Gli anziani, una risorsa

Lun, 24/04/2017 - 12:42
Il dato reale

Gli anziani che hanno 65 anni o più in Italia nel 2016 sono il 22,30% (12,276 milioni) della popolazione (che é di 60,580 milioni), 55,551 milioni sono italiani e 5,029 milioni sono stranieri legalmente residenti da noi. Il numero di anziani di una regione del nord è superiore del 10% rispetto a una del sud: contano i servizi che vengono offerti. Al sud si vive 3 anni in meno, perché il sistema sanitario nazionale, per esempio, è migliore al nord. L’aspettativa di vita è di 80,3 per gli uomini e di 85 per le donne. Gli anziani non garantiscono solo l’esperienza, ma hanno anche voglia di apprendere, aiutano figli e nipoti, sono una risorsa economica e culturale. Nel 2014 i pensionati erano 16 milioni, 12 milioni over 64, 3,4 milioni compresi tra i 40 e i 64 anni, 600 mila i pensionati con meno di 40 anni che, considerata l’aspettativa di vita (abbiamo detto intorno agli 80 anni), usufruiranno dell’assegno pensionistico per altri 40 anni e qui inizierebbe il discorso sull’equilibrio dei conti. Sul mondo degli anziani, Giampaolo Pansa, compiuti gli 80, ha scritto “Vecchi, folli e ribelli”. Hanno voglia di gustare la vita, dicono la loro (“nel voto per la Brexit sono stati decisivi”), pensano ad andare in gita, vivono le “distrazioni” per “passione o per soldi”. Un libro da leggere, per non pensare agli anziani che stanno sempre e solo in ansia perché debbono prendere a orari giusti le medicine giuste (non tutti hanno la possibilità di acquistarle), per assicurarsi se c’è il pulmann per le Terme, se il sindaco va per le lunghe con i lavori di manutenzione dei giardinetti o se il governo può fare una trattenuta sulle pensioni, ansiosi per la fila lunga che li aspetta alla Posta, per le indicazioni “difficili” stampate sulle buste dei prodotti alimentari, per le mandate della chiave della porta di casa (forse erano cinque e non quattro), per gli occhi che si spalancano già alle primissime ore del nuovo giorno. Gli anziani non devono essere visti come superati, “ormai sconfitti” e i giovani di oggi debbono giocarsi la loro partita, non sentirsi già “sconfitti” in partenza.

Autore: 
Franco Crinò
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