Mappa: beffa o opportunità? La replica dello stampatore

Dom, 27/08/2017 - 16:00

La GraphicLine di Ardore ringrazia la Riviera per l’opportunità di replicare all’articolo “Una mappa si fa beffa dei turisti” datato 6 agosto 2017.
Ed è proprio la GraphicLine ad aver ideato e distribuito la tanto denigrata, aggiungeremo gratuitamente, “mappa”. GraphicLine per una grossolana svista non ha firmato il proprio prodotto, a differenza degli anni passati, ma ciò non lo rende “illegale” (come suggerisce l’articolo di Jacopo Giuca), infatti la normativa L. 47/1948 in questi casi prevede eventualmente una sanzione pari alle vecchie 100mila lire. GraphicLine, con l’occasione, si scusa per la svista.
Negli anni passati il comune di Siderno è stato a lungo soggetto al commissariamento, ragion per cui sarebbe stato difficile trovare beneplacito dell’amministrazione. Circa 5 anni fa, invece, chi si occupa delle commissioni editoriali per la GraphicLine ha chiesto la collaborazione della Pro Loco di Siderno. L’associazione, una volta ricevute le cartine stampate, le ha lasciate in un cantuccio di stanza senza distribuirle. Da qui la decisione di lavorare in modo indipendente. D’altro canto la piccola mappa è solo una planimetria della città con le indicazioni di maggior rilevanza e con le inserzioni pubblicitarie e non pretende di essere un navigatore satellitare o un waze cartaceo.
Per quanto riguarda la storia e le tradizioni sidernesi, crediamo vivamente che sia maggiormente mortificante il tono usato da chi ha scritto l’articolo del 6 agosto che i nostri contenuti: anche il folklore, il cibo, le fiere e le processioni fanno parte di una tradizione tipicamente meridionale con una contaminatio culturale delle genti che hanno calcato nella storia le nostre terre, compresa quella di Siderno. In ultimo ci teniamo a precisare che chi crede che questa “mappa” sia un contenitore di pubblicità a noi sta anche bene. La nostra è una piccola impresa fatta di giovani del sud che ambisce a realizzare tout court: per il turista che sa anche dove trovare le attività che gli servono oltre che i luoghi d’interesse; per l’inserzionista che è pubblicizzato e cresce (e che se negli anni continua a far inserzioni un motivo ci sarà); per l’azienda che produce la cartina. Sarebbe ipocrita sostenere che i turisti sono l’unico oggetto del lavoro. E noi non siamo ipocriti. Vogliamo che la nostra terra cresca e ci dispiace leggere dell’invito a diffidare da un prodotto calabrese, seppur con qualche difetto, mentre l’anno scorso le cartine blasonate (dal Comune e dalla Pro Loco) sono state commissionate a un agente di un’altra regione, stampate fuori Italia ed edite da una agenzia pubblicitaria di un’altra regione ancora (n.b. non riportiamo di proposito alcun riferimento preciso).
In realtà, se chi ha firmato l’articolo del 6 agosto avesse davvero voluto svolgere la propria professione con completezza d’informazione, avrebbe facilmente trovato il nome dello stampatore delle cartine sulle fatture degli inserzionisti. In questo modo avrebbe potuto avere un confronto con la GraphicLine, scrivere un articolo equo e avrebbe scoperto che lo stampatore paga le tasse.
Una mappa si fa beffa dei turisti? Riteniamo sia più grave un articolo senza cognizione di causa che si fa beffa del lavoro dei conterranei.

La risposta
Percepire l’articolo del 6 agosto come un attacco personale alle opportunità di lavoro che le aziende locali cercano di creare con immensi sforzi e coraggio nella Locride è quanto di più sbagliato la Graphic Line di Ardore potesse fare.
Proprio non avendo la possibilità di sapere chi avesse mandato alle stampe la “Mappa Turistica” oggetto del contendere, la “denuncia” del nostro articolo era (per usare un termine legale) contro ignoti e non voleva certo affermare che non ci fossero delle professionalità dietro la sua produzione, quanto piuttosto una serie di problematiche che rischiavano di trarre in inganno i turisti e finivano con il danneggiare il comune.
Mi stupisce che si cerchi di affermare che la mancata esplicitazione del luogo e della commissione di stampa non sarebbero illegali, quando voi stessi indicate la legge che vi sottoporrebbe a una sanzione pecuniaria (il termine illegale, infatti, non voleva certo sostenere che chi avesse prodotto la cartina fosse un criminale incallito, ma solo che non ci fosse la certezza che la stampa fosse stata autorizzata). Fatte queste considerazioni, la vostra replica, che giustamente sottolinea come il commissariamento e un comportamento della Pro Loco (per quanto da voi descritto) indubbiamente scorretto vi abbiano allontanato dal collaborare con il Comune, non chiarisce come mai non abbiate nemmeno provato a bussare alla porta dell’Amministrazione Fuda prima di rinunciare a fornire il vostro servizio attraverso i canali ufficiali e mi inquieta che ulteriori riferimenti non vengano fatti in merito alle traduzioni. A proposito dei cenni storici, anche in questo caso il riferimento troppo evidente (e non certo tratto da Wikipedia come da voi indicato!) alle realtà folcloristiche che caratterizzano il nostro paese non voleva certo invitare a sorvolare sull’argomento, ma che i cenni storici di una città dovrebbero essere anche qualcosa di più che la descrizione delle sagre annuali.
Finisco con la vostra illazione in merito al fatto che non avrei svolto il mio lavoro offrendo la dovuta completezza di informazione: lascio immaginare a voi il volto basito dei vostri inserzionisti qualora gli avessi chiesto di vedere le fatture che avevano pagato per comparire sul vostro depliant.
Fino a prova contraria resto un semplicissimo giornalista, non certo un finanziere…
Jacopo Giuca

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