Lascia Siderno per amore, oggi vive a Roma ed è un fotografo dei VIP

Dom, 08/04/2018 - 17:20

Tutti noi, da bambini, abbiamo sempre fantasticato su cosa saremmo diventati da grandi. Un astronauta, un dottore, un ferroviere… Alcuni di noi hanno coltivato con gelosia e fermezza questi sogni diventando, magari, dei bravi avvocati; altri invece hanno dovuto rivedere le proprie fantasie e intraprendere strade diverse, ma quello che accumuna sia gli uni che gli altri sono le loro passioni.
Di quei bambini, oggi, non resta che un fioco ricordo. Magari speravamo fortemente di poter “diventare qualcuno” nella nostra terra, a contatto con le nostre radici e vicino alla nostra famiglia, ma le chimere si sono infrante contro il muro della realtà.
Tra i tanti ragazzi che la nostra terra ha visto andare via per realizzare i propri sogni c’è Andrea Sgambelluri, giovane fotografo sidernese che è riuscito a fare della propria passione un lavoro migrando lontano dalla propria terra natìa.

Da dove nasce questa tua passione per la fotografia?
Diciamo che la mia è stata una passione “indotta”. Avevo 6 o 7 anni. Mia nonna, prima che si trasferisse, abitava di fronte allo studio fotografico di Simone Coluccio, in via Matteotti, a Siderno. Lo frequentavo con assiduità giorno e notte sentendo questa passione aumentare sempre di più finché, una volta cresciuto e avendo fatto diverse esperienze all’interno dello studio, ho deciso di comprare le attrezzature e avventurarmi in quello che oggi è il mio lavoro.
Inseguire il tuo sogno ti ha portato a vivere e lavorare a Roma. È stata una scelta “forzata”?
La scelta di lavorare a Roma non è stata affatto forzata. Mi ero appena fidanzato con una ragazza calabrese che abitava e lavorava nella città eterna. Era un periodo in cui volevo andar via da Siderno a causa di qualche problemino in famiglia e aspettavo soltanto il momento in cui si fossero calmate le acque per poter partire verso la Capitale. Arrivato a Roma ho incontrato un grande amico, Simone Panetta, anche lui sidernese e fotografo di moda, che operava sul territorio da undici anni. Dopo tre anni di fidanzamento, la storia d’amore con quella ragazza è giunta al termine, così ho deciso di rimanere in città viste la cerchia di amici che mi ero creato a le possibilità di lavoro creative che offriva la Capitale. Sono passati cinque anni dalla prima volta in cui ho messo piede a Roma e sento l’esigenza di ripartire per poter fare nuove esperienze professionali e di vita. L’obiettivo prossimo che mi sono prefissato è quello di raggiungere Milano e, successivamente, di poter finalmente realizzare il mio sogno: lavorare e vivere a Parigi.
Sappiamo che nasci come reporter di matrimonio e inseguire questa tua passione ti ha permesso di esplorare diversi ambiti della fotografia. Ce ne vuoi parlare?
Dopo diverse esperienze lavorative nello studio di Simone Coluccio ho deciso di mettermi a studiare fotografia presso l’agenzia fotografica “Servizifotografici.net” di Alessandro Mallamaci a Reggio Calabria. Oggi è una Scuola di Fotografia Certificata sotto il nome di “Cerchio dell’Immagine”. Grazie a loro ho avuto la possibilità di maturare e capire cosa effettivamente avrei voluto fare da grande, inoltre, ho frequentato diversi corsi e workshop che mi hanno permesso non soltanto di crescere professionalmente, ma anche di collaborare con loro. Dopo questa esperienza ho incontrato Nazareno Migliaccio Spina, amico e giovane fotografo locrese, con il quale ho iniziato una condivisione della passione fotografica che non si limita al reportage, ma comprende Moda e Still Life, i due campi che occupano la maggior parte del mio lavoro.
Lavori a contatto con molte persone dello spettacolo. Quale di questi incontri ricordi con maggior piacere?
Ho lavorato sia con persone dello spettacolo, come Pino Insegno, Rudy Zerbi, Giulia Salemi, Desireè Maldera, Mariana Rodriguez, Simone Susinna, Mariano di Vaio, sia con blogger di moda e di viaggio, come Sara Rossetto, Laura Comolli, Matteo Evandro, Tommaso Zorzi e molti altri. Sono stati tutti incontri molto piacevoli e soddisfacenti a livello personale.
Cosa consiglieresti a un giovane che vuole intraprendere la tua stessa carriera?
Consiglio di crederci fino in fondo e di essere pronti qualora giungano le critiche e il giudizio altrui. Ci sono persone pronte a demoralizzarti. Non bisogna mollare mai e devi sempre proseguire dritto per la tua strada. Come si suol dire: se vuoi qualcosa, vai e prenditela!
Inseguire i propri sogni, allontana sempre più giovani da questa povera ma ricca terra. Che sia per evasione, per ribellione o per amore, superata la soglia della maggiore età e presa coscienza delle scarne risorse a disposizione, si assiste imperterriti al fuggi fuggi generale. Forse un giorno le cose cambieranno, forse la “fuga dei cervelli” si fermerà, forse gli asini voleranno, fatto sta che, a distanza di anni, il fenomeno, che non riguarda soltanto i giovani ma anche gli adulti, permane e prospera.
La scelta del giovane fotografo sidernese, oltre che dettata dal cuore e dalla passione, rispecchia perfettamente l’andamento al quale assistiamo quotidianamente: i giovani vanno e gli anziani restano. La Calabria, in questo, potrebbe prestarsi al sequel “Non è un paese per giovani”.

Autore: 
Gaetano Marando
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