La Fiction su Riace va trasmessa, è un diritto degli italiani

Dom, 18/10/2020 - 16:00

Carissimo Vittorio di Trapani, apprendo dalle agenzie di stampa che neppure per questo autunno la RAI, la nostra amatissima RAI, ha inserito nei suoi palinsensti la fiction su Riace e sul modello di accoglienza e integrazione degli immigrati costruito in un piccolo e già spopolato comune della Locride e della Calabria ionica dall’ex sindaco Mimmo Lucano. Mi sa che, colpevolmente, la RAI continua a ignorare il “significato” di quel modello, celebrato, malgrado il suo ispiratore, uomo umile e disinteressato alla visibilità e al potere, ma di una visione umanitaria straordinaria, in tutto il mondo. Leggi il libro (“Il fuorilegge”) dato alle stampe da Feltrinelli, che lo sta promuovendo in Italia e in Europa e che presto verrà ripubblicato anche in lingua inglese e tedesca, e capirai meglio la vastità e l’importanza del problema per il quale mi sono deciso a scriverti. Lo faccio perché certo che condivida anche tu i principi che guidano l’impegno di Mimmo e che dovrebbero essere, come lo sono, universali. E che dunque dovrebbero spingere anche te ad assumere una “posizione”. Perché mi risulta inspiegabile l’atteggiamento della RAI. Ha commissionato un lavoro, ha speso tanti soldi (compresi quelli per il protagonista, Beppe Fiorello, non certo l’ultimo degli attori italiani…), che grazie al canone provengono dalle tasche degli italiani e non sono privati, sull’uso e la gestione dei quali occorre il massimo della trasparenza. Mi si potrà obiettare, e spero non sia tu a farlo, che sulla storia di Riace e sui suoi “attori” penda un procedimento penale, che dovrà essere definito dal processo in corso. E io risponderei sì, è vero, a Locri si sta celebrando da mesi un dibattimento, e aggiungo anche che la RAI – considerata l’eco vastissima dell’evento – avrebbe potuto (o dovuto, in quanto Servizio Pubblico?) seguirlo, e non solo con servizi di taglio giornalistico e brevi per TG e GR, ma anche con trasmissioni di approfondimento più frequenti (Mimmo Lucano lo ha ospitato solo Fabio Fazio, e gli va dato atto…) e, magari, con riprese integrali da destinare alla seguitissima trasmissione “Un giorno in Pretura”. Invece la RAI, la mia e la tua RAI, si è lasciata irretire dalla semplice interrogazione di un parlamentare, Maurizio Gasparri, dalle idee molto ben definite, che in Calabria (e nella sede regionale della RAI…) ha “imperversato” per anni e insiste, bloccando la fiction a tempo indeterminato, in una posizione oggi francamente inaccettabile. Anche per una ragione squisitamente politica: al governo del Paese non ci sono più Gasparri e Salvini, con quest’ultimo, evidentemente grande “statista” che, spocchiosamente, si permise di definire Mimmo Lucano “uno zero”, ma Zingaretti e compagnia, ovvero il Partito Democratico che, da sinistra (se ancora esiste…), dovrebbe dedicarsi di più e meglio agli “ultimi” (gli immigrati, e non solo…) e agli “zero” (Mimmo Lucano e non solo…), tutelandone dignità e diritti. Altrettanto dovrebbe fare la governance della RAI, anche se purtroppo rimane ancora quella indicata e insediata dal Conte1. E, sul punto mi permetto, sollecitandoti, di confidare, amico e collega Vittorio di Trapani, in un tuo, spero, decisivo intervento, affinché milioni di italiani possano finalmente vedere con i propri occhi e giudicare con la lente dell’obiettività e non dello scontro politico il modello Riace e l’ex sindaco Mimmo Lucano. Un cordiale saluto e un abbraccio.

Autore: 
Pietro Melia
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