Ricordare Falcone a San Luca? Una mortificazione per i cittadini

Mar, 26/05/2020 - 16:11

Il 23 maggio, nella piazza di San Luca, per iniziativa della Presidente della Regione Jole Santelli e alla presenza delle autorità civili e militari, è stato ricordato il sacrificio di Giovanni Falcone, della moglie e della scorta.
Ricordare coloro che si sono immolati per la liberà di tutti è sempre una cosa giusta.
Perché San Luca?
Perché terra liberata dalla mafia o terra di mafia?
Siccome a San Luca (e non solo) la mafia continua a esserci bisogna dedurre che il paese di Corrado Alvaro sia stato scelto perché luogo simbolo della mafia.
In questi anni ho scritto sempre le mie perplessità sulle tante occasioni in cui coloro che hanno in mano le redini dello “Stato” hanno fatto sfoggio della propria “potenza” nella Locride per qualche ora, per poi lasciare le cose come prima o peggio ancora.
È successo più volte!
Non posso non ricordare quando, e solo qualche anno fa, alla presenza d’un ministro e di altre “autorità” dello Stato, s’è fatta una delle tante “parate” antimafiose a San Luca senza dare la parola ai cittadini del paese, anzi umiliandoli con una perquisizione senza senso all’ingresso dell’edificio in cui si sarebbe svolta la presunta manifestazione contro la ‘ndrangheta.
Poi venne Salvini.
Come ricorderà l’attuale sindaco Bruno Bartolo in quelle occasioni molti di noi hanno espresso il loro pubblico dissenso perché consapevoli di come lo “Stato profondo”, impregnato di subcultura mafiosa, avesse strumentalizzato le manifestazioni “antimafia” per collocare il “male” all’esterno.
Un rito per non cambiare nulla.
A San Luca c’è la mafia, ma non si sconfigge a San Luca e neanche in Calabria.
Si sconfigge riformando lo “Stato” e rendendolo più giusto. Quindi il posto adatto per dimostrare un concreto impegno contro la ‘ndrangheta sarebbe stato l’ospedale di Locri, che in questi giorni più che mai è diventato il simbolo d’uno “Stato allo sbaraglio”. Adatti sarebbero stati anche gli ex ospedali di Siderno o di Gerace, monumenti di uno “Stato” idiota che spreca il proprio patrimonio e sacrifica i propri cittadini.
Le opere degli studiosi più seri e la stessa letteratura calabrese hanno dimostrato che la ‘ndrangheta non nasce dopo la pioggia e non cresce come un fungo.
Nasce come falsa risposta ai problemi drammatici della nostra società, a cui questo “Stato” non vuole (o non può) dare alcuna risposta. Non ci sarebbe “San Luca” se non ci fosse “Locri”, se non ci fosse la Città Metropolitana di Reggio con le sue strade abbandonate, oppure la “Regione Calabria”, inutile istituzione che ha aggravato tutti i problemi della nostra terra. Infine “Roma”, custode e garante di tutte le ingiustizie e delle contraddizioni che pesano come un macigno sulla società calabrese.
Quando non si risolvono né si affrontano i problemi, scegliere San Luca come location diventa un oggettivo errore e non aiuta certo a sconfiggere la mafia. E rappresenta per noi, cittadini di questa terra, un’ulteriore mortificazione.

Autore: 
Ilario Ammendolia
Rubrica: 

Notizie correlate