HUBCULTURA: nuova opportunità di programmazione strategica

Dom, 25/09/2016 - 16:34
Il territorio interessato dal progetto HUBCULTURA ha una dotazione di risorse culturali, ambientali e storiche e di attrattori culturali in grado di rappresentare un elemento di competitivitŕ territoriale su scala non solo nazionale ma, anche e soprattutto, internazionale.

Il Bando del Ministero dei Beni Culturali, sulla valorizzazione e messa in rete dei beni culturali, prevedeva che potessero partecipare Comuni o associazioni di Comuni con popolazione di almeno 150 mila abitanti. Il vincolo della popolazione è stato la sfida e l’occasione per un’aggregazione storicamente mai realizzata. Infatti, l’animazione intorno al bando si è indirizzata, principalmente, verso il superamento della visione ristretta del primato comunale, a vantaggio della progettualità di area vasta. Il risultato è stato la straordinaria convergenza   di ben 64 Comuni e 199.148 abitanti, ricadenti su tre province (Reggio Calabria, Catanzaro e Vibo Valentia), che insieme agli elementi prodromici dei versanti Jonico e Tirrenico, dei Parchi d’Aspromonte e delle Serre, hanno permesso di elaborare la strategia integrata di scala territoriale, denominata “HUBCULTURA: tra Jonio e Tirreno, Serre ed Aspromonte, per la valorizzazione integrata del patrimonio culturale”.
Mettere insieme Scilla, i Comuni della Vallata del Gallico (da Villa S.G. a Santo Stefano in Aspromonte), i 42 Comuni della Locride, il distretto delle Serre e quelli dell’Unione del basso Jonio Catanzarese (da Guardavalle a Davoli) è frutto di una visione strategica del territorio, in termini di complementarietà, e dalla lettura per evidenze, emergenze ed identità, qual è il capitale storico-culturale incentrato su torri, borghi e castelli. Questo approccio è diventato il vero valore aggiunto dell’integrazione richiesta nel bando, che evidenzia in maniera assoluta la capacità di coesione, condivisione, visione e convergenza verso l’azione integrata di sistema, che ha permesso di superare il limite oggettivo, legato ad una realtà territoriale frastagliata e polverizzata di Comuni piccoli o anche piccolissimi.  Il partenariato è stato ulteriormente qualificato dall’adesione del Segretariato Regionale dei Beni Culturali, del CNR, delle Diocesi (in qualità di titolari dei beni ecclesiastici), delle Università, degli Istituti Scolastici, di Associazioni di categoria, di Associazioni Ambientali, Culturali e Turistiche.
Storicamente non si era mai realizzata una tale convergenza e capacità di aggregazione intorno ad un'unica proposta progettuale. Il territorio interessato dal progetto HUBCULTURA ha una dotazione di risorse culturali, ambientali e storiche e di attrattori culturali, che sono elementi di competitività territoriale su scala non solo nazionale ma, anche e soprattutto, internazionale. Infatti, l’area mantiene in maniera evidente i caratteri di integrità, tra l’inestimabile contesto paesaggistico del Parco Nazionale dell’Aspromonte e di quello Regionale delle Serre, le spiagge del versante ionico e le scogliere di quello tirrenico, i borghi, che si affacciano sulle fiumare, le torri ed i castelli, permanenze storiche e sentinelle delle radici identitarie.
Infatti, HUBCULTURA prevede l’attivazione di un HUB luogo fisico e virtuale, da intendersi come strumento di facilitazione, di programmazione e di progettazione, punto di riferimento per enti locali, stakeholder pubblici e privati, singoli cittadini o associazioni. Esso avrà una dimensione IN ed OUT, in quanto luogo di propulsione di strategie, metodologie, informazioni, opportunità, ma soprattutto di programmazione e progettualità, attraverso la raccolta di fabbisogni espressi ed inespressi, partnership,  idee.
Se sul piano amministrativo compete alla Città Metropolitana garantire la organicità degli atti, è evidente come il master plan “HUBCULTURA: tra Jonio e Tirreno, Serre ed Aspromonte, per la valorizzazione integrata del patrimonio culturale”, muova nella visione metropolitana, dando uno straordinario contributo di competitività ed attrattività alle aree di rilevanza culturale di evidenza strategica regionale, al di là dei confini comunali.
Il Sindaco di Palizzi, Comune Capofila

