le candidature di Mario Oliverio e di Mario Occhiuto confortanti, perché anche se non rappresentano il mio ideale di politico (non ci sono più leader come Berlinguer), almeno hanno delle proposte che possono far migliorare la regione rispetto al nulla a cui potremmo assistere in caso di scelte diverse. Oliverio ha il vantaggio di garantire una continuità amministrativa che, per una regione come la nostra che non l’ha mai avuta, potrebbe essere un valore; Occhiuto porta un’esperienza di innovazione che parte dal miglioramento urbano che molto potrebbe significare per la Calabria. Come avete potuto capire, ci sono molti elementi che fanno pensare alle erezioni, sia a destra che a sinistra, senza divisione ideologica, il grosso problema rimane per noi calabresi che cerchiamo di cambiare per poi trovarci sempre in mezzo a tante teste di…

Autore: 
Rosario Vladimir Condarcuri
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