La Camera da Polsi a Tijuana, dal rito al reato

Mer, 09/05/2012 - 20:16
La Camera da Polsi a Tijuana, dal rito al reato

Facciamo un sincero in bocca al lupo al direttore del museo della ‘ndrangheta Claudio La Camera per il nuovo e difficile incarico di ricercatore della Fondazione Boll che si occupa di fenomeni criminali nel  Centro America.
La Camera si occuperà del Messico, dove l’emergenza criminale raggiunge punte inarrivabili per il resto del mondo. Crepacci: 33 morti al giorno, 11mila sequestri in 5 mesi.
Roba cruda e non fritture: striduli di chitarra elettrica, arpioni e squali Mako più che violini, reti a strascico e fragaglia. Solo un elemento in comune: la tarantella.
E comunque, quello di La Camera sarà certamente un compito non facile. Da Polsi a Tijuana, dalla ‘ndrangheta reggina ai narcos, è come scendere da un veliero e salire su una nave a vapore.
Ma Claudio La Camera c’è. Lascerà la leucemia del rito per le cellule d’acciaio del reato.
Check-in.
Tenga duro direttore e accetti un piccolo consiglio prima dell’mbarco: in Sudamerica è vietata l’equazione Sicurezza uguale Sviluppo. Ognuno va per la sua strada. Sono connection parallele.
Perchè al contrario della Calabria, in Messico, mentre si  spara a Tijuana, grazie ai capitali stranieri delle multinazionali del turismo, si ride da Acapulco a Cancun, dall’Atlantico al grande golfo… senza avere il bisogno di scappatelle nella vicina Cuba.