Ecobomba

Sab, 05/01/2013 - 11:36
I dipendenti delle ditte di raccolta protestano perchè non ricevono lo stipendio da mesi. I comuni non pagano. Le discariche sono colme. E i finanziamenti dell'UE non si sa come siano stati spesi. Ma noi siamo stanchi e commissariati dal 1997. è ora di trovare una soluzione.
Ecobomba

«Non è possibile. è una vergogna. Ma come si può andare avanti così». Queste le lamentele di una signora esasperata che aveva appena buttato un sacchetto di rifiuti. Anche andare a gettare la spazzatura ormai è un'impresa e la gente è stufa. Il cassonetto era stracolmo e già un discreto numero di altri sacchetti ingombravano il marciapiede intorno. La signora, dopo aver esitato un attimo, era stata costretta ad aumentare ulteriormente quel cumulo. Ma cos'altro poteva fare. Ci sono zone in cui la spazzatura ha invaso persino le strade, limitando il traffico e rendendo la strada ad una corsia di marcia. Per poter passare gli automobilisti sono costretti ad alternarsi e a dribblare le buste di rifiuti.   
Questa la situazione a Siderno, ma potrebbe benissimo essere successo a Lamezia Terme, a Reggio Calabria, a ioia Tauro, a Locri, ecc. Da quest'estate casa nostra è invasa dalla spazzatura. Il servizio di raccolta funziona a singhiozzo. I dipendenti delle ditte di raccolta sono in protesta una settimana sì e una no,  ma è anche comprensibile visto che non gli vengono pagati mesi e mesi di arretrati. Intanto i cumuli di immondizia si accatastano per essere rimossi (forse) a protesta conclusa. I dipendenti non sono però gli unici a lamentarsi per l'assenza di entrate. Anche le aziende avanzano arretrati dai comuni. Nell'intervista apparsa sul nostro settimanale il 4 novembre 2012 il presidente di Locride Ambiente, Giovanni Gerace, dichiarava «I comuni della Locride sono debitori per milioni di euro nei confronti della società». Già nell'agosto l'Ufficio del Commissario Delegato per il definitivo superamento del contesto di criticità nel settore dei rifiuti urbani nel territorio della Regione Calabria aveva diffuso una nota stampa in cui «invita i parecchi Comuni inadempienti a pagare le rate inerenti alla tariffa di smaltimento RSU, anche perché il sistema, potrebbe andare in tilt». Uomo avvisato mezzo salvato? Non sembrerebbe proprio.
La situazione è precipitata in tutta la Regione e in particolare nei comuni reggini.  Quello che è più strano è che la Calabria è stata commissariata per “il definitivo superamento del contesto di criticità nel settore dei rifiuti urbani” nel 1997. I finanziamenti ricevuti per l'emergenza non hanno portato a niente visti i risultati. Si sarebbe dovuto studiare un piano regionale per lo smaltimento dei rifiuti ma non è stato fatto. Si sarebbe dovuta implementare la raccolta differenziata, ma spesso anche questa soluzione è stata una farsa. I cittadini separavano carta, vetro, plastica e organico e i raccoglitori venivano svuotati tutti nello stesso camion che li portava nella medesima discarica. Idem per il “compost”, un fertilizzante che potrebbe essere prodotto con i rifiuti. Un altro buco nell'acqua.
Nel dicembre 2012 doveva concludersi il commissariamento, ma vista la situazione il dott. Vincenzo Speranza si è visto prorogare il mandato. Già il suo mandato è stato molto criticato e le sue decisioni definite come dei «tamponamenti provvisori», ma la prima azione del suo nuovo incarico è stata al centro di proteste e polemiche. Il commissario ha infatti richiesto l'entrata in funzione della discarica di Melicuccà definendo il sito «basso tasso di inquinamento ma fondamentale per assicurare un'uscita dall'emergenza». Di pare ben diverso Legambiente: «Già un anno fa, nel settembre 2011 - dichiara Francesco Falcone, presidente di Legambiente Calabria - abbiamo presentato una circostanziata denuncia al procuratore di Palmi, segnalando una serie di evidenti anomalie relative al sito “La Zingara”. Una discarica che viola palesemente le normative, una bomba ecologica che è una vera e propria minaccia per i cittadini. A pensarla così anche i sindaci del comprensorio, le associazioni, i sindacati e soprattutto la gente del territorio». La preoccupazione principale degli ambientalisti è la compromissione delle falde acquifere della Piana. Sotto il sito su cui sorge la discarica scorre il torrente Arena, che è un affluente del torrente Vina, fonte di approvvigionamento per l'acquedotto che serve la fascia tirrenica reggina. In ogni caso le discariche sono stracolme e non sono la soluzione al problema. È dal 2010 che il presidente del FAI Ilaria Borletti Buitoni, « Una raccolta differenziata “fatta sul serio” e una cintura di micro-impianti che evitino di “trasformare piccoli centri in metropoli dei rifiuti altrui e che rispettino le aree verdi”. Due soluzioni semplici e praticabili. Esattamente quelle che servono, secondo per far fronte all'emergenza rifiuti al Sud, un problema ormai insostenibile per gli abitanti, il territorio e l'economia locale».

