Hanno ammazzato Siderno. Ma Siderno è viva

Sab, 12/05/2012 - 11:45
Hanno ammazzato Siderno.  Ma Siderno è viva

Siderno Group o Siderno l’amalfitana? Qual è la vera natura del baricentro economico della Locride? ‘Ndrangheta o dinamismo commerciale?
Siderno è una città di mare minacciata. Lunga quattro chilometri e larga 1800 metri. Sottile. Si è piegata negli anni all’azione brutale di guardie e di ladri, ma né gli uni  né gli altri l’hanno spezzata.
Dal suo corpo debole rinasce la coda. Siderno non s’inceppa e sfodera ogni volta la sua arma vincente: l’investimento. Siderno ci crede. Spruzza stelle nel cielo, come nessun’altra nella provincia. Più le calano addosso oscurità, più spruzza. E sono sciami lucenti, insegne di ogni colore e ritmo hanno inaugurato il post crimine. Sparse ovunque, brillano a macchia di leopardo lungo le sue vie.
C’è fatica, sudore e fiducia. Cè fede in questa nuova rinascita.
Siderno è viva: lungo questa città, attorno a questa città, ci sarà sempre un futuro.
C’è un passaggio in “Chiedi alla Polvere», il capolavoro di Jhon Fante, dove il protagonista Arturo Bandini riflette davanti al deserto che avanza:
« Il deserto(Las Vegas) era lì, come un bianco animale paziente, in attesa che gli uomini morissero e le civiltà vacillasero come fiammelle, prima di spegnersi del tutto. Intuii allora il coraggio dell’umanità e fu contento di farne parte... l’uomo era un mezzo indipsensabile per tenere lontano il deserto.