Gli studenti: Repetita iuvant

Sab, 03/12/2005 - 00:00

“Repetita iuvant”? presso i romani, si! Ripetendo gli stessi sbagli, alla fine si traeva insegnamento. Ai nostri giorni viste le vicissitudini del nostro Istituto, siamo pronti a sostenere il contrario. Ormai, né siamo quasi certi, tutti sono a conoscenza del grave disagio in cui la nostra scuola continua a trovarsi, anzi possiamo affermare che tali disagi si sono aggravati. Basti pensare che alcune classi, che dovevano restare solo un mese a fare lezione nei laboratori multimediali, in quello di fisica, nella palestra, nell’aula audio-visiva e nella sala docenti visto che tacitamente sono passate inosservate le date di consegna (l’ultima il 25 novembre) da parte di chi era preposto a tale compito. Ci sembra inutile continuare a descrivere dettagliatamente tale situazione di precarietà perchè l’elenco sarebbe lungo; vogliamo, invece ribadire al responsabile del procedimento, ing. Caminiti, all’arch. Sanci, e non ultimo all’Assessore Pochiero, che in prima persona si era impegnato a “far consegnare i locali entro e non oltre il 25/11/2005”, che: - “l’enfasi emotiva e la preoccupazione” che vengono attribuite al corpo docente e agli studenti non sono “fuori luogo”, perché si vive in uno stato di precarietà che lede gravemente i diritti degli studenti e degli operatori della scuola; - nessuno ha strumentalizzato la protesta studentesca perché gli studenti hanno dato prova di grande senso di responsabilità, dimostrando serietà e adeguata maturità - la scolaresca dichiara che sarà tranquillizzata non dalle parole che sono state molte e inutili, ma dai fatti e soprattutto quando vedrà che gli enti preposti rispettano i principi di legalità, di correttezza e di trasparenza e auspica che “repetita iuvant” sia insegnamento valido anche al di fuori delle aule scolastiche.

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Gli studenti
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