La solitudine dello sguardo vista da un filmaker

Dom, 15/03/2020 - 19:30

Cosa si intende per “elogio alla solitudine dello sguardo”, se non uno sguardo attento all’essenza della vita, uno sguardo singolo ma di senso collettivo sull’esistenza, uno sguardo poetico sulla natura, sul mondo che l’essere umano, però, sta devastando?
La solitudine dello sguardo di Michele Tarzia, vibonese di origine e reggino di adozione, definisce una visione intima e poetica, eterea ma reale, data tramite leggiadre immagini in movimento.
L’atto del filmare di Michele Tarzia, filmmaker con l’anima da poeta, viene contaminato da quello del guardare. Uno sguardo intimo, presente nei suoi film, emerge in tutta la sua forza espressiva linguistica e visiva nelle poesie dedicate alla “solitudine dello sguardo”, scritte tra il 2016 e il 2018.
Questo libro, attraverso parole in poesia, si pone come una riflessione sul guardare e sulla sua solitudine che ne accompagna l’atto. Lo sguardo può rappresentare un luogo intimo di condivisione privata o, anche, una visione mentale abusata dalle derive della quotidianità.
L’uomo ha bisogno dell’uomo, ma in alcuni casi l’uomo non ha bisogno di nessuno; solo la costante del tempo può diventare una soluzione e lo sguardo trasformarsi in linfa vitale per il suo modo di vivere.

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