I 64 comuni che hanno scelto di aderire a HUBCULTURA hanno dimostrato di aver raccolto la sfida suggerita  più volte  dall’Unione Europea che sostiene che un’efficace politica di valorizzazione del patrimonio culturale deve prevedere un approccio integrato che, insieme alle evidenze storico, artistiche ed architettoniche, consideri anche il territorio in cui esse sono inserite, compresi i soggetti pubblici e privati che a vario titolo vi operano. I 64 comuni con HUBCULTURA hanno scelto di trasformare il patrimonio culturale in una reale leva di crescita economica e occupazionale  sostenibile e inclusiva”.
HUBCULTURA permetterà di  attivare strumenti e investimenti sul patrimonio, ridare centralità alla cultura e favorire una politica di filiera da intendersi come rivoluzione culturale a fini di sviluppo economico. HUBCULTURA  è una governance cooperativa e policentrica che sappia integrare società civile, privato sociale, imprese, istituzioni pubbliche, università e scuole.”

Il patrimonio:
Il fil rouge del territorio passa in maniera lampante nel percorso tra Torri e Castelli che ancora oggi sono testimonianza di un glorioso passato a Monasterace, Riace, Sant’Andrea Apostolo dello Jonio, , Grotteria, Stilo, Gerace, Calanna, Scilla, Gioiosa Jonica, Palizzi, Sant’Ilario dello Jonio,  Caulonia, Grotteria, Ardore, Scilla, Villa San Giovanni.
L’area interessata dal progetto vanta una dotazione invidiabile ed invidiata di piccoli Borghi nonche 3 dei cinque borghi più belli di Italia in Calabria ossia Badolato,Gerace e Scilla.
Il territorio interessato dal progetto vanta una serie di matrici di lettura del patrimonio e nello specifico:

  • • Evidenze preistoriche – Grotteria, Roccella, Sant’Eufemia di Aspromonte, Locri, Canolo, Santo Stefano, Gerace e Calanna
  • • Evidenze elleniche con Locri, Portigliola, Monasterace
  • • Evidenze romane con Casignana, Locri, Gioiosa Jonica, Marina di Gioiosa Jonica, Rizziconi
  • • Evidenze di archeologia industriale con le ferriere e le miniere di Bivongi, Pazzano, Stilo, Agnana, Serra San Bruno, Mongiana, Camini, Mammola, Guardavalle, Spadola i mulini ad acqua che a decine fiancheggiano, ancora, le fiumare del territorio, i palmenti antichi segno dell’antica arte vitivinicola ereditata dai coloni greci,
  • • Evidenze di culto con le resistenze greco ortodosse di Bivongi, Gerace, Mammola, con le persistenze di pellegrinaggio con San Luca, Serra San Bruno e Placanica e le rilevanze di devozione che si esprimono in feste storiche a San Luca, Isca sullo Jonio, Gioiosa Jonica, Riace, Vallelonga
  • • Evidenze culturali da intendersi come marcatori culturali d’area nel settore delle produzioni agroalimentari e vitivinicole riconosciute a livello nazionale ma anche nel settore della produzione artistica con le ceramiche, i tessuti realizzati ancora con telai a mano e gli strumenti musicali
  • • Evidenze ambientali con i paesi del Parco Nazionale d’Aspromonte  Africo, Antonimina,  Bruzzano Zeffirio, Canolo, Careri, Ciminà,  Gerace, Mammola,   Palizzi, Platì Sant'Agata del Bianco,  Samo, San Giorgio Morgeto,  San Luca,  Santo Stefano in Aspromonte, Scilla,   e del Parco Nazionale delle Brognaturo,  Mongiana, Serra San Bruno, Simbario, Spadola, Bivongi, Stilo, Badolato,  Davoli, Guardavalle, San Sostene,Santa Caterina dello Ionio 
  • • Evidenze di integrazione culturale con la best practice di Riace, paese per eccellenza dell’accoglienza
Autore: 
Walter Scerbo
Rubrica: 

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