I nemici dell’Aereoporto dello Stretto

Sab, 04/02/2006 - 00:00

L’Amministratore Unico della Sogas,
ing. Pietro Fuda, ha dichiarato:

«Da qualche mese cerchiamo di spiegare che l’aeroporto di Reggio non è in concorrenza né con Catania né con Lamezia, ma ha una funzione specifica: dare risposte all’utenza, piuttosto numerosa, dell’area dello Stretto. Il territorio vasto delle due province di Reggio e Messina, che può ulteriormente allargarsi, copre un’area che rappresenta il punto di contatto tra l’Italia e il Mediterraneo. Area che sicuramente può essere più competitiva con tre aeroporti anziché con due, e che può intercettare i flussi turistici oggi concentrati su Francia e Spagna.
Nell’assumere la responsabilità della gestione dell’Aeroporto dello Stretto, ho voluto e dovuto considerare quan-to ci fosse da colmare in materia di collegamenti, alla luce delle note carenze infrastrutturali del Mezzogiorno: a fronte del vuoto dell’alta velocità e dell’autostrada, l’unica risposta per togliere quest’area dall’isolamento era poten-ziare il trasporto aereo, vero collante della politica di coesione sulla quale insiste l’Ue. Una politica che finora non ha portato successi, avendo determinato una convergenza maggiore tra le nazioni invece che quella interna ai singoli Paesi, soprattutto nel nostro, forse a causa della conformazione geografica e della sua eccessiva lunghezza.
Favorire i collegamenti, e dunque l’interscambio, vuole dire soprattutto valorizzare le tante potenzialità, finora inespresse, dell’intera area dello Stretto. Mi pare che la strategia degli ultimi mesi di Sogas, con il sostegno deter-minante della Regione Calabria, sia stata proprio quella di coprire i ritardi, superando la vecchia cultura assistenzia-listica che ritenevamo ormai consegnata al passato inglorioso di un meridionalismo becero che non ci appartiene. Ci aspettavamo un sostegno in questa direzione, soprattutto dai parlamentari della Regione vicina, in grado di godere dei vantaggi immediati di una nuova strategia di collegamenti intermodali.
Sapevamo che l’Aeroporto dello Stretto aveva nemici, e sapevamo che erano tanti. Sapevamo che ci saremmo dovuti sforzare per superare le resistenze interne, dettate da invidie, gelosie, tentativi di condizionamenti collegati al cambio di qualche amministratore o ad un’inesistente competizione. Ma siamo sorpresi del fatto che quasi lo stesso gruppo di parlamentari siciliani che il 31 gennaio scorso hanno chiesto al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti l’impegno per una strategia di programmazione e di coordinamento del sistema aeroportuale siciliano abbia presentato, ieri, un’interpellanza sulla Sogas, in totale contraddizione con i motivi ispiratori dei precedenti atti. Dei sette firmatari, appartenenti a Fi, ho il piacere di conoscere solo Basilio Germanà, utente ed assertore convinto del ruolo strategico del Minniti, e la sua firma mi meraviglia a tal punto da supporre che gli sia stata estorta.
Da loro, come da tutti gli esponenti, siciliani e calabresi, del Parlamento, avrei gradito suggerimenti, partecipazione, azioni per lo sviluppo di un settore, quello infrastrutturale, nel quale le nostre due regioni sono le Cenerentole d’Italia. Invece il loro atto parlamentare, con il quale si cerca di entrare nel merito delle procedure interne adottate dalla Regione Calabria per la promozione del sistema aeroportuale regionale, e della successiva operatività dei nuovi voli, mi suscita domande alle quali spero, nei prossimi giorni, di avere risposte.
Nel ricordare che sarebbe bene che ciascuno guardasse in casa propria, preghiamo di non interferire con chi ha un’unica volontà: dare ai cittadini dell’area dello Stretto, calabresi e reggini, collegamenti e servizi ben lontani dagli anni bui, ormai superati, ai quali pare che qualcuno vorrebbe riportarci. Ci dispiace solo che l’11 aprile alcuni interpellanti probabilmente non saranno seduti in Parlamento, e non avranno il piacere di ascoltare la risposta ufficiale del prossimo Ministro delle Infrastrutture».

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Redazione
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