Franco Crinò (Casa delle Libertà): "Dobbiamo fondare la nostra politicà su serietà, concretezza, impegno, coraggio e professionalità"

Ven, 21/11/2014 - 16:32

Perché ha puntato su Wanda Ferro?

La fiducia e la stima nei confronti di Wanda Ferro le avevo già  manifestate  dal mese di giugno scorso, quando le avevo garantito il mio sostegno nelle eventuali primarie di centrodestra.  Non ci voleva molto a capire, senza niente togliere a nessuno, che Wanda è la più brava di tutti noi e chi non l’ha creduto ha fatto solo perdere tempo e altra credibilità alla politica.

È una donna che si è distinta per capacità politiche e amministrative alla guida della Provincia di Catanzaro e la sua candidatura a Presidente della Regione rappresenta un’occasione unica per tutta la Calabria, un’opportunità che la nostra terra non può lasciarsi scappare se vuole davvero intraprendere un  cammino di rinnovamento. Inoltre come prima donna candidata alla guida della nostra regione dimostra l’importanza ed il valore aggiunto che nasce dal sempre maggiore coinvolgimento delle donne in politica.

Quali sono le caratteristiche della Ferro che le danno fiducia e quali cambiamenti  pensa che queste possano comportare  

E’ un’amministratrice competente ed appassionata ed ha sempre dimostrato un grande attaccamento al territorio, la sua candidatura  non può che inorgoglire l'intera comunità politica del centrodestra. Rappresenta inoltre esempio di serietà, concretezza, impegno, coraggio e competenza.

La scelta di puntare su un’amministratrice così amata dai cittadini  risponde in pieno alle attuali esigenze storiche che vedono la politica “obbligata” ad essere rappresentata da persone che siano credibili.  Una buona politica è quella che si fonda sull’esigenza di relazionarsi con gli altri per interpretare umori e desideri degli elettori e porre le basi per il rilancio della nostra Regione e per costruire insieme un nuovo percorso fondato su serietà, concretezza, impegno, coraggio e professionalità.

Per far ripartire la macchina burocratica sarà necessario un’inversione di tendenza. Quali sono gli elementi che secondo lei hanno impedito già alle precedenti amministrazioni di metterle in atto? 

Sicuramente l’ eccessiva burocratizzazione. Credo che si debba ripensare ad una  Regione come più snella, lavorando ad una “semplificazione regionale”. Un obiettivo importante dovrebbe essere la facilitazione dei processi, l’accesso, la sburocratizzare, partendo ad es. dalla semplificazione delle leggi e dei regolamenti regionali. Per esempio se devo aprire un’attività devo aver ben chiara la normativa di riferimento che non può essere un mare magnum nel quale è difficile navigare. Ovviamente semplificare non significa impoverire, anzi, snellire e rendere più accessibili le informazioni può costituire una risorsa in termini di efficienza e di tempo a disposizione.

Alla realizzazione di quali progetti, secondo lei , bisognerà dare precedenza?

Gli ultimi  rapporti, purtroppo, confermano  tutta la gravità di una crisi occupazionale che attanaglia il Sud e ripropone, come prioritaria, l’esigenza di un intervento urgente e costante, un confronto anche a  livello centrale  tra i ministeri del Lavoro e dello Sviluppo Economico,  affinché si mettano in campo tutte le misure necessarie per creare nuova occupazione. Data la saturazione dei posti di lavoro negli enti pubblici, è evidente che non può esserci crescita, sviluppo e, dunque, occupazione, senza un sostegno concreto alle imprese che operano al Sud. E’ necessario sostenere ed agevolare l’insediamento sul territorio di nuove attività produttive. A tal proposito proporremo la possibilità di   un'esenzione totale, per le imprese "start-up", dei contributi fissi INPS IVS al primo anno di vita dell'impresa, con eventuale accredito della contribuzione figurativa, ed una contribuzione a percentuale crescente al secondo e terzo anno, in modo da calibrare il prelievo contributivo sulla base degli utili conseguiti. Ciò consentirebbe il successo delle iniziative d’impresa, così incoraggiata, e un rafforzamento del sistema produttivo.

Fatte salve queste cose, le grandi quantità di lavoro domandate potranno venire soltanto dall’apertura di grandi cantieri: ecco perché bisogna schierarsi per il si al ponte sullo stretto, ecco perché non bisogna mai stancarsi di chiedere l’ammodernamento della Statale 106.

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