Parte da Siderno la rivalutazione della filosofia italiana dell’800

Lun, 09/01/2017 - 12:59
Nata a Torino ma da anni residente a Siderno, Teresa Cricelli è l’autrice dell’illuminante saggio Augusto Vera e la filosofia hegeliana, testo che approfondisce gli aspetti nascosti del filosofo italiano e del pensiero nazionale di metà ‘800 e che finisce con il rivalutarne gli aspetti più controversi.

Teresa Cricelli è nata a Torino, ma risiede da diversi anni a Siderno. Si è laureata in Scienze dell’Educazione a Messina discutendo una tesi su Hegel e la storia della Filosofia, conseguendo successivamente un dottorato a seguito del quale ha deciso di proseguire i propri studi alla Sorbona di Parigi. Durante questo periodo, ha concentrato le proprie ricerche sulla figura di Augusto Vera, uno dei principali diffusori del pensiero hegeliano in Europa. Ha recuperato e tradotto in italiano alcuni suoi saggi, scritti in francese, riguardanti l’idealismo tedesco e approfondito il pensiero filosofico dell’autore mettendone in risalto la rilevanza nel panorama culturale del Risorgimento italiano.
A partire proprio da queste ricerche nasce Augusto Vera e la filosofia hegeliana, saggio che la Cricelli ha recentemente dato alle stampe e che intende approfondire il ruolo di primo piano, fin qui non sufficientemente studiato, rivestito dal filosofo napoletano nella diffusione della filosofia hegeliana. Le direttrici entro cui tale approfondimento si sviluppa tengono in considerazione gli elementi essenziali della biografia del filosofo, dando conto delle opere e degli studi critici apparsi sia nell'800 sia in epoca più recente. Ciò rivela non solo l’importanza del lavoro di traduzione e di interpretazione di alcune opere di Hegel, che Vera contribuì a far conoscere ai contemporanei di tutta Europa, ma anche di accostare i lettori alla sua personale interpretazione, che si contraddistingue per lucidità di esposizione e genuino spirito filosofico. Ne risulta una descrizione di Vera che ne mette in risalto il non trascurabile ruolo nel clima di rinnovamento culturale e filosofico in un’Italia in cui il duplice dispotismo governativo e clericale impediva ogni manifestazione di libertà dello spirito.
“Questo percorso - spiega la stessa Cricelli - è stato quasi obbligato. Dopo la tesi di Laurea mi sembrava giusto proseguire i miei studi in quella direzione, approfondendo la divulgazione del pensiero hegeliano nell'800 in Europa. E quale divulgatore e commentatore migliore di Augusto Vera?
“Grazie al Dottorato di Ricerca ho recuperato scritti inediti dell’autore alla Sorbona di Parigi, svolgendo contestualmente un lavoro di consultazione e reperimento di testi presso la Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele di Roma, e facendo uso dei servizi interbibliotecari per ottenere la riproduzione di opere essenziali ma di difficile reperimento. Durante un soggiorno di ricerca a Parigi, ho avuto persino la fortuna di consultare, presso gli Archivi Nazionali, il Dossier completo su Augusto Vera, che ho studiato soprattutto in relazione a vicende poco note del filosofo. Ho approfondito il ruolo ricoperto da Vera nella fondazione di una rivista di divulgazione filosofica francese nel 1847, circostanza completamente ignorata dai biografi del filosofo, e consultato saggi, mai apparsi in lingua italiana, che ho ritenuto doveroso tradurre data la loro assonanza con la visione storica di Hegel”.
“Ripensando in modo affatto nuovo il pensiero di Augusto Vera e il contesto in cui si colloca, - scrive di lei Girolamo Cotroneo, professore emerito di storia della filosofia presso l'Università degli Studi di Messina - Teresa Cricelli ha fornito una nuova e diversa immagine della filosofia italiana del secondo 800, liberandola da quella che è stata la privazione di importanza operata dai nostri grandi autori del Novecento.
“Rivisitare l’opera di Augusto Vera - continua Cotroneo - significa dunque rivalutare l’intera cultura italiana dell’800, che non è stata soltanto un’appendice più o meno ripetitiva delle grandi filosofie straniere, ma che a quel dibattito ha dato un contributo anche se non sempre riconosciuto e apprezzato”.
Leggere l’opera della Cricelli, pertanto, significa approfondire per la prima volta la figura e il contesto di una filosofia che troppo spesso noi stesso abbiamo finito con lo snobbare.

Autore: 
Jacopo Giuca
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