Il comune di Locri approva il “Piano della Performance”

Sab, 25/10/2014 - 16:33

È di venerdì 17 ottobre la notizia che il comune di Locri ha deciso di approvare il “Piano della Performance” per il triennio 2014-2016.
Per capire esattamente che cosa questa frase voglia dire, dobbiamo tornare al 27 ottobre del 2009 e all'approvazione del decreto legislativo n° 150 meglio noto come “Riforma Brunetta” o “Decreto Brunetta”. Nel periodo in questione, l'allora Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, preoccupato per le prospettive poco rosee alle quali andava incontro il nostro Paese appena entrato nella crisi, aveva iniziato una lotta senza quartiere nei confronti della bassa produttività e dell'assenteismo lavorativo, sfociata già nel 2008 nella promulgazione del decreto 112, ribattezzato in breve tempo “Decreto anti-fannulloni”. Il complicato iter del DDL in questione avrebbe obbligato le istituzioni a ridiscuterne le peculiarità, fino a quando, nel marzo del 2009, non venne approvata la legge, attuata definitivamente nell'ottobre dello stesso anno. Una volta pubblicato, in Gazzetta si sarebbe letto che “il decreto prevede l'attivazione di un ciclo generale di gestione della performance, per consentire alle amministrazioni pubbliche di organizzare il proprio lavoro in un ottica di miglioramento della prestazione e dei servizi resi e realizza il passaggio dalla cultura di mezzi a quella di risultati con l'obiettivo di produrre un tangibile miglioramento della performance delle amministrazioni pubbliche”.
Nel sito del comune di Locri si legge che l'attuazione del piano era già prevista dal febbraio scorso e la calda estate del sindaco Calabrese, trascorsa nella promozione con ogni mezzo della sua lotta all'assenteismo diffuso presso gli impiegati del comune, non poteva che sfociare nell'approvazione di un provvedimento tanto importante. La Giunta Comunale ha ritenuto necessario dotarsi di questo strumento con l'obiettivo di migliorare la comunicazione tra le diverse strutture organizzative, rendere più efficaci i meccanismi di comunicazione sia interna che esterna e favorire la trasparenza e la tracciabilità dell'azione amministrativa. Questi elementi verranno tutti valutati da un organismo esterno, l'OIV (Organismo Indipendente di Valutazione, anch'esso istituito a seguito dell'approvazione del decreto 150), sulla base dei dati resi disponibili dal sistema di misurazione istituzionale.
Una volta pienamente avviato, il piano seguirà contestualmente le predisposizioni della “relazione previsionale programmatica”. Quest'ultimo è un documento giuridico annualmente elaborato dal Governo e presentato al Parlamento entro il 30 settembre e prevede l'illustrazione delle caratteristiche generali del territorio, della sua economia e dei servizi messi a disposizione della popolazione prima di valutare attentamente i mezzi finanziari e le fonti di finanziamento da fornirle. Si tratta di una messa in evidenza dell'andamento dello sviluppo territoriale e della dimostrazione, in ultima analisi, delle variazioni intervenute rispetto al lasso di tempo precedente.
Il nucleo centrale del Piano della Performance è costituito dal cosiddetto “albero della performance”, un mappa concettuale che mette in evidenza i legami esistenti tra mandato istituzionale, missione della giunta, aree e obiettivi strategici e piani operativi per la loro messa in pratica. Per ognuna delle aree sopracitate è stato deciso di comune accordo un risultato atteso, composto da obiettivi strategici a loro volta articolati in obiettivi operativi. Proprio gli obiettivi strategici sono ciò che richiede che il piano abbia una durata così estesa, in quanto, data la loro particolare rilevanza, non è assolutamente semplice modificarli nel breve periodo. Programmati dunque su base triennale, vengono all'occorrenza modificati annualmente a seconda delle priorità dell'amministrazione, che attribuisce loro le risorse finanziare indicativamente dedicate allo sviluppo del singolo obiettivo. L'obiettivo operativo, invece, consiste nella definizione di azioni, tempi e responsabilità utili al raggiungimento dell'obiettivo strategico e copre un lasso di tempo molto più limitato (che può essere di un anno come di sei mesi).
In un piccolo centro come Locri, l'approvazione di questa normativa, già sperimentata con buoni risultati in agglomerati urbani più estesi, garantirà senza ombra di dubbio un'azione maggiormente efficiente e mirata da parte della giunta, che possederà finalmente una falsariga da seguire per poter soddisfare le necessità dei suoi cittadini.
Abbiamo provato con insistenza a contattare il sindaco Giovanni Calabrese per potergli chiedere un ulteriore approfondimento e avere un'idea più precisa di quali siano i punti che la giunta ha deciso di sviluppare con maggiore urgenza ma, purtroppo, la gestione della politica comunale, congiuntamente al suo impegno nella campagna per le elezioni regionali, gli hanno impedito di rispondere alle nostre domande. Oltre a confidare, dunque, che questa svolta si concretizzerà in un maggiore benessere dello stile di vita di tutti i locresi, prima ancora che di quello dei suoi amministratori, rinnoviamo al primo cittadino l'invito di dedicare un po' di tempo alle domande che sono state lasciate sulla sua casella di posta elettronica, le cui risposte troveranno sempre spazio sulle pagine del nostro giornale.
 

Autore: 
Jacopo Giuca
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