Mandamento Jonico, parla Mammoliti “Io vittima di una situazione surreale”

Mar, 15/08/2017 - 09:10

Si è tenuta ieri sera, presso la Villa Comunale di Locri, la conferenza stampa di Pino Mammoliti per chiarire la posizione del consigliere di minoranza in seguito all’operazione “Mandamento Jonico”, per la quale è risultato indagato.
La conferenza è iniziata con la lettura del testo delle dimissioni da consigliere, giustificate da Mammoliti con un senso di inadeguatezza che lo spinge a lasciare spazio a chi è più giovane di lui.
Mammoliti ha dunque spiegato le vere motivazioni della conferenza stampa indetta nella serata di ieri, dettata dalla necessità di dimostrare alla stampa e a chi ha voluto assistere all’incontro che non ci troviamo dinanzi a quello che l’ex consigliere stesso ha definito il “Ciancimino di Locri” o una sorta di Dr. Jekyll e Mr. Hyde. Ripercorrendo brevemente la propria storia politica e umana Mammoliti ha presentato la sua “incostanza” politica e il suo sempiterno tentativo di aiutare i più bisognosi come prove della sua correttezza, riservandosi di dimostrare la propria innocenza dinanzi agli inquirenti che si stanno occupando del caso.
Accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, infatti, il consigliere ha affermato di ritenersi un personaggio troppo debole politicamente per essere il punto di riferimento delle famiglie di ‘ndrangheta di Locri, che certo non avrebbero mai fatto affidamento su un politico pluridimissionario per avere più semplice accesso ai palazzi del potere.
Non si confonda, ha ammonito l’ex consigliere, la sua difesa dei presunti “mandanti” dell’omicidio Fortugno con la vicinanza a determinati ambienti della società. “La ‘ndrangheta - ha affermato Mammoliti - non è certo la difesa legale di persone dal passato torbido, ma si nasconde nell’indifferenza”, affermazione che lo spinge ad affermare di non dimenticare mai la solidarietà e il supporto a chi ne ha davvero bisogno, qualunque sia la famiglia di appartenenza.
Lui che non si è mai assoggettato ad alcun padrone e anzi ha disertato gli impegni del partito di appartenenza quando ha visto colleghi chiedere favori a grossi capibastone per accedere a cariche regionali, non può accettare di essere additato dagli come una sorta di Giano Bifronte, situazione che lo convince di essere al centro di una situazione surreale per la quale viene accusato come politico e come avvocato (“Fortuna che non sono ostetrico - ha affermato ironicamente - altrimenti mi sarei ritrovato persino incinto”).
Per questa ragione, il consigliere ha invitato Locri a non pensare a lui sotto l’influsso di un Alzheimer sociale che troppo spesso colpisce le comunità moderne, ma di cercare di mantenere una memoria sociale che possa ricordarlo per ciò che è sempre stato, un uomo vicino alle istituzioni (quelle sane) che ha cercato di cambiare il mondo e, forte della sua onestà, che non ha vergogna di confrontarsi con nessuno, ma, in questa circostanza, desidera esclusivamente chiarire la propria posizione per uscire a testa alta da questo increscioso fatto di cronaca.

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