ELEONORA ARAGONA

 

 

 

 

Elogio alla pazzia? di Ilario Ammendolia

 

Bisogna essere un po’ pazzi per accettare supinamente molte delle cose che avvengono intorno a noi senza reagire. Bisogna essere ancora più pazzi per reagire pagando di persona.
Percorrendo in lungo e largo il comprensorio Jonico un senso di smarrimento ti soffoca: la Locride è sommersa dai rifiuti. Ce ne sono tanti da costruire le “torri gemelli” dell’immondizia.
Strade di campagna, centri interni, comunità costiere, periferie urbane e centri storici, luoghi vicino agli Istituti di ogni ordine e grado, alle scuole materne, alle guardie mediche, all’ospedale ovunque rifiuti anzi: una, dieci, cento, mille discariche!
Non c’è differenza tra i Comuni amministrati da sindaci normalmente eletti, commissari prefettizi, commissari antimafia. Almeno per una volta la Locride è unita: nella sporcizia!
Eppure sono appena passati i giorni di Natale e di Capodanno. Probabilmente in qualche albergo arriva qualche turista,  in alcuni paesi ci sono gli insediamenti dei cosiddetti “inglesi”, ma noi diamo questa immagine devastante.
Di quale decollo turistico si può parlare? Quale tour operator investirebbe soldi in Calabria?
Questa è solo una parte del dramma! Le ripercussioni più serie si riverberano sui nostri ragazzi che si abitueranno a convivere con la spazzatura, che non avranno modo di gustare le bellezza e la freschezza della pulizia, di pretendere un ambiente più curato e più pulito.

Infine i rischi per la salute. Ho consultato un medico specialista e mi ha sinteticamente illustrato quanti miliardi di batteri, e quindi quanti ratti, insetti, parassiti, trovano rifugio negli accumuli di immondizia. Lo stesso terreno su cui giacciono, per giorni e giorni, i rifiuti rischia un inquinamento permanente non solo superficiale, ma anche nelle falde sottostanti.
Pericoli elevatissimi soprattutto per la salute dei bambini che vi giocano nelle vicinanze, per gli anziani, per gli ammalati.
Eppure questa è la Locride in questo momento. Questa è l’intera  Calabria.
Quanto accade non è frutto del destino, ma la conseguenza di precise responsabilità di una classe dirigente.
Nell’estate del 2011 mi sono trovato, quale presidente del comitato dei sindaci, al centro di uno scontro con il Commissario per l’emergenza ambientale. Scontro aperto  e senza quartiere che mi ha portato a chiederne con forza, e pubblicamente,  le dimissioni. Inoltre ho supplicato, inutilmente, l’intervento delle Autorità competenti.
Non si può essere indifferenti, non si può non essere indignati, dinanzi a una montagna di denaro spesa dall’Ufficio del Commissario per l’emergenza con risultati pari a zero.
Inoltre un’emergenza non può durare venti anni con un costante spreco di fondi.
Tuttavia noi non ci siamo limitati a protestare abbiamo fatto molto di più.
Nel “progetto d’urto” per la Locride, non a caso, si partiva proprio dai rifiuti cercando di trasformare un problema in una risorsa.
Lo si faceva con competenza e forza. Inoltre veniva evitata la classica furbizia paesana di trovare la scorciatoia per un singolo comune ,ma ben 42 consigli comunali, insieme, approvavano una piattaforma strategica che partiva proprio dalla emergenza rifiuti.
Inoltre, anche grazie al senatore De Sena, era in stato avanzato, l’ ipotesi di un finanziamento finalizzato all’emergenza rifiuti da parte della fondazione Carlo Borgomeo, decisione presa alla presenza del presidente Borgomeo in una riunione congiunta presso il Comune di Locri.
Sorprende negativamente il fatto che il bando odierno escluda la Locride e l’intera provincia di Reggio. Segno di un immobilismo non più sopportabile.
I tavoli che si sono allora costituiti mi sembrano fermi e questo mi amareggia e mi mortifica.
Infine, una annotazione di carattere personale.
Si sono sprecati una montagna di soldi, ci troviamo sommersi da analoga montagna di rifiuti.
Una, una sola, persona è sotto processo: il sottoscritto. Io ho avuto la responsabilità di scontrarmi con i responsabili del disastro. Con i potenti non ci si può scontrare senza pagarne le conseguenze. Così si sono alzati in volo gli elicotteri dei noe ma non hanno visto il disatro ambientale che sta sconvolgendo la Calabria. Inoltre, reato ancora più grave, nel pieno rispetto della legge, ho tenuto pulito il mio paese. Questo è il crimine che ho commesso.
Siederò serenamente sul banco degli imputati. Serenamente, dal momento che quel banco è libero dai responsabili di tanto degrado e tanto spreco.
Ho salvaguardato la salute dei miei concittadini, tutelando l’ambiente, evitando sperperi, cercando di dare una immagine dignitosa del Paese di cui ero sindaco e della Locride.
Ancora una volta sarò imputato ma con dignità, assolutamente consapevole di aver rispettato il giuramento sulla Costituzione della Repubblica, anteponendo gli interessi collettivi a quelli personali.
Non mi sento né eroe, né vittima. è il prezzo che si paga alla “follia” quando si vuole cambiare una realtà così amara e sfidare poteri così perversi.
 

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