I primi 80 anni della Chiesa Santa Caterina di Locri

Dom, 23/08/2020 - 17:00

Un altro tassello si aggiunge alla ricostruzione storica della Marina di Gerace. Dopo aver ricostruito qualche anno fa la storia del palazzo municipale di Locri, Pepè Napoli esce, sempre per i tipi di Promocultura Edizioni, con il volume “Origine e sviluppo della chiesa di Santa Caterina in Gerace Marina-Locri”. È con la formazione della nuova frazione alla Marina, verso la metà dell’Ottocento, che inizia la cronistoria della prima chiesa parrocchiale. Pepè Napoli ne ha ricostruito le vicende mediante la consultazione di documenti conservati negli archivi di Stato e in quello della Diocesi di Locri-Gerace.
Il primo documento risale al 13 settembre 1843, quando il vescovo Luigi Maria Perrone chiede alla Real Segreteria di Stato degli Affari Ecclesiali il beneplacito governativo per la costruzione di una chiesa nel “villaggio marino” di Gerace, finché nel 1847 viene emanato il regio assenso per la sua edificazione. Molte furono le premure del Comune a sostegno della nuova chiesa per poter assicurare il culto alla popolazione litoranea che aveva raggiunto 1.600 abitanti.
Non passò molto tempo che si preventivò una stima dei lavori per la costruzione dell’edificio sacro e, appena un anno dopo, si adottò la stesura del progetto da parte dell’ingegnere Pietro Sansalone.
La vicenda della prima chiesa sorta alla Marina di Gerace si conclude nel 1849, quando il Ministero degli Affari Ecclesiastici comunica al vescovo di Gerace l’attesa autorizzazione ad eseguire l’opera. Il cantiere aprì nel marzo del 1850 e, fino al 31 dicembre 1851, si realizzò quanto previsto dal disegno di fabbrica, per poi proseguire a rilento a causa del venir meno delle rendite della parrocchia.
L’autore attraverso documenti, disegni e foto inedite, ricostruisce le vicende che hanno interessato questo fabbricato e l’impegno del parroco Antonio Melia per portare a compimento l’opera e dotarla di arredi. La chiesa, a causa dei mancanti finanziamenti, fu costruita a più riprese per la maggior parte con la congrua dei fedeli e la magra rendita della parrocchia.
La prima chiesa appariva come un edificio sontuoso, che l’Autore descrive con i residui documenti rintracciati e foto di fine ‘800.
La conseguente emigrazione della gente dalla secolare altura di Gerace verso la trafficata e attrezzata Marina portò al divario dei servizi usufruiti dalla sopraffatta comunità collinare, animando risentimento. La modifica poi delle circoscrizioni elettorali, fomentata anche dai pochi maggiorenti rimasti nel centro storico, causò la divisione dei due centri e all’istituzione, nel 1905, di due comuni autonomi.
Il lavoro di Napoli termina con il progetto di edificazione della nuova chiesa di tipo basilicale, a tre navate, dedicata a Santa Caterina d’Alessandria. L’edificazione del nuovo edificio sacro inizia nel 1923 per essere aperto al culto nel 1929 dal vescovo Giovanni Battista Chiappe e, il 3 luglio dello stesso anno, fu benedetta in onore della Madonna Immacolata.
Pepè Napoli propone poi un’appendice documentaria e fotografica molto interessante con documenti di prima mano.

Autore: 
Enzo Cataldo
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