Mezzogiorno in movimento: “Sulla ZES necessaria un’operazione verità”

Mer, 09/05/2018 - 12:00

"In merito alla Zona economica speciale è quanto mai necessario compiere una vera e propria operazione verità. Occorre, in particolare, esaminare con attenzione e oggettività i contorni e i contenuti di uno strumento che ad oggi ha partorito misure incentivanti minime tali da essere ricomprese nelle soglie previste nei regolamenti comunitari affinché non si possano considerare aiuti di Stato, vanificando la misura stessa e rendendola completamente sterile rispetto alle aspettative di rilancio economico attese ed annunciate".
E' quanto afferma Andrea Cuzzocrea, presidente di "Diritti Giustizia Lavoro - Mezzogiorno in movimento", la nuova realtà politica di impronta meridionalista e garantista fondata dallo stesso Cuzzocrea e da Mimmo Gangemi, Gianpaolo Catanzariti, Pierpaolo Zavettieri e Ilario Ammendolia con l’obiettivo della piena attuazione della Costituzione Italiana a cominciare dallo difesa dello stato di diritto.
"Per quanto riguarda il tema forte della Zes, gli incentivi fiscali - prosegue Cuzzocrea - è bene chiarire che si tratta solo di credito d'imposta in compensazione. Dunque un incentivo già previsto dalle stesse norme ordinarie a cui le stesse disposizioni sulla Zes rimandano. Parliamo, in altre parole, di una norma di legge (Legge Finanziaria n. 208/2015 . art. 1 c.98), già vigente ed applicabile al di fuori del contesto Zes”.
Altro nodo cruciale di cui poco si parla è quello relativo alla dotazione finanziaria. “Ebbene, - spiega il presidente di “DGL” - in pochi forse sanno che questa è pari a 25 milioni di euro per il 2018, 31,25 per il 2019 e 150,2 per il 2020 per un totale di 206 milioni. Le leggi ordinarie hanno una dotazione finanziaria ben maggiore, basti pensare che in Calabria al febbraio di quest'anno sono stati presentati 2242 progetti di sviluppo a valere sul credito d'imposta per un investimento complessivo che ammonta a 237,7 milioni di euro ed un credito fiscale pari a 86,5. Peraltro, alla dotazione per oneri derivanti dal credito d'imposta, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per lo sviluppo e la Coesione 2014-2020, dunque si tratta di fondi sostitutivi e non di risorse aggiuntive".
"Diritti Giustizia Lavoro - Mezzogiorno in movimento" punta l'indice, inoltre, sulla questione dei criteri attuativi, in particolare sulla composizione del Comitato di indirizzo che al suo interno annovera il presidente dell'Autorità portuale (che lo presiede), un rappresentante della Regione Calabria, uno della Presidenza del Consiglio dei ministri e uno del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. "Ci chiediamo - rimarca Cuzzocrea - perché non sia presente un rappresentante della Città metropolitana di Reggio Calabria. Eppure questo organo è chiamato a svolgere funzioni amministrative e di governance della Zes particolarmente delicate e importanti come le azioni per favorire l'insediamento di nuove imprese e le semplificazioni burocratiche da adottare, il cambio di destinazione urbanistica delle aree, l'utilizzo delle infrastrutture, la verifica delle attività economiche e degli investimenti e il coordinamento con l'Agenzia delle entrate e la sottoscrizione di protocolli e convenzioni tra gli enti locali”.
La Zes, dunque, (che ad oggi ancora non c’è, mancando il DPCM che approva il Piano di Sviluppo e stabilisce la durata da un minimo di 7 anni ad un massimo di 14 anni prorogabili altri 7 anni), richiede in tempi brevissimi azioni sul fronte della semplificazione procedurale e burocratica da parte di Regione e Comitato di indirizzo. "Auspicando conclude il presidente di DGL - che funzioni al meglio un organismo burocratico di nomina politica che ha il compito di snellire la burocrazia. Il comitato di indirizzo avrà il compito di farci cambiare idea almeno da questo punto di vista. Certo non parte con il piede giusto atteso che chi lo dovrebbe Presiedere (Presidente dell’Autority portuale) è ancora in attesa di nomina”.

Rubrica: 

Notizie correlate