OIPA a Francesco Romeo: “I gatti della colonia sono stati ammazzati dall’uomo, non dai cani!”

Lun, 28/10/2019 - 18:00

Innanzitutto non si comprende il titolo che legittima il sig. Francesco Romeo nella vicenda in questione posto che i gatti sostano all’interno di una proprietà privata che non è sua e, visto inoltre che la sua abitazione è sita al di la del passaggio a livello ed oltre la ferrovia.
Ciò posto, per mero scrupolo, nel contestare integralmente il contenuto della lettera (a dir poco ridicola) e successive rimostranze e lagnanze, (anche presso i Commissari Straordinari) e per spirito di verità, preme rappresentare che i gatti in questione, per un totale di circa 30 (trenta) fanno parte di una colonia felina regolarmente registrata sin dal 2012 presso il Comune di Siderno e presso l’ASL, ora ASP di Locri.
Si fa presente che la Legge quadro in materia di animali di affezione n.281/91 identifica la colonia felina come un gruppo di gatti che vivono in libertà e frequentano abitualmente lo stesso luogo.
L'“habitat” di una colonia felina, presso la quale ricordiamo essere contro la legge abbandonare gatti, è invece il territorio urbano edificato e non edificato, pubblico o privato, nel quale risulti vivere stabilmente la colonia felina, indipendentemente dal numero di soggetti che la compongono e dal fatto che sia accudita o meno da cittadini. I gatti sono tutelati “ex lege” anche nelle aree private o condominiali ove la loro permanenza è da considerarsi legittima, dove tra l’altro non può essere impedito l’accesso ai soggetti che si prendono cura e si occupano dell’alimentazione degli animali.
Il regolamento comunale della Città di Reggio di Calabria, (che si rifà al Regolamento Nazionale che dovrebbe essere applicato a tutti i comuni), “tutela dei diritti degli animali e dell’ambiente e prevenzione del randagismo”, agli artt. 36 e ss detta una disciplina particolareggiata in materia di colonie feline prescrivendo che gli stessi animali vengono tutelati dal Comune (di Siderno, in questo caso) che dovrebbe procedere a sporgere denuncia in caso di uccisione e maltrattamenti. Al successivo art. 37 viene previsto che le colonie feline e i gatti non possono essere catturati spostati e allontanati dall’habitat dove risiedono abitualmente se non in collaborazione con il servizio veterinario competente e per esigenze sanitarie riguardanti persone o gli animali stessi o per comprovate motivazioni di interesse pubblico.
Nel caso di specie, pacifico che quella per cui si discute è una condizione prevista e tutelata “ex lege” e che la colonia è di proprietà dell’Amministrazione comunale, si rammenta che la dott.ssa Bonavita ed alcuni dei soci dell’associazione O.L.A. Oltre l’Arcobaleno ha dal 2012 censito tale colonia, (esistente in quel luogo da almeno 30 anni), come da protocollo, in collaborazione con cittadini privati si sono da anni sempre prodigati a provvedere all’alimentazione, cura e pulizia dei gatti che da anni stanziano nel cortile in questione.
Le sterilizzazioni dei gatti presenti, naturalmente competono agli Enti preposti, al fine di prevenire lo spropositato aumento della colonia.
I gatti presenti alla colonia sono pertanto Sani (non si risponde ovviamente dei poveri micini abbandonati in scatole di cartone, a volte anche sigillati con nastro adesivo).
Non corrisponde dunque al vero quanto asserito con la “lettera” pubblicata che la colonia in questione rappresenterebbe anche il pericolo di incolumità pubblica e rischio di gravi infezioni igieniche!
Si rappresenta altresì che nella zona in questione, grazie allo stanziamento della colonia è stata scongiurata la presenza di ratti e il rinvenimento di gattini morti, dovuto ad esseri “umani”, come da accertamenti effettuati dall’Asp stessa presso IZS (Istituto Zooprofilattico Sperimentale) a seguito di debita denuncia presso la Procura della Repubblica di Locri, rinvenuti ed immediatamente prelevati in collaborazione con i veterinari dell’Asp, e che tali episodi di violenza gratuita sono non solo una minaccia per la colonia, ma in futuro potrebbero rivelarsi pericoli per i cittadini stessi.
Ciò posto, è spesso capitato che i ripari posizionati per gli animali e gli oggetti utilizzati per la loro alimentazione siano stati ritrovati distrutti o siano smarriti.
E che spesso i mici, specie quelli appena abbandonati, prima venivano uccisi e gettati al di là del muretto lato ferrovia (addirittura a volte, per farceli trovare posizionavano accanto alla salma un sacchetto di croccantini) ed in seguito lasciandoli in bella vista in mezzo all’area, sempre nello stesso punto per farceli rinvenire immediatamente.
D’altronde il Sig. Francesco Romeo, che si ribadisce risulta non vantare alcun titolo di proprietà sull’area in questione, non ha mai fatto mistero della propria insofferenza nei confronti degli animali e delle sue intenzioni nei confronti degli stessi, sia direttamente con la dott.ssa Bonavita, sia con il sig. Laganà, sia con la Sig.ra Pipino, dimostrandolo pubblicamente inoltre con la lettera inviata al giornale locale che ha suscitato, purtroppo l’effetto “bomba” contro i cani randagi (che anche se si aggirano da quelle parti, risultano essere buoni ed addirittura spaventati dall’uomo) da lui cercato, sui cittadini ignoranti in materia di leggi e regolamenti sul randagismo. (menziona addirittura una legge regionale Friuli confondendo Oasi con gattile o colonia felina).
Ciò posto, è intenzione nostra, e dell’Associazione nazionale OIPA, Organizzazione Internazionale Protezione Animale, con il Delegato e responsabile, sede di Reggio Calabria, Andrea Marino (che sottoscrive con la sottoscritta la presente) nonché Guardia Ecozoofila e coordinatore provinciale, di cui anche la dott.ssa Bonavita fa parte, provvedere a risolvere la vicenda nell’esclusivo superiore interesse e benessere dei gatti la cui sopravvivenza è costantemente posta a rischio incolumità risultando non più sicuro il luogo ove attualmente si trovano.
Resta inteso che i gatti, per loro indole sono animali stanziali che frequentano abitualmente lo stesso luogo pubblico creando il loro habitat.
Purtroppo l’ignoranza di molti cittadini che, non provvedendo a sterilizzare le proprie gatte, e portando di continuo micini alla colonia, ha fatto si che il n dei gatti crescesse in modo esponenziale , esponendoli a morte certa.
Per tale motivo l’associazione O.L.A. negli anni si era attivata per cercare un altro luogo idoneo da valutare di concerto con le competenti autorità comunali e veterinarie competenti, per creare un gattile o meglio un’OASI felina.

Marilene Bonavita
Andrea Marino
Componenti OIPA Italia Onlus

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