I ragazzi dello zoo di San Luca

Sab, 22/12/2012 - 11:03
Estorsione e schiaffi di due minorenni a un loro coetaneo. Nessuna presa di posizione della Chiesa e delle associazione antimafia del centro aspromontano Applausi invece per la condanna del sindaco Sebastiano Giorgi: ''Brutta sconfitta per il mio paesè'
I ragazzi dello zoo di San Luca

 A San Luca sono tutti mafiosi finché non viene dimostrato il contrario?
No. Assumendoci la nostra colpa, nostra grandissima colpa, non lo possiamo affermare. Pure dinanzi a un paese che possiede tutti gli elementi per dare, ma che invece ha spesso tolto a questo territorio.
Quei bravi  ragazzi di San Luca che hanno malmenato, offeso ed estorto denaro a un loro coetaneo di Locri, hanno sentito l'odore della debolezza, poi hanno calato  senza scrupoli, davanti al piazzale della stazione ferroviaria di Locri, la loro presunta superiorità, la legge dell'appartenenza alla cosa. Lo stesso gruppo sanguigno dei loro miti. Ma hanno malamente perso. S.F., il vero eroe, un esempio per i ragazzi della Locride, l'ha battuti alla grande. La vittima minorenne della feroce spedizione punitiva è il nostro simbolo del punto e a capo: l'uomo dell'anno.
S. F., scimmiottando l'autorevole Time, è il nostro Boy of the year!
Figli di un atollo all'ombra del Santuario di Polsi, i ragazzi di San Luca, non sono i Latinos.
Ovvero, quei minorenni che terrorizzano con azioni violente i coetanei e le periferie delle grandi città europee. La propensione al crimine delle baby gang di origine sudamericana nasce da situazioni di disagio, sradicamento, abbandono, povertà, analfabetismo, mancanza di scarpe, denti cariati.
A San Luca è diverso, i pidocchi sono stati debellati da alcuni decenni, in ogni famiglia c'è almeno uno stipendio della forestale, due pensioni, un'indennità di accompagnatore, una Audi A3, un Rolex Daytona comprato a rate e un anello d'oro con pietra nera al mignolo. E ancora: aragoste a Natale, Dom Perignon a Capodanno e agnello a Pasqua. Non c'è disagio sotto la Sacra Montagna, ma rimane invece incarnata l'appartenenza alla cosa. Come rimane incarnata e fa pus coi ragazzi di Africo che non pagano i biglietti del treno e minacciano i controllori, con quelli  di Siderno che pretendono i biglietti di “dritto” nelle feste organizzate, con quelli di Monasterace che al circo siedono sulle poltrone e mai nelle gradinate.
Deviazione made in Locride che approdano quasi sempre nello stesso zoo:  dentro le gabbie speciali dell'articolo 416 del codice penale.  Fuori dallo zoo invece, tanti altri, con divise rosso accesso e la scritta «Libera show» davanti, come fossero cheerleaders, urlano slogan d'emarginazione e muovono ponpon sponsorizzati.
 Ma intanto registriamo nessuna presa di posizione della chiesa e dell'associazioni antimafia presenti nel centro aspromontano.
Tantomeno della cultura. Silente come il diabete, ma sempre più simile a quelle mostarde dolci che invece di esaltare il gusto del cambiamento, coprono muffe.  In positivo solo la dichiarazione del sindaco: «Per il mio paese è una brutta sconfitta!»

 

Ercole Macrì

 

 

 

Pastorale locridea per consolarvi a Natale di Gioacchino Criaco

 

Ci avevo pensato veramente, anche se solo per un attimo, di farvi una carrellata, dai bambini morti a Newtown ai lecca lecca rimborsati in Lombardia e Piemonte, in cui elencarvi le brutture del mondo. Per convincervi che non c’è un mondo perfetto fuori dalla Locride e l’ingiustizia dilaga allegramente dappertutto. Per farvi godere del mal comune, dimostrandovi che l’erba del vicino è secca quanto quella nostrana. L’avrei fatto se non fosse che il giornalismo e la letteratura consolatorie mi risultano stomachevoli. Il mondo è quel che è, da qualche parte si sta peggio e da qualche altra parte meglio. Ma la vita la si vive per se stessi e non di riflesso alle altre, i confronti al negativo allietano gli stolti e col male altrui non viene meno il nostro. Non vi darò miele per Natale, ma il solito fiele nel quale intingo questa rubrica. Fossi una befana vi porterei il carbone, e per farvi star male ve lo porterei a Saline. Fossi Babbo Natale non mi ci infilerei nei vostri camini. E, ora, che ho fatto il solito giro di retorica, per dimostrarvi quanto del mezzo sono padrone, vengo al punto. Non mi è piaciuto quello che è successo a Locri, e che fatti del genere accadano a ogni latitudine non mi indora la pillola. Pugni e schiaffi a un ragazzo, per duecento euro. Pugni e schiaffi per avere qualche soldo in tasca, da spendere in ricariche o macchinette. Pugni e schiaffi per sentirsi migliori, da due di San Luca. Da due nostri ragazzi, che a giro possono essere di Africo, di Platì, di Locri o di Siderno. Perché non importa la provenienza, conta quello che fanno. E ciò che fanno prova ciò che noi produciamo. E non è un bel frutto la violenza, l’arroganza. Non siamo migliori e più forti con quello. Un nostro ragazzo, ha preso pugni e schiaffi, un nostro figlio che è più figlio dei primi due. E in tutto questo non c’è una morale. C’è la pena, per quei due e per noi che li produciamo. C’è la prova di un’allegra deriva morale, che è di tanti e non di tutti. La gioia c’è solo per il ragazzo che è vittima, perché prova che qualcuno ai figli non insegna la sopraffazione.

Rubrica: