Muri di cemento e muri nella testa

Lun, 18/11/2019 - 19:00
I Briganti

Curiosando sul Web in cerca di parallelismi tra 15 e 16 novembre odierni e quelli  passati, mi sono imbattuta in alcune notizie che hanno attirato la mia attenzione: nel 1532 Francisco Pizarro e i suoi uomini catturarono con l'inganno l'imperatore Inca Atahualpa e lo imprigionarono massacrandone i soldati. Nel 1533 sempre Francisco Pizarro invase Cuzco e massacrò il popolo inca. Nel 1940, tempi moderni, ci fu l’olocausto: nella Polonia occupata, i nazisti isolarono dal mondo esterno il Ghetto di Varsavia con un muro che lo circondava completamente. Ritornando alla storia contemporanea, nel 1989 cadeva Il muro di Berlino, unica notizia felice in mezzo a tanta tristezza, infatti nel 2019 si continua a costruire un muro in America iniziato nel 1990 con l’allora presidente Bush, per impedire ai popoli del sud di varcare il confine con gli Stati Uniti. Il presidente Trump adesso avanza l’ipotesi di sparare a  chi tenta di superare il muro, ma qualcuno dei suoi consiglieri disapprova la proposta ( e meno male!) e quindi Trump propone di mirare alle gambe (sigh!). E, perché no, si potrebbero creare intorno al muro delle fosse piene d’acqua riempite di serpenti e alligatori, continua Trump. Sempre nel 2019 Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, è costretta a spostarsi con la scorta poiché branchi di fascisti contemporanei minacciano la sua incolumità. E che parallelismi si possono fare tra i tempi che furono e quelli che stiamo vivendo? Sembra solo una successione temporale in cui nulla si è evoluto. Lo smisurato ego dell’uomo portava e continua a portare morte con la scusa della religione e della civiltà. Addirittura mi è capitato di leggere qualche delirio secondo cui i fascisti avrebbero portato la civiltà in Etiopia, così come i piemontesi avrebbero portato civiltà e modernità nel sud di questa bella e maledetta penisola (e qui ci vuole la citazione: “quando Milano era una palude, a Crotone insegnava Pitagora!”). In tutto questo vuoto immenso mi chiedo a cosa serva studiare a scuola la storia, se ci limitiamo a far mandare a memoria date e mosse militari che portano a sconfitte e vittorie, se non ci soffermiamo coi fanciulli su quanto veramente siano inutili e non portino a nulla le guerre, se non alla morte. Bisogna coltivare il pensiero fanciullino, fare fiorire idee: io credo che questo sia ciò che manchi nelle scuole, ed è ciò che crea aridità tutto intorno. Ma io sono solo una goccia nell’oceano.

Autore: 
Brigantessa Serena Iannopollo
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