Helvetia-Milano andata e ritorno

Dom, 23/09/2018 - 16:20
Giudiziaria

Nel corso dell’indagine denominata Helvetia, della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, a casa di un indagato è stato acquisito un archivio di straordinario interesse contenente formule e rituali, ma anche regole di vita ‘ndranghetistica. Fra l’altro è stato rinvenuto e sequestrato un manoscritto da parte della polizia federale svizzera su rogatoria dell’AG distrettuale di Reggio Calabria che costituisce la formula rituale per la concessione della dote del Vangelo.
Come si forma il Vangelo.
Sotto il nome di Peppe Giusto e Peppe Ignazio e Peppe Buono e nostro Signore Gesù Cristo che della terra morto risuscitò in cielo e noi saggi fratelli e formato questo sacro vangello
1 votazione a nome di Peppe Buono e Peppe Giusto e Peppe Ignazio e nostro signore non faccio altro a passare la mia prima votazione sul conto del compagno tizio se fino a questo momento lo conoscevo come un santista da questo momento in poi lo riconosco come un compagno di vangelo fatto a voce
2 votazione a nome Santo Giusto, Santo Ignazio e Ciccu bonu, e del nostro Signore Gesù Cristo passo la mia seconda votazione sul conto del compagno tizio. Se fino a questo momento lo riconosco come un compagno di vangelo fatto e non fidelizzato. Si sforma, si fedelizza e poi si forma.
3 votazione a nome Santo Giusto, Santo Ignazio e Ciccu bonu, e del nostro Signore Gesù Cristo passo la mia terza votazione sul conto del compagno tizio. Se fino a questo momento lo conoscevo come un compagno di vangelo fatto e non fidelizzato, da questo momento in poi lo riconosco come un compagno di vangelo fatto e fidelizzato in questo corpo di società.
Analoghe risultanze investigative emergono nell’indagine denominata “Insubria”, della Dda di Milano. In questo caso gli investigatori hanno registrato non solo il rituale ma anche la “fidelizzazione” di quattro persone alla dote del “Vangelo”. «Al termine della recita della seconda votazione i “quattro fratelli” vengono riconosciuti come “compagni di vangelo fatti e non fedelizzati”. Si procede quindi alla “fedelizzazione”, nel corso del quale con un coltellino viene fatta un’incisione sulla spalla sinistra dei proposti. L.G. invita a fare il taglio sulla spalla destra (“tagliettino alla destra, iamu (dai, ndr.)”), ma viene corretto da M. che specifica che per il vangelo l’incisione deve essere fatta nella parte sinistra (“no, il Van… no, il Vangelo è a sinistra…”). Terminato il rito, L.G., facendo esplicito riferimento al segno poco prima inciso sulla spalla, invita tutti i presenti a ripetere la formula (“allora… dite all'unanimità… la vedo, la riconosco e la bacio”), che viene subito solennemente declamata in coro da tutti i partecipanti.
La particolare formula trova specifico riscontro nella nota indagine del 1994, infatti, la sentenza n. 1968/98 della Corte Appello di Milano, depositata il 16/05/2000 chiarisce che (pag. 181): “per il conferimento della "dote" di "vangelista" si giura davanti a una pistola e viene poi tracciata una croce sulla spalla sinistra, che tutti i componenti del circolo baciano…”. Proseguendo con la cerimonia, L.G. invita i nuovi quattro “vangelisti”, a ripetere la formula del giuramento, facendo stendere la mano destra (“giuro… di non abbandonare e non rinnegare mai i miei fratelli) …». «Terminato il rito della “fedelizzazione”, L.G. sforma la società del “Vangelo” e i “premiati” ricevono le felicitazioni degli amici. Nel momento di euforia si sente P.A. che ringrazia per gli auguri ricevuti e una voce che si complimenta con B.M.». Al rituale, conclusosi con lo scioglimento della Società, seguiva una fase di indottrinamento durante la quale i «i nuovi promossi» venivano ammoniti «sull’obbligo di riservatezza che deve circondare il nuovo status acquisito, anche in occasione di confronto con altro affiliato del quale si conosca la dote posseduta».

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