Roccella addio: lamentele e mugugni mettono in fuga l'Ombligo de la Luna

Dom, 01/03/2015 - 15:35

Una volante dei carabinieri interrompe l’ennesimo spettacolo all’Ombligo de la Luna, a Roccella. Dopo mezzanotte la musica e gli avventori dei locali non sono graditi. Il messaggio del vicinato arriva forte e chiaro a Carla e Paolo, i due giovani proprietari di questo spazio, che però non possono accettare una restrizione del genere. Quell’ultima volta è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Basta, chiudiamo con Roccella e con questo stress insopportabile, ci trasferiamo.

Carla e Paolo dopo un anno e mezzo chiuderanno il locale che hanno curato e perfezionato in questo periodo e se ne torneranno a Caulonia dove apriranno un nuovo posto, sul lungomare, con un giardino. Ma soprattutto senza vicini che possano essere infastiditi da musica e chiacchiere fino a tarda notte. Quando hanno scelto lo spazio in cui riaprire l’Ombligo hanno fatto attenzione principalmente a questo aspetto. Faranno l’inaugurazione il 14 marzo portando gli Eugenio in via di Gioia, un gruppo di Torino molto apprezzato dalle riviste specializzate, una band sulla falsa riga di Elio e le Storie Tese. E questi artisti potranno suonare senza l’ansia per Carla e Paolo di vedersi piombare la solita volante a sbaraccare.
Eppure Roccella doveva essere un’isola felice, è uno dei paesi con una maggiore vocazione turistica naturale, per il modo in cui è strutturato il paese, per il porto. Evidentemente però questo luogo, che dovrebbe essere la punta di diamante del turismo della Locride, trova un ostacolo nella sacrosanta voglia di dormire dei propri cittadini. L’Ombligo, a quanto pare, non è l’unica attività che ha avuto una vita difficile nel centro di Roccella. I vicini dal 112 tra le chiamate rapide sono diversi e i carabinieri devono spesso intervenire per le lamentele di questo o di quello per la musica troppo alta e la gente che parla o ride in strada. 
«Il problema per noi è stato stare nel posto giusto ma con il vicino sbagliato», scherza Paolo. Sdrammatizza, ma la questione è seria. In tanti si lamentano della scarsa offerta della Locride, sia a livello culturale che di locali in cui potersi divertire. Quando invece ci sono bisognerebbe costruirli nel deserto? Lontano dai centri in modo che ciascuno possa godere del suo riposo di bellezza?
«La gente si lamenta quando non c’è nulla e si lamenta due volte quando si tenta di fare qualcosa. La verità è che ci piace lamentarci e che siamo apatici e pantofolai».
 Guai a interrompere la quotidianità quindi. Il locale va bene, ma a mezzanotte tutto chiuso. La musica va bene, ma a volume basso. La gente che spende soldi nel locale e fa girare l’economia va bene, purché non stia accanto a casa mia.
 «Un locale come il nostro che vive di spettacoli teatrali e di musica dal vivo non poteva sopportare questa limitazione. Era inevitabile arrivare a prendere questa decisione, anche se dispiace. Abbiamo clienti che per seguire le rappresentazioni o i concerti che proponiamo si spostano da Brancaleone o da Chiaravalle, se poi a mezzanotte arriva la volante e siamo costretti a chiudere tutto li perdiamo. È non possiamo permettercelo». 
Non gli si può dare torto, ma gli altri gestori non hanno il vostro stesso problema?
«Certo, in tanti. C’è ad esempio questo bar che si trova nello stesso palazzo di un’ex educatrice. Bene, ti posso dire che lei fa di tutto per distruggere la clientela di questo posto». 
Da quanto ci hanno raccontato quindi solo bar, ristorante e un bel circolo delle bocce possono resistere nella città con il maggiore appeal della Locride. Turismo per la terza età.
A questo punto prende la parola Karla, moglie, socia e anima di Paolo e dell’Ombligo. Lei in Calabria vive solo da quattro anni, ma all’Ombligo e nella Locride ha portato il suo sorriso e la vivacità messicana che la contraddistinguono. «Non essendo cresciuta qui, ho avvertito tantissimo la mancanza di libertà e di scelta in questa zona. Ed è per questo che abbiamo deciso di aprire un luogo diverso che offrisse cose nuove. Credo che più cose belle facciamo più aiutiamo questo posto a crescere».
Il nuovo Ombligo sarà solo una copia del vecchio locale o avete qualche sorpresa?
«Daremo sicuramente più spazio alla cucina», interviene a questo punto anche Karla, la colonna del locale e di Paolo. Parla poco ma è un elemento fondamentale del successo dell’Ombligo, porta il suo sorriso e la vivacità messicana nel grigiore della Locride. «All’inizio avevamo sottovalutato quanto potesse essere importante per un locale come il nostro la cucina, invece ci siamo dovuti ricredere. I piatti tex-mex che abbiamo proposto sono diventati una particolare ulteriore per il locale. Inoltre grazie al nuovo giardino potremmo restare aperti anche nel periodo estivo». «E vista la vicinanza con l’Ushuaia sicuramente saremmo l’ultimo dei problemi», chiude con questa battuta sui vicini scomodi Paolo. 
Il sorriso in questo caso però è amaro. 

Autore: 
Eleonora Aragona
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