Quando decollerà la Calabria?

Lun, 12/01/2015 - 16:24

La decima legislatura del Consiglio Regionale della Calabria convocato per il 29 dicembre non decolla. Di chi è la responsabilità di questa defaillance per una regione allo sfascio con Mario Oliverio Presidente?
Dal 29 dicembre al 7-8 gennaio il rinvio non è poi lungo, ma non ha giustificazione se si considera che l'Assemblea è stata eletta dai calabresi il 23 novembre 2014.
Senza tener conto dei risibili motivi che hanno suggerito questo rinvio, l'Assemblea regionale doveva essere già e da tempo insediata, considerati i problemi socio-economici che gravano su una regione riconosciuta ormai la cenerentola delle Regioni della coesione territoriale.
Di fronte alla martellante campagna elettorale  dell'on. Mario Oliverio e del suo entourage sui temi della mancata crescita della Calabria soprattutto in termini di occupazione e di mancato utilizzo dei fondi europei del periodo 2007-2013, con un bilancio deficitario che lascia spazio solo a forze occulte nell'acquisizione delle poche gare di appalto, e all'impugnazione della legge 164 (ex decreto ”Sblocca Italia “), da parte di 17 associazioni e comitati calabresi, non si pensava mai ad una partenza al rallentatore,  come se bastasse l'elezione del nuovo Consiglio regionale  per ritenere risolti i gravi problemi della Calabria.
Allora diciamola tutta, per ricordare al Presidente Oliverio quanto sembra abbia già dimenticato.                                   
Il funzionamento della nuova giunta era atteso dalle Istituzioni dell'Unione: Consiglio e  Commissione, perché il nuovo Presidente ponesse mano agli strumenti finanziari più idonei per utilizzare  nella misura massima possibile i fondi europei 2007-2013, fosse completato il Programma Operativo Regionale (P.O.R.) 2014-2020 ancora fermo nella bozza del luglio 2014, pur ispirandosi al trinomio: innovazione, capacità, apertura, e quindi in grave ritardo, come quelli della Campania e  della Sicilia, per la presentazione alla Commissione europea.
Questo ritardo, peraltro, significa che per il biennio 2014-2015 non sarà possibile utilizzare i fondi 2014-2020: si tratta di euro 3,31 miliardi  a cui bisogna aggiungere il 50 % di coofinaziamento nazionale, risorse indispensabili per il tanto atteso programma di crescita di una regione che non ha altre risorse.
Ai fondi strutturali europei bisogna aggiungere i programmi dell'Unione,  per alcuni dei quali  la Regione funge da volano, come per  Life +, Horizon 2020 per la ricerca e l'innovazione con un budget di euro 70 miliardi; Fondo Crescita Sostenibile con una dotazione iniziale di euro 600 milioni.
Come si vede la funzionalità della giunta regionale non è di lieve momento, cosa che non è sfuggita alle forze datoriali e sindacali più sensibili ed avvedute, come la UIL, che con il suo segretario generale lancia un grido di allarme: “La Calabria attende da troppi mesi il superamento di una fase di stallo politico e di governance. Il mandato elettorale ricevuto a novembre  è stato ampio e determinante. I calabresi si attendono una svolta che, ancora oggi, tarda ad arrivare”. Come Santo Biondo, il leader della UIL, altre fonti ancora invocano l'insediamento della giunta di governo calabrese. Nessuno vuole che la storia di ieri si ripeta oggi, anche se le strade del paradiso sono lastricate di buone intenzioni.
Concludendo, bisogna sottolineare che la Calabria non può attendere e gli economisti dell'Unione sono pronti a dare la loro collaborazione.

Fiorenzo Grollino

Rubrica: 

Notizie correlate