L’anomala promozione di un libro anomalo

Dom, 05/07/2020 - 19:00

Quanto può essere difficile la distribuzione di un nuovo libro!
Questo nella normalità.
In tempo di Coronavirus la cosa diventa quasi impossibile. Allora le tenti tutte: Pagina su internet, social sfruttati al massimo, mini-presentazioni tra parenti e amici, perché le belle presentazioni, quelle grandi, con le pizzette e gli aperitivi, non si possono fare.
È per questo che ne scrivo.
Ho editato, grazie ad Amazon, il mio primo romanzo: “Ricordatevi di Angelica” Una storia d’amore e di morte nella Calabria del 1700.
Mi corre l’obbligo di narrarvi la trama:
Un uomo sta tornando a casa in auto percorrendo la SS 111 da Cittanova a Locri.
È una notte di tempesta. La pioggia torrenziale è così violenta che impedisce la visibilità. La strada di montagna, tutta tornanti, sembra trasformata in un torrente in piena. I tuoni continui sembrano latrati di terribili mostri. I lampi, a tratti, illuminano la strada buia che i fari dell’utilitaria riescono a stento rischiarare.
D’un, tratto sull’altipiano della Melia, una donna apparsa dal nulla ferma la macchina mettendosi proprio in mezzo alla strada. L’autista frena bruscamente per non travolgerla, poi apre la portiera e fa entrare la donna che si siede, senza dire una parola, sul sedile accanto al posto di guida.
È fradicia di pioggia, ha i capelli lunghi e neri che le cadono sulle spalle, indossa un lungo vestito nero e ha i piedi nudi.
Non dice una parola e il suo sguardo è perso nel vuoto.
All’improvviso un ostacolo di traverso sulla strada costringe il guidatore a fare un'altra brusca frenata, poi fa per uscire, sotto la pioggia, per rimuoverlo. Nel contempo la donna, rivolta all’uomo pronuncia una sola frase, “Ricordatevi di Angelica” e sparisce e con essa l’ostacolo sull’asfalto viscido.
L’autista, confuso e spaventato, riprende il suo viaggio verso casa, dove ritroverà la donna che, imponendogli le mani, lo trasporterà in una diversa dimensione. Verrà catapultato nella stessa cittadina in cui vive, ma nella metà del '700. Qui conoscerà Angelica, una giovane contadina poco più che sedicenne che vive e lavora nelle terre del Barone Orsomando.
La giovane, un giorno, verrà rapita dal Baronetto Filippo e portata a palazzo per soddisfare, com’era d’uso, le sue voglie.
A palazzo la Zingara Samira, però, impedisce al baronetto di far sua la giovane Angelica poiché riconosce nella ragazza la prescelta del Demone Lilith, venerata dalla Zingara.
Samira, un tempo, aveva ricevuto dai suoi avi una pergamena dov’era descritto un rituale che avrebbe consentito di appropriarsi di un immenso tesoro ammassato in un antro ai piedi del Castello Medievale dai Saraceni in fuga.
La Zingara, seguendo scrupolosamente il sortilegio descritto nella pergamena, sacrifica atrocemente la giovane Angelica e il piccolo che la giovane portava in grembo. Il macabro rito non ha però l’effetto sperato e la Zingara rimane imprigionata per sempre nell’antro del tesoro.
La madre di Angelica, la donna incontrata all’inizio dal guidatore, si vendica della morte della figlia uccidendo, nel corso di una cerimonia religiosa, il baronetto Filippo nel Grande Duomo della Città medievale, ma viene a sua volta giustiziata dagli uomini del barone.
Molti altri personaggi vivono in quella società nella quale si svolge la vicenda: il Canonico Fragalà omicida per gelosia e suicida per onore; il Dottor Orione, sfuggito a Roma alle guardie papaline e rifugiatosi in quella Cittadina medievale; la pazza Ersilia, che la notte urla a tutti il proprio dolore mentre va alla ricerca del proprio figlioletto strappatole in fasce perché illegittimo. È un microcosmo in cui i ricchi, gli ecclesiastici e i potenti possiedono i più poveri considerandoli alla stregua delle loro proprietà, dei loro palazzi, delle loro olive, dei loro terreni e dei loro vini. Da questo microcosmo si leva disperato il grido della madre di Angelica che chiede che la propria figlia possa vivere almeno nel ricordo della gente, che si raccontino le antiche vicende e che Angelica non venga dimenticata.
La storia è ambientata a Gerace, anche se essa non viene mai menzionata, mentre vengono nominate con le antiche toponomastiche varie cittadine della zona.
È dunque un libro sulla Calabria che, però, non parla né di ‘ndrangheta né di miseria, né si piange addosso.
Sotto questo aspetto è, quindi, un libro anomalo.
È in vendita attualmente on line dal grande colosso Amazon.

P.S. Accetto ben volentieri chiunque volesse darmi, per questa estate, un luogo per presentare il mio libro.

Autore: 
Bruno G. Siciliano
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