Il Santuario della Madonna delle Grazie di San Giovanni di Gerace

Dom, 28/06/2020 - 11:30

Il culto della Madonna delle Grazie a San Giovanni di Gerace ha origini molto antiche, che devono essere collocate intorno all’anno 1000.
Si tratta, dunque, di fondazione ascrivibile a epoca bizantina, periodo in cui il culto mariano era alquanto diffuso nella Vallata del Torbido.
Nei secoli remoti la chiesetta rurale di Santa Maria degli Angeli assunse il nome battesimale di “lo monacello” perché in quel luogo viveva un religioso che accudiva la cappella; oggi, invece, viene denominato “Madonna”. In questo piccolo oratorio, con annesso romitorio, veniva infatti venerata una splendida immagine della Vergine circondata d’angeli, contenuta in un affresco murale posto nel catino dell’abside.
Nel ‘500, dell’originaria chiesetta, rimanevano soltanto alcuni ruderi sgretolati dalle intemperie e dai terremoti.
Allo stato attuale si ignora il definivo abbandono della Cappella di Santa Maria degli Angeli, anche se la tradizione, mantenuta anche nei canti popolari, vuole che venne definitivamente abbandonata intorno al 1407.
Di certo si sa che con il crollo dell’antica chiesetta nel casale di San Giovanni, in epoca rinascimentale, ha origine la Chiesa di Santa Maria Assunta (attuale Chiesa Matrice) e la seicentesca Chiesa di Maria SS. delle Grazie.
Ma un miracoloso evento si è verificato all’improvviso: l’apparizione della Vergine a Domenico Teotino, un umile fraticello della chiesa rurale di contrada San Pietro.
L’atto di fondazione risale al 13 dicembre 1649, data di emanazione di un Atto Capitolare emesso da Monsignor Domenico Mesiti, con il quale si concedeva all’Università (comune) il diritto di gestirla e amministrarla.
La chiesa venne ricostruita col contributo di tutto il popolo e inaugurata nel 1713.
Il nuovo maestoso Tempio, dedicato alla Madonna delle Grazie, risulta composto da un’unica grande navata, edificata sui resti dell’antica cappella medievale, ed era provvisto di una piccola cupola a coprire l’altare maggiore.
Nel catino dell’abside della parete di fondo vi era raffigurata la Madonna delle Grazie, circondata da angeli; c’erano, inoltre, due altari laterali dedicati a Sant’Anna e alla Madonna del Monte Carmelo.
Nella seicentesca chiesa venne, successivamente, custodita la statua della Vergine, splendido gruppo ligneo raffigurante la Madonna col Bambino, circondata da una foltissima schiera di angeli, opera superba eseguita dallo scultore romano Bernardo Valentini nel 1760.
Ma il terribile terremoto che sconvolse la Calabria il 5 febbraio 1783, pur senza radere al suolo la chiesetta, diede inizio a una serie di danneggiamenti causati, anche, dalla precarietà del terreno franoso su cui poggiavano le fondamenta.
In quella immane catastrofe la Madonna delle Grazie rimase miracolosamente illesa sotto le macerie, tanto che venne trasportata e custodita nella Chiesa Matrice di Santa Maria Assunta, dove venne venerata fino al 1892.
L’ideazione del Santuario ebbe luogo negli anni 1843/1844 a opera di Giuseppe Alberto Barlaro, allora sindaco di San Giovanni di Gerace, ma la costruzione ufficiale ebbe inizio nel 1848 su progetto dell’ingegnere d’Intendenza Francesco Lofaro.
A sessant’anni dall’inizio dei lavori la chiesa venne ufficialmente consacrata in occasione della Pasqua del 1904.
Un ruolo importante venne svolto da Monsignor Domenico Antonio Nadile (1848-1918), che si adoperò a proprie spese per la costruzione del campanile, del tetto, della volta e di tutte le decorazioni interne.
Il Santuario, composto da una sola navata sovrastata da una maestosa volta, fu decorata dal valente artista Francesco Gangemi con pregevoli stucchi e decori.
Alla sommità dell’altare maggiore, marmoreo, una splendida edicola costruita nel 1948, finemente decorata a stucchi da mastro Raffaele Pata, accoglie la statua della Madonna. Altre edicole all’interno della chiesa fanno da cornice alle statue di San Pietro e di Santa Filomena. Gli altari minori, presenti sulle pareti laterali del Santuario, sono dedicati a San Giuseppe e alla Madonna del Monte Carmelo.
Nel corso del XX secolo l’edificio si è andato arricchendo di nuove strutture e opere.
Vari restauri (interni ed esterni) sono stati realizzati nel corso degli anni per aumentare lo splendore del Sacro Tempio. Inoltre, nel 1974, è stata realizzata un’enorme cupola esterna che sovrasta l’altare maggiore e alla cui sommità è stata posta una statua in marmo del Redentore e rifatto il tetto a opera dei mastri muratori Vincenzino Papandrea e Salvatore Focà.
Alla fine degli anni ‘60 sono state sistemate nelle spaziose finestre murate alla base della volta quattro tele di grande formato, riproducenti miracoli della Vergine, opera dell’artista Corrado Armocida, mentre negli altri finestroni sono state disposte delle artistiche vetrate. Altre tele di Armocida, disposte nella navata, raffigurano il Battesimo di Gesù nel Giordano e la Pietà. Ultimamente è stato collocato nel Santuario un grande dipinto di Perla Panetta, raffigurante la Pentecoste.
Oggi, il Santuario di Maria SS. delle Grazie a San Giovanni di Gerace può essere definito uno dei più importanti luoghi di culto mariano e di devozione popolare esistenti nella diocesi di Locri-Gerace e non solo. Infatti sono migliaia i pellegrini che ogni anno visitano il Santuario, da sempre meta di forte devozione nell’ambito della provincia reggina.
Anche Padre Renato D’Andrea, domenicano, docente di Teologia presso la Pontificia Università S. Tommaso D’Aquino in Roma, ha messo in risalto la grande importanza di questo luogo mariano.
A conferma del particolare interesse storico e religioso che il Sacro Tempio ha assunto nel corso dei secoli, Monsignor Luigi Maria Perantoni, Vescovo della diocesi di Locri-Gerace, con Decreto Vescovile del 31 maggio 1960, innalzava il “santuario” al rango di “santuario maggiore”, tanto che  in occasione del Grande Giubileo dell’Anno 2000, il Santuario di Maria SS. delle Grazie è stato inserito tra i luoghi segnalati per l’acquisto dell’indulgenza giubilare.
Per i suesposti motivi il Consiglio Comunale di S. Giovanni di Gerace e il Consiglio di Amministrazione del Santuario fanno voti a Monsignor Francesco Oliva, vescovo della diocesi di Locri-Gerace, affinché il Santuario possa assurgere al ruolo che gli spetta di Basilica Minore.

Autore: 
Giovanni Pittari
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