Emergenza sanità: Fuda, Calabrese e Oliva pronti a una nuova manifestazione

Lun, 08/08/2016 - 19:48

Questa mattina, presso il comune di Locri, i sindaci Calabrese e Fuda e Monsignor Oliva hanno tenuto una breve conferenza stampa che ha cercato di fare il punto sulla difficile situazione sanitaria vissuta in questi mesi dal nostro comprensorio.
L’incontro, aperto dalle parole preoccupate del primo cittadino di Locri, ha cercato di sottolineare le difficoltà vissute dalla cattiva gestione del nosocomio locale e ha già lanciato l’invito a partecipare a una nuova manifestazione di protesta da tenersi a un anno esatto dalla marcia sull’ospedale dello scorso ottobre.
«Vedendo che la manifestazione dello scorso 15 ottobre non ha condotto a cambiamenti evidenti, - ha sottolineato il primo cittadino di Locri - assieme alle associazioni continuiamo a lanciare un grido di allarme che riguarda tutti i cittadini, senza differenza di ceto sociale. Tutti, infatti, abbiamo bisogno dell’ospedale di Locri, perché non possiamo permetterci di andare a Reggio Calabria, a Polistena o in altri centri della Regione per avere delle prestazioni sanitarie. Togliendoci questi servizi, infatti, ci stanno togliendo un diritto, qualcosa che tendiamo a dimenticare. Con la chiusura delle cliniche private, poi, ci sarà sicuramente un aumento dei pazienti che richiederanno all’ospedale di Locri un numero maggiore di prestazioni con il rischio, considerata la carenza di personale, che i medici facciano turni massacranti facendo aumentare le probabilità di perdita della lucidità e di andare incontro a disgrazie. Noi chiediamo semplicemente di avere la giusta attenzione nei confronti della nostra struttura. Ho letto che il commissario ha rispolverato i 14 milioni che servono a ristrutturare l’ospedale, ma non è la prima volta che sentiamo parlare di questa favola. Ci possiamo augurare che questa volta si vada fino in fondo pur comprendendo le mille difficoltà rappresentate dalla burocrazia italiana, ma questa somma continua a non essere impiegata e questi fondi, da 25 milioni, sono diventati 22, poi 18, oggi 14. Chiediamo un intervento del Ministero dell’Interno per poter sfruttare quanto prima questa somma onde evitare che i milioni diventino 11, 7 e, infine, nulla. Per questo siamo qui l’8 agosto: per reclamare questo diritto».
«Partecipiamo settimanalmente a tavole rotonde e consulte per trovare soluzioni che implementino il turismo - è intervenuto il sindaco Pietro Fuda - Ma il turismo richiede servizi: immaginate una famiglia di turisti che, sfortunatamente, deve andare incontro a una prestazione sanitaria. Se i residenti sanno a chi rivolgersi in caso di emergenza nonostante le carenze delle strutture, chi non ha riferimenti non può fare altrettanto. Venendo meno la sanità viene meno uno degli elementi indispensabili a dare sicurezza al territorio. Leggevo su qualche testata giornalistica che ortopedia chiude. Si tratta di una notizia sciocca: è l’ospedale a essere chiuso e ortopedia è solo un tassello che si aggiunge. Qualche giorno fa doveva essere pubblicato un bando di 11 milioni per la Casa della Salute di Siderno, ma è scomparso nel nulla. Questo è accaduto perché gli elaborati non erano adeguati alla nuova legge di Cantone, ma è pure vero che l’adeguamento si sarebbe potuto fare in tempi stretti, considerato che il bando della Casa della Salute è andato incontro alla legge Cantone per inerzia, se pensiamo che a Reggio hanno tenuto gli elaborati fermi per vincoli burocratici per ben 23 mesi. Fosse stato pubblicato il bando, a quest’ora sarebbe stato affidato e avremmo recuperato il tempo perduto in precedenza. Oggi ci si appella ai 14 milioni di euro per Locri come se li avessimo scoperti questa mattina, ma non è un problema di risorse, bensì di capacità di spesa. Le strutture mancano non perché non sapessimo dei fondi, ma perché non siamo stati in grado di impiegarli. Siamo disponibili a qualsiasi incontro costruttivo, ma non vogliamo nemmeno essere presi in giro o sentirci dire cose che, in passato, già si sono rivelate soluzioni inattuabili. La conferenza stampa di questa mattina si è tenuta in numero ristretto ma siamo certo che tutti i sindaci della Locride condividano il grido di protesta e di allarme che stiamo lanciando, soprattutto in un periodo in cui di turismo viviamo e in cui è ancora più evidente che sono tante le prestazioni sanitarie per cui dobbiamo recarci a Reggio o altrove».
«La salute del cittadino è un diritto che, in un territorio marginale come il nostro deve essere a maggior ragione fondamentale. Dobbiamo essere dalla parte dei più deboli e dei più poveri, che non hanno mezzi e forze per raggiungere le strutture più qualificate. Un territorio che non ha attenzione nei confronti della salute del cittadino, necessita grande impegno da parte della politica e si può giungere a soluzioni estreme come quella della grandi manifestazioni pubbliche dell’anno scorso o del prossimo 15 ottobre, ,ma le cose dovrebbero essere risolte in modo differente, richiamando l’attenzione su un diritto fondamentale dei cittadini. La nostra terra necessita di un servizio sanitario che guardi anche al turista, come affermava il sindaco Fuda, ma principalmente perché senza un servizio di base non può esserci sviluppo territoriale. Certi fenomeni, anche negativi, sono legati a doppio filo a tutto il nostro sottosviluppo. Pertanto - è stato concluso - se volgiamo bene alla nostra terra dobbiamo fare in modo che le cose cambino in pochissimo tempo».

Autore: 
Jacopo Giuca
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