Pero di S. Gianni

Lun, 08/07/2019 - 12:00
I Frutti Dimenticati

Una decina di anni addietro ero capitato in un territorio, tra quello di Caulonia e quello di Camini, dove alla fine di giugno vidi una pianta di pero con dei frutti allungati, gialli e soffusi di un rosso non deciso, che colsi con l’intento di chiedere il nome altrove, in quanto la campagna attorno era desolata.
Feci alcuni chilometri e finalmente incontrai una persona a cui chiesi il nome delle pere che mi portavo dietro.
Io non avevo osato assaggiarle per poterle mostrare in giro e feci bene ,in quanto la persona a cui chiesi delle notizie volle assaggiarne almeno una per capire di che varietà si trattasse in quanto solo dal sapore si può individuare con esattezza il nome, perché molte varietà sono quasi uguali nella forma e nella pezzatura.
Il signore, che era di Placanica, affermò che forse si trattava della varietà S. Gianni, chiamata così perché, in linea di massima, le pere di quella varietà cominciano a maturare il giorno di S. Giovanni, che ricade il 24 di giugno.
Chiesi altre informazioni a persone che incontrai in seguito nella stessa zona, in quanto per linee interne mi stavo dirigendo verso Stilo, ma nessuno seppe darmi indicazioni neppure vaghe, tanto più che nessuno volle assaggiare le pere.
Allontanatomi dal territorio dove avevo adocchiato la pianta, che cercai di memorizzare, con l’intento di ritornare per prelevare l’innesto a tempo dovuto, mi decisi, quando fui a Stilo, dove nessuno conosceva le pere, di mangiarne una e notai con sorpresa che era molto buona.
Infatti la polpa era delicata e mangiando il frutto tutto il palato si riempiva di un sapore soave e leggermente aromatico.
Ritornai alla fine di febbraio e staccai delle marze dalla pianta e, pur avendo un campo dove ci sono una cinquantina di perastri, però non adeguatamente protetti dalle capre, diedi gli innesti al mio caro amico e limitante di campo in contrada Foresta S. Leone nel comune di Ferruzzano, il gentilissimo Antonio Ambrosini, a cui rivelai il nome del pero da cui avevo staccato le marze e forse anche il comune dove le avevo recuperato.
Passarono tre o quattro anni e, un giorno della fine di giugno, notai su un pero dei frutti abbastanza belli e inusuali nella forma, su una pianta del mio amico e vicino di campo Antonio e allora gli chiesi di che varietà fossero ed egli mi rispose che gli innesti glieli avevo dati io e quando aveva innestato il perastro gli avevo raccomandato di ricordarsi che appartenevano alla varietà S. Gianni, ma non si ricordava in quale area li avessi prelevati.
Mi ricordavo vagamente l’area dove avevo avvistato il pero, forse era la discesa nel comune di Camini, lungo la provinciale che sullo Stilaro converge sulla provinciale che porta a Stilo, Bivongi e Pazzano.
Proprio in quell’anno mi era stato regalato il bellissimo testo dell’ARSSA Calabria ora ARSSAC, Varietà locali di fruttiferi in Calabria, atlante della biodiversità ed allora cominciai a sfogliare le pagine riferite ai fruttiferi della provincia di Reggio e nelle pagine 364 e 366, sono riportate le descrizioni di due cultivar di peri ritrovati dai ricercatori, nel volume stampato nel 2007 e cominciai ad osservare le foto di due varietà di peri denominate ambedue S.Gianni ed individuati  nel comune di Monasterace.
Nell’osservazione più attenta dell’immagine a pagina 367 ebbi la sicurezza che la varietà riprodotta nel comune di Ferruzzano da parte del mio amico, a cui avevo fornito le marze corrispondesse alla varietà denominata S.Gianni, diffusa specialmente nel comune di Monasterace, dove spero sia ampiamente presente in quanto la discesa che porta sullo Stilaro nel comune di Camini, alcuni anni addietro è stata attraversata da un violento incendio e sicuramente la pianta madre del pero presente a  Ferruzzano non esiste più.
La scheda descrittiva condotta all’epoca dai ricercatori dell’ARRSAC corrisponde perfettamente alle pere del campo del mio amico, che si riassume fondamentalmente nei seguenti elementi più importanti: sapore ( buono ) e suscettibilità a malattie (scarsa).
In effetti le pere si presentano integre senza alcun trattamento preventivo ed ottime nel gusto ( ho osato assaggiare la pera che ho fotografato).
Bisogna diffondere la varietà in quanto può darsi che essa sia ormai  rara anche nel territorio di Monasterace, dove all’epoca ( prima del 2007), era stata studiata dai ricercatori dell’ARSSAC.

Autore: 
Orlando Sculli
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