Ho avuto la fortuna di conoscere un monumento della Locride

Ven, 24/01/2020 - 17:00

Penso che Rocco Crisarà meriti un degno ricordo, anche se molti dei nostri lettori non lo conoscono. È stato un imprenditore che ha corso in modo dannato, in questi anni, per arrivare sempre primo, per far crescere la sua azienda, la Locride, la Calabria.
Ho conosciuto Rocco Crisarà al tempo di Pinone Morabito presidente della provincia, se non sbaglio nel 2006 o 2007. La prima volta che sono stato invitato nella sua azienda, fu per un pranzo di lavoro con il titolare della famosa “Ponti”, azienda che acquistava da loro i sughi pronti. Rimasi molto colpito da questo piccolo grande uomo che vendeva bene i suoi prodotti. Quel giorno ci siamo divertiti. Mi ricordo che venne anche a suonare Mimmo Cavallaro con il suo socio dell’epoca, Cosimo Papandrea, che era di quelle parti.
Durante quel pranzo, Rocco mi fu presentato da un galantuomo della politica, Totò Scali. Mi disse di avere molta stima di noi, il giornale era in una fase di crescita costante, e iniziava a essere conosciuto anche fuori dalla provincia. Così, dicevo, Scali, che era in quel momento assessore provinciale all’agricoltura, iniziò a parlarmi dell’impresa monumentale messa in piedi da Rocco Crisarà. Lui ascoltava divertito, sapeva che stavamo parlando di lui, della Saor che in quella fase storica produceva sughi pronti, tutti realizzati a Gioiosa Jonica, nell’impianto in cui ci trovavamo, distribuiti in Italia con il marchio “Ponti” mentre già in quel periodo l’azienda cominciava a produrre pure qualcosa anche per l’estero (Sud Africa, Francia, Spagna…) con marchi propri.
Scali mi raccontò dell’impianto nato qualche anno prima, ai tempi della legge 488, se non erro intorno al 1998, dunque in pieno governo Prodi. La 488 fu l’apripista dei grandi finanziamenti europei in Calabria, era una legge importante per cifre e dedicata a grandissime aziende di produzione. Le cifre sovvenzionate convinsero i grandi progettisti del nord a decentrare le produzioni in Calabria nel tentativo, poi rapidamente scoperto, di fregarsi i soldi. Il progetto di Crisarà, infatti, fu inizialmente bocciato mentre passarono una valanga di proposte farlocche, ma quando un importante politico comprensorio si recò a Roma dopo l’uscita delle graduatorie e batté i pugni sul tavolo, anche il progetto di Crisarà fu valutato con attenzione e passò. Delle aziende che godettero di quel finanziamento l’unica ancora operante in Calabria è proprio la Saor.
Da lì, Rocco mi raccontò, partì spedito per cercare di conquistare più mercato possibile, sapeva di avere l’asso nella manica, ovvero la qualità dei prodotti della nostra terra, e il cuore dei suoi dipendenti tutti fidati, la mentalità e la spregiudicatezza europea che aveva acquisito negli anni precedenti. Da quel giorno, per fortuna, sono capitate molte altre occasioni di incontro e confronto, mi rimane sempre l’immagine dell’uomo che pensa già al dopo, al domani, a come costruire il futuro. È stato uno dei pochi clienti ad acquistare degli spazi pubblicitari per invitare le aziende agricole a realizzare produzioni di qualità, per affermare che lui avrebbe comprato tutto quello che serviva per la produzione di determinati sughi. Ogni volta che salivo a Gioiosa Jonica lo stabilimento si rivelava in continua crescita, in allargamento.
Rocco era così, era forse il titolare della più grossa azienda della Locride, ma non per questo ambiva a premi o riconoscimenti. La sua soddisfazione era il mercato, gli affari, la vittoria sì, ma del suo territorio.
Proprio poco tempo fa mi aveva raccontato di come aveva conquistato un mercato in Inghilterra: era contento come un bambino, sentiva, nel successo di quelle sfide, un orgoglio particolare, perché chi comprava i suoi sughi lo faceva per il profumo che questa terra emana una volta aperti quei barattoli. Lui era soddisfatto anche del fatto che la gente apprezzava i suoi prodotti, figli di una terra che invece veniva considerata male dai media di tutte le nazioni dove vendeva i suoi sapori.
Eppure, questo umile gigante della nostra terra, è morto per un incidente domestico a Torino, una cosa inusuale e inaspettata. Per fortuna la città di Gioiosa Jonica gli aveva reso omaggio per come meritava appena questa estate; nessuno pensava che sarebbe stata l’ultima occasione pubblica per Rocco Crisarà, ma la vita ha una sola certezza, e quando arriva dobbiamo rispettarla.
Ciao Rocco, che la terra ti sia lieve.

Autore: 
Rosario Vladimir Condarcuri
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