Gli imprenditori: solo con noi la Calabria può abbattere la crisi

Mer, 12/08/2015 - 16:23

«Il problema della disoccupazione, di cui tutti parlano continuando a lanciare allarmi e che sta toccando livelli assurdi in questa nostra Calabria, può essere risolto solo dagli imprenditori».  non ha dubbi sulla sfida del mercato, argomento della quinta serata di , declinato ieri sera a Cannitello di Villa San Giovanni in una gremitissima piazza Chiesa, partendo dai “sapori di mare”.
Oltre ogni previsione meteo, alle 19 era tutto pronto sul Lungomare villese per ospitare gli oltre 600 cittadini e turisti che hanno risposto all’iniziativa dell’ass. Luce sullo Stretto. Una cena all’aperto per raccogliere i fondi necessari ad aiutare i «fratelli meno fortunati», come ha spiegato . «Padre Antonio Carfì, uno dei pochi che ha saputo unire due parrocchie, ci ha indicato la strada. Non solo Sapori di mare, anche Betlemme sullo Stretto, il presepe vivente costruito in sinergia con le amministrazioni comunale e provinciale, che lo scorso anno ha sfiorato i 15mila visitatori».
Musica, degustazione, animazione di Benvenuto Marra e Giorgio Casella, infine la serata della rassegna socioculturale patrocinata dalla Provincia di Reggio Calabria e dai Comuni di Scilla e Villa San Giovanni, promossa dall’associazione culturale Farcose e organizzata da Sabbiarossa Edizioni in collaborazione con Progetto 5 e il Network Touring.
Un dire condiviso che parte dal fare. E Callipo è entrato in modo diretto nel vivo della questione sollecitata da Paola Bottero e Alessandro Russo, ideatori e conduttori della rassegna che anche ieri sera ha acceso gli animi della platea, con continui applausi di approvazione e condivisione. «Siamo noi, gli operatori economici, ad assumere. A creare lavoro vero» ha spiegato l’imprenditore di Pizzo. «La politica dovrebbe aiutarci con le giuste strategie e con atti reali, smettendola di cercare di dare mestieri occasionali e clientelari a povere gente che è stata illusa e continua a essere illusa, scambiando il lavoro con uno stipendio a tempo. È mancato un buon timoniere: siamo ricchi, ma non sappiamo valutare le nostre potenzialità e creare un vero mercato economico».
Fare impresa in Calabria è una sfida costante e continua, come ottimamente sottolineato anche da , che è riuscito a creare una realtà importante come la Fattoria della Piana «trasformando un problema in opportunità. I rifiuti prodotti dall’allevamento dei bovini e caprini da latte possono diventare una risorsa: abbiamo creato un sistema che li trasforma in energia elettrica e termica, ed oggi raccogliamo anche gli scarti di aziende vicine, come quelli del limoncello di Caffo, creando un sistema virtuoso ed ecosostenibile, che sta diventando sempre più forte».
Creare rete, creare sinergie. Questo l’imperativo categorico venuto fuori da ogni serata di seaTOURING, e perfettamente illustrato anche ieri sera. Sempre Basile: «Ci siamo abituati alla bellezza di questa terra, non riusciamo più a vederla, né a capirla. Dobbiamo lavorare per far rimanere qui i nostri giovani, come stiamo facendo con i progetti di alternanza scuola/lavoro: quest’anno abbiamo selezionato i quattro migliori ragazzi, che resteranno a lavorare con noi».
Bellezza e ricchezza del territorio. Produzioni uniche, come quella del bergamotto. H&AD è una realtà consolidata a livello internazionale che lavora sulla jonica, a Bianco, e che produce «economia e salute dagli scarti del bergamotto», come ha spiegato perfettamente la sua Ad, . «Lavorare con l’estero è stata una scelta aziendale, è diventata una grandissima opportunità. Oggi serviamo il mercato mondiale, soprattutto gli Usa e l’Est, e il nostro fatturato arriva soprattutto da partnership internazionali. Ci siamo dovuti consolidare nei mercati internazionali per incuriosire Polifarma. Oggi Angelini vende i nostri prodotti, che hanno un riscontro scientifico incredibile non solo per i problemi di colesterolo, trigliceridi e glicemia, ma per i tanti benefici che ormai sono riconosciuti a livello mondiale. Ora stiamo studiando anche l’impatto di altre risorse del territorio sulla salute».
Fare impresa significa puntare sulla qualità. , che ha raccontato nel suo ultimo libro le “storie di successo” raccolte in Calabria, declina perfettamente le differenze tra imprenditori e “prenditori”, come li ha definiti da tempo Callipo: «Anche la 488 è diventata un’occasione di rapina. Come i barbari sono arrivate truppe di prenditori coprendo ogni spazio del porto di Gioia, hanno preso i soldi e sono spariti. Eppure quei fondi servivano per creare nuovi posti di lavoro. I loro. La qualità è l’unica risposta possibile, e qui ce n’è tanta, ma non viene aiutata. Pensiamo alla Casmez: con l’intervento straordinario non ha coperto nemmeno l’ordinario. Una politica inadeguata, che deve cambiare testa, tempi, modalità, ha reso ancora più insostenibili gli sforzi della nostra impresa buona. Ma attenzione: la politica non è sporca, viene sporcata. E deve reimparare a guidare tutti i processi, a partire dalla sburocratizzazione».
Parla prima con il cuore di imprenditore (nella grande distribuzione) : «Spesso i politici vanno in giro per il mondo non per promuovere, per lavorare per il territorio, ma per farsi un viaggio. Sono distratto o non ho mai visto un reale piano di sviluppo? Fare impresa qui è una scommessa continua, piena di sacrifici. Possibile che tutti gli imprenditori con cui parlo hanno avuto solo problemi con la classe dirigente calabrese? Eppure anche stasera abbiamo con noi vere eccellenze: le loro aziende meriterebbero aiuti di tutti i tipi». Poi passa al ruolo di vicesindaco di Villa: «Dobbiamo imparare a essere più generosi, partendo da un nuovo modo di vivere la burocrazia. Ripeto sempre la stessa cosa: dobbiamo saper apprezzare i politici e i loro sforzi, quando li fanno, e condannarli nelle urne, con il mancato voto, se hanno deluso le aspettative. Merito a chi lo merita».
Politica di servizio e di aggregazione è anche quella di : «In Provincia abbiamo appena istituito un tavolo tecnico del turismo, per mettere in rete tutti gli attori del territorio reggino: Proloco, Comuni, associazionismo, associazioni di categoria, e tutti i portatori di idee e istanze, per iniziare quel percorso virtuoso mancato finora. La Calabria soffre per la responsabilità e l’inadeguatezza della classe dirigente – di destra, di centro e di sinistra: il fallimento non ha un colore politico: è così distaccata dal territorio e dai problemi reali da dare ragione alla gente che non ha più fiducia. Eppure potremmo vivere di turismo 12 mesi l’anno. Potremmo smetterla di essere il fanalino di coda di questa Italia iniziando a mettere in rete le nostre potenzialità».
Potenzialità che sono storia, pratica, conoscenza. Come quella di , una famiglia di pescatori, una risorsa di Cannitello, conosciuta ovunque per l’eccellenza nella ristorazione e nell’accoglienza. «Esplodiamo all’estero, non riusciamo a farlo qui. La burocrazia stritola, la stampa insiste sulle negatività e non si preoccupa di parlare delle storie positive che sono la vera ricchezza di questa terra. Abbiamo tutto, ma finché non riusciremo a renderlo risorsa per l’intero territorio sarà come avere niente. Abbiamo trascurato troppo la cultura, vero e unico volano di sviluppo come promessa di benessere, capacità di sognare e pensare in modo concreto. Dobbiamo imparare a raccontarci meglio, a raccontarci a tutti».
Rete, pensiero condiviso. È Callipo a semplificare l’approccio: «Quando ho problemi in azienda li risolvo andando a parlare con gli operai, con chi è sulla linea, e non cercando soluzioni a tavolino. Dobbiamo imparare a capire e affrontare i problemi reali, liberandoci dell’individualismo che è uno dei veri mali di questa nostra Calabria».

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