Il rosso e il nero

Ven, 31/05/2013 - 17:04
Muore nelle urne il vecchio, forse nasce il nuovo

Un commediante, che recita e replica sempre la stessa commedia, alla fine stanca, annoia, allontana gli spettatori. È quello che è accaduto a Beppe Grillo, che salta come un canguro e parla senza discontinuità come uno scaricatore di porto.  Con le elezioni amministrative del 26 e del 27 maggio ha ricevuto una mazzata della quale si ricorderà per gran tempo, ma dalla quale non trarrà nessuna lezione. Poiché lui, il Capo supremo, ha sempre ragione, soprattutto quando ha torto.
Mastica amaro anche Silvio Berlusconi, sempre più gonfio e sempre più tronfio. Il trascinatore ha trascinato nella rovina l’intero Pdl, che giunge secondo nei ballottaggi, e Roma, la lupa romana, e Brescia, la leonessa di Italia, non venendo meno alla loro natura, sbranano, almeno sinora, Gianni Alemanno e Adriano Paroli. Ma anche il Cavaliere sembra incapace di autocritica e spiega tutto con l’astensionismo. Che davvero non è né di destra né di sinistra, ed è voce di popolo che non ne può più di Brunetta, della Santanché, di Renzi e di Fassina, del loro chiacchericcio, e spontaneo e ruminato. Guglielmo Epifani è il vero trionfatore di queste elezioni. Il Pd acchiappa alcuni importanti comuni, come Vicenza, al primo turno, ed è primo nei ballottaggi dappertutto. Persino a Siena, pur dopo la scandalosa vicenda del Monte dei Paschi.
E in Calabria? Delle liste del Commediante neanche l’odore. Eppure, la capogruppo dei deputati del Movimento5Stelle è calabrese. Vuol dire che al Genovese Illustre e alla Capogruppo, ignota fino alle elezioni del 27 febbraio, la Calabria non interessa. Meno male. Grande, invece, era l’interesse del Pdl, che cercava e tentava una rivincita. Ma la Destra è in affanno, tranne che ad Isola Capo Rizzuto dove trionfa il destro Gianluca Bruno sulla derelitta Carolina  Girasole, inutilmente sostenuta da don Ciotti e dall’inviato del “Corriere della Sera”, Goffredo  Buccini.  A Corigliano la lista ufficiale del Pdl racimola appena il 3,90% dei voti, e ad Acri morde la polvere della sconfitta il candidato del centrodestra Luigi Maiorano, che Gino Trematerra voleva mandare nella vigna a far da palo. Se di tanto in tanto guardasse le lancette dell’orologio, finalmente capirebbe che l’ora dei grandi  casati, padroni di tutto, volge al tramonto.
E la Locride si dipinge di rosso a Gioiosa Jonica dove vince Salvatore Fuda  alla testa d’una lista di giovani  di sinistra  e di nero a Locri  dove  il pdiellino Giovanni Calabrese surclassa il  candidato del centrosinistra, avv. Cavo. Due volti giovani, anche se non propriamente due neofiti della politica. Comunque, il nuovo  sulle vecchie cariatidi con dimora sia a Locri che a Gioiosa Jonica. Forse noi speriamo troppo. Ma ci sembra che il vecchio muoia  e che cominci a nascere il nuovo. Che  propriamente  si concretizza nella capacità d’amministrare con la propria testa, senza inchini  ai capi. Vedremo.

Autore: 
Pasquino Crupi